Claire's Chronicles
Claire's Chronicles
Claire's Chronicles
Menu HOME :.: ARTWORKS :.: PERSONAGGI :.: GO DREAM SONG :.: Menu  
  Welcome Menu

Le Lacrime della Luna
Capitolo 5

“Ecco o giovani fanciulli che vi avventurate nel mondo, siate pronti a conoscere le oscure verità tramandate a noi dai nostri antichi avi” attorno al vecchio raccontastorie vi era uno strano alone di mistero, agli occhi di Claire sembrava saperla lunga su molte cose! Agli occhi di Sephiroth, invece, non era altro che uno dei tanti vecchi bacucchi troppo pieni di vino per essere in grado di raccontare la realtà. La storia che quel vecchio stava per raccontare non incuriosiva più di tanto il bambino, bensì egli era interessato alla gente che ascoltava, quasi rapita dalle parole stesse.
Li squadrava uno per uno: non aveva mai visto tante persone tutte insieme! Aveva sempre avuto l’impressione che suo padre avesse voluto una villa tanto grande non certo per invitare tanta gente, ma per poter vedere il meno possibile il viso di qualcuno, anche dei componenti della sua stessa famiglia. In effetti, Sephiroth non aveva mai pensato che il contrario potesse portare gioia, bensì dolore e inutile preoccupazione.
Ma quel giorno aveva scoperto che non era così, almeno per il momento…
Claire si sentiva eccitata e impaziente: oltre alle storie che presto si sarebbero raccontate, Claire era desiderosa di conoscere tutti i bambini che partecipavano alla festa, inoltre, era impaziente di rivedere Tifa.
“Questa leggenda narra di un antico popolo che viveva sulla cima del monte Nibel, un tempo rigoglioso di migliaia di specie di fiori magici ormai estinti. I Mood si chiamavano, gli antichi elfi custodi del portale dell’equilibrio. Essi vegliavano sull’equilibrio del nostro mondo e di tutti quelli collegati ad esso; il portale era l’unica via per accedervi. Esso era circondato da un’aura di magnifica purezza e solo l’innocenza e il vero amore potevano sperare di ammirarlo; sulla sua sommità era incisa un’iscrizione che recitava: SOLO AI VIVI IMMORTALI SIA CONCESSA VIA ATTRAVERSO ME .”
Soprattutto i bambini rimasero affascinati da questa prima parte di racconto, gli adulti già iniziavano a scuotere il capo: sapevano come la storia sarebbe finita e non si poteva certo parlare di lieto fine. Uno dei bambini più giovani e di certo il più temerario balzò in piedi e, raccogliendo tutto il coraggio di cui disponeva, fece una domanda a cui, il vecchio, prima di rispondere, regalò un gran sospiro:”Chi sono i vivi immortali?” “Purtroppo, mio giovane fanciullo, nessuno sa con esattezza a che cosa il portale si riferisse. Si dice che il segreto fosse custodito nei fiori che incorniciavano tale iscrizione: i leggendari LACRIME DI LUNA.
Si narra che tali fiori fossero di un azzurro così intenso e puro da essere eguagliati soltanto dai cieli divini e che il loro potere fosse così grande da permettere la cura contro ogni male, da un semplice veleno alla morte stessa.
Ahimè, questi splendidi e miracolosi fiori non esistono più, come nemmeno il portale dell’equilibrio e i Mood stessi…
A questo, miei cari, sono dovuti i mali che affliggono il nostro mondo. Non ci sarà pace fino a quando il portale non sarà riaperto. Il pianeta morirà e noi con lui.”
“Che sciocchezza…” borbottò Sephiroth e Claire gli intimò di tacere “Che ne sai tu? Potrebbe avere ragione! Non bisogna sottovalutare le antiche leggende!”. Sephiroth le fece una faccia divertita: a lui tutto pareva spesso così ovvio che a volte non riusciva a comprendere i dubbi di Claire. Tuttavia era pur sempre un bambino dall’animo puro e gentile, cresciuto troppo in fretta, è vero, ma si era reso conto che quello che lui portava nel cuore, dopotutto, era una virtù e non un ignobile difetto come suo padre l’aveva sempre portato a credere. Perciò si avvicinò a Claire e le spiegò con molta calma e con un gentile sorriso:” Non dico che la leggenda dei Mood non sia vera, anzi! Ma è proprio per questo che reputo il finale che questo raccontastorie le ha dato completamente inventato.” “Reputo?” Sephiroth usava spesso dei termini che Claire non capiva, me lei non era certo una bambina che abbassava la testa e che faceva finta di aver capito: quello che voleva sapere lo doveva capire, a tutti i costi!
Sephiroth la guardò un po’ indispettito, aggrottò la fronte e cercò di risistemare la frase in modo che Claire la potesse comprendere al meglio:”Io non credo che l’ultima parte di cui ha parlato il raccontastorie sia vera.” “Perché?” gli chiese Claire. Aveva l’impressione che Sephiroth sapesse molto di più di quanto non volesse farle intendere.
“Ma perché non è vero che il portale è chiuso o non esiste più! E non è neanche vero che le lacrime di luna e i Mood sono estinti!” non si era reso conto di aver cominciato ad alzare il tono di voce: questo particolare argomento lo interessava poiché credeva di esserne strettamente legato. “Dici davvero?” esclamò Claire incredula “Certo!” rispose Sephiroth prontamente “Come fai a esserne sicuro?” i due bimbi avevano cominciato a parlare a voce alta, si erano dimenticati che non erano del tutto i benvenuti alla festa o forse non se ne erano del tutto resi conto.<br> Comunque fosse, ormai qualcuno si era accorto di loro, mentre i due non si erano accorti che il racconto era stato bruscamente interrotto. “Perché li ho visti con i miei occhi!” Sephiroth aveva ben poco in comune con gli altri bambini ma una caratteristica che accomuna, non solo i giovani, ma anche gli adulti, era certo quella di desiderare la gloria, chi più chi meno, ed era certo una di quelle poche cose che Sephiroth aveva imparato da suo padre. Fu per questo che recitò quelle parole con fare altezzoso e fiero, ma a voce troppo alta… Improvvisamente, la tovaglia di bianco cotone che ricopriva il tavolo sotto il quale i due bambini si erano rifugiati, fu alzata bruscamente da uno dei pochi padri di famiglia che era rimasto al villaggio di Nibelhim: il padre di Tifa, Nimos Lockheart. “Voi due! Che cosa state combinando?” la voce del signor Lockheart era decisamente alterata: era alto e possente, i suoi occhi castani come i radi capelli che aveva in testa, parevano voler schizzare fuori dalle orbite: non tollerava certo un simile comportamento da parte di due mocciosi! Ma quei due mocciosi furono più veloci di lui e gli sgattaiolarono da sotto il naso al centro della sala; purtroppo il posto non era dei migliori. Tutti gli abitanti del villaggio si erano radunati intorno a quella scena: la maggior parte di loro dapprima scosse il capo pensando alle parole di sfida dei due fanciulli e poi perse colore in viso riconoscendo in Sephiroth il figlio del dottor Hojo. La quasi totalità del villaggio era convinta che Sephiroth fosse una specie di piccolo demonio voluto dal dottor Hojo per distruggere le loro anime o che, almeno, fosse una sorta di creatura in parte figlia dello scienziato e in parte figlia di qualche forza oscura. Fortunatamente nessuno di loro era nel giusto…
Si cominciarono a sentire dei mormorii sommessi all’interno della sala e tutti guardavano con aria grave e preoccupata la piccola Claire che, ormai, era spaventata a morte. “Vieni via, piccola” disse il signor Lockheart rivolgendosi a Claire e la prese per mano trascinandola vicino alla moglie. In quel momento, lo sguardo di Sephiroth incrociò quello della bambina: dapprima il suo volto divenne l’incarnazione stessa della rabbia poi mutò in un’espressione di rassegnazione: era chiaro ormai, suo padre aveva ragione, nei buoni sentimenti non vi era altro che dolore ed eterna sofferenza, illusione camuffata da speranza, tradimento, menzogna…
Sephiroth non si rendeva conto di quanto Claire fosse spaventata, mettere in dubbio le antiche leggende ed essere colti in flagranza di tale reato a soli quattro anni non era cosa da poco per i tempi che correvano. Per quanto Claire fosse una bimba vivace e piena di vita non voleva mettere in discussione le regole che da sempre le erano state insegnate, mettere in discussione le parole stesse di suo padre… Ma una promessa è una promessa, e Claire lo sapeva bene…
“Vattene, non sei stato invitato” disse con tono fermo e deciso il signor Lockheart “Sì, vattene figlio del demonio!” “Mostro!” “Vattene, non ti vogliamo!” gli abitanti di Nibelhim non erano certo diversi da tutti coloro che, non conoscendo, temono. La saggezza è dono di pochi e, in mezzo alla folla, scompare quasi del tutto. Fortunatamente non del tutto. “Calma, signori” li riprese il padre di Tifa “Per favore, cercate di mantenere la calma!” “Come possiamo mantenere la calma?” gridò qualcuno “Ha messo in discussione le antiche leggende, è il figlio del demonio!” gridò qualcun’altro. Il signor Lockheart guardò gli abitanti di Nibelhim con aria di rimprovero senza nascondere, tuttavia, la sua preoccupazione. “E’ vero, ha messo in discussione le antiche leggende, ma non mi sembra un buon motivo per considerarlo il figlio del demonio!” ma ben pochi ascoltarono le sue ragioni. Un padre di famiglia zoppo alla gamba sinistra si mosse e raggiunse un angolo della sala. Uno degli anziani prese la parola: “Fanciullo, come puoi tu mettere in dubbio le antiche leggende con tanta sicurezza senza temere le conseguenze? Mostrati pentito, chiedi perdono e darai a tutti noi modo di credere che sei solo un fanciullo inesperto vittima della malvagità del proprio padre” sarebbe stato così facile per Sephiroth accettare una simile offerta! Molti, al posto suo, l’avrebbero fatto. Ma lui temeva ben poche cose e meno di tutte temeva la verità. “Di cosa dovrei essere pentito? Di aver detto la verità forse? No, vecchio, le tue storie non mi spaventano e non saprei nemmeno a chi chiedere scusa. La verità è che voi avete paura di mettere in discussione degli antichi racconti creati per spaventare i bambini. Patetico…” il silenzio piombò sull’intero villaggio, solo il vento continuava a fischiare, preannunciando l’arrivo di uno dei primi temporali primaverili.<
“Getti al vento la possibilità di redimerti? Forse non ti rendi nemmeno conto di quello che hai detto! Come puoi affermare di aver visto i Mood? Di aver potuto ammirare la bellezza dei lacrime di luna? Come puoi solo pensare, tu, figlio del diavolo in persona, di poter essere in grado di contemplare l’antico portale? Sciocco fanciullo, pagherai per la tua bestemmia. Lo spirito stesso dei Mood ti punirà!” il vecchio raccontastorie era decisamente infuriato, nessuno poteva mettere in discussione certezze che duravano da prima della sua nascita! Ma Sephiroth era irremovibile:”Li ho visti invece! E se voi non foste così preoccupati a compiangervi li avreste visti anche voi!”
Fu davvero la goccia che fece traboccare il vaso: il padre di famiglia zoppo alla gamba sinistra che si era mosso poco prima si parò davanti a Sephiroth imbracciando il suo fucile:”Liberiamocene subito e non avremo più problemi!” sentenziò l’uomo e lo sgomento fu di molti ma quasi nessuno in cuor suo pensò che il ragionamento dell’uomo fosse sbagliato…
Ma c’è chi non dimentica le proprie promesse, neanche davanti a un fucile carico.
“FERMO!” urlò Claire facendo scudo a Sephiroth “Se vuole ucciderlo dovrà uccidere me prima!” anche in questo caso lo sgomento fu grande, ma più di tutti a essere stupito fu Sephiroth: credeva che Claire la pensasse come gli altri e che magari l’avesse fatto apposta a portarlo a quella festa, ma in quel momento capì di essersi completamente sbagliato, capì che quello che Claire le aveva detto quel pomeriggio era vero: l’amicizia è una promessa, e se si vuole mantenerla viva bisogna rispettare tale promessa per sempre. Ora Claire lo stava facendo, stava mantenendo la sua promessa e Sephiroth si rese davvero conto di cosa significasse volersi bene. Si sentì talmente legato a Claire in quel momento che il solo pensiero di poterla perdere lo fece rabbrividire. Pensare, poi, che potesse essere colpa sua…
Claire tremava dalla testa ai piedi ma, nonostante ciò, non si mosse di un millimetro. A quel punto intervenne il signor Lockheart:” Che cosa le salta in mente? Puntare il fucile contro dei bambini innocenti!” ma la folla non la pensava del tutto allo stesso modo:”Non sono dei bambini innocenti!” “Sono dei piccoli mostri!” “Hanno messo in discussione le antiche leggende!” “Devono essere puniti!” e frasi del genere vennero sputate da tutta la gente del villaggio. Il signor Lockheart cercò disperatamente di mantener salda la situazione:”E secondo voi meritano la morte?” aggiunse con un tono di monito verso i paesani. A quel punto qualcuno seminò zizzania:”Ma voi da che parte state? Dalla parte del villaggio o da quella di quel maledetto dottore? Anche voi pensate di mettere in discussione le antiche leggende?” e il signor Lockheart fu costretto a pensare prima a se stesso e alla sua famiglia che non a quei due bambini in pericolo di vita in mezzo alla stanza. Guardò la piccola Tifa, i suoi occhi erano pieni di terrore. Il signor Lockheart decise di scostarsi dal centro della sala e di rifugiarsi nell’ombra. In quel modo fece capire che non avrebbe più parlato in favore dei due fanciulli e che avrebbe lasciato decidere agli altri. Fu l’unico modo per non attirare le malelingue sulla sua famiglia.
Nel frattempo Claire non si era mossa di un centimetro: stringeva i denti e teneva gli occhi chiusi forte forte, forse sperando di non sentire dolore al momento dello sparo. Ma non ci fu nessuno sparo: Sephiroth prese l’iniziativa. Acchiappò la piccola Claire per un braccio e la trascinò fuori da quell’inferno ed insieme corsero sotto la pioggia, che ormai cadeva incessante, verso la foresta prima del monte Nibel.
Si fermarono sul limitare della foresta ai piedi del monte Nibel. A separarli dalle radici della montagna c’era un baratro, un crepaccio molto antico; l’unico modo per attraversarlo e raggiungere il monte era passare sopra un ponte di corda davvero poco rassicurante.
Sephiroth corse con tanta foga che quasi Claire non riusciva a stargli dietro. Durante la corsa Sephiroth non si accorse di aver praticamente travolto uno dei bambini del villaggio, l’unico a non essere andato alla festa. Gli occhi di questo bambino e quelli di Claire si incrociarono: lei piangeva, lui era caduto ma non si era fatto troppo male. La guardò un po’ stupito, con quegli occhi da fanciullo verdi brillanti bagnati dalla pioggia: i loro volti si incrociarono per un solo istante, ma qualcosa insito nella foresta e nel vento che, se pur urlante, non portava terrore ma consolazione, trasportò quell’istante in un luogo sicuro, per custodirlo, in attesa di un nuovo giorno.
Claire era sfinita mentre Sephiroth avrebbe potuto continuare ancora un po’, ma si fermò per permetterle di riprendere fiato. La piccola ricadde pesantemente sulle ginocchia, piangeva e ansimava mentre la pioggia continuava imperterrita la sua caduta; bagnata fradicia e piena di paure e dubbi non sapeva più cosa pensare. Ora si sentiva più sola che mai: sua madre le aveva sempre detto di vivere seguendo il suo cuore ma suo padre l’aveva sempre avvertita che se avesse infranto troppe regole si sarebbe ritrovata a combattere da sola e che non sarebbe stata abbastanza forte per farlo. Ora quelle parole le risuonavano in mente e le davano l’impressione che il buio senza luce fosse tutto ciò che ormai le rimaneva. Faceva male, sentiva di aver tradito la famiglia che solo poco tempo prima aveva perduto: strinse forte le mani in segno di preghiera e chiuse gli occhi, forse sperando che si sarebbe svegliata, che avrebbe rivisto il dolce volto di sua madre darle il buon giorno e che avrebbe raccontato quell’incubo pauroso in una delle notti di festa della fattoria, davanti al fuoco, tra un canto e l’altro. Avrebbe ancora giocato sulle ginocchia di suo padre, avrebbe ancora corso insieme ai suoi due cagnolini sui prati intorno alla fattoria, avrebbe ancora mangiato cioccolata e bevuto il the dei fiori di pesco che le faceva sempre la sua nonnina. Avrebbe ancora imparato tante cose insieme al suo fratellone…
Avrebbe…se quello fosse stato tutto un terribile incubo…
“Ehi…” Sephiroth non sapeva come comportarsi, Claire continuava a piangere e non sapeva come rassicurarla: si rendeva conto di averla trascinata in un grosso guaio. Tuttavia, arrendersi era per lui l’ultima cosa da fare. “Senti, mi dispiace…forse non avresti dovuto farlo.” Claire continuava a piangere, ora si sentiva ancora più in colpa. Ci doveva essere un modo per tornare indietro! La situazione era precipitata all’improvviso travolgendola…cosa avrebbe fatto adesso? Non si era nemmeno resa conto di essere sotto la pioggia incessante, nemmeno la luce di una singola stella rischiarava quel momento simile ad un incubo, ma tutt’altro che tale. “Cosa faccio? Sono sola, cosa faccio? Aiuto…Aiutatemi…” Claire ansimava e non si era accorta di parlare ad alta voce… “Tu non sei sola…” Sephiroth aveva abbassato al testa e guardava il terriccio, stringeva forte i pugni: si chiedeva come la sua vita avesse potuto cambiare così radicalmente in un solo giorno, eppure, sentiva che avrebbe dovuto tirare fuori il coraggio decantato in quei libri che leggeva sempre. Non sapeva come avrebbe fatto, era preoccupato di sbagliare ma avrebbe dovuto rischiare! Doveva la vita a quella bambina che gli stava piangendo accanto… “Uh?...” Claire alzò la testa un attimo: stava ancora piangendo e vide Sephiroth in piedi accanto a lei, con lo sguardo verso il basso… Aveva detto che non era sola… “Io…io ti devo al vita…tu non sei sola…ci…ci sono io con te…”Claire non pensava che Sephiroth sarebbe rimasto con lei: credeva che se ne sarebbe andato, che l’avrebbe abbandonata…Lei aveva paura che l’avrebbe fatto, che se ne sarebbe andato anche lui, come tutti gli altri…ma a quanto pare non era così e questo la fece sentire più vicina alla famiglia che aveva perso. Forse, pensava, aveva fatto la cosa giusta… “Ti voglio bene…Sephiroth…” a quel punto Sephiroth alzò al testa di scatto e la guardò negli occhi, incredulo: non poteva essere…non poteva stare accadendo! Lui si ricordava cosa gli aveva detto Claire riguardo al fatto di volersi bene….era davvero possibile? Lei gli voleva bene davvero? Un pensiero gli balenò all’improvviso nella mente: lui…lui cosa provava?
Sentiva il cuore che gli batteva dentro, come qualcosa di vivo che si stava impossessando di lui, eppure, percepiva un’enorme senso di libertà, come se avessero aperto la prigione in cui si trovava rinchiuso. C’era forse speranza in tutto questo? Forse…o forse no, ma se ce n’era anche solo un po’, anche se era grande solo quanto un granello di sabbia…sentiva che sarebbe valsa la pena di rischiare per essa…sarebbe valsa la pena di rischiare per Claire…
Si inginocchiò accanto a lei e l’abbracciò forte…chiuse gli occhi e continuò a stringerla a sé…Claire piangeva…guardò al cielo con le lacrime che si mischiavano alla pioggia incessante, ricambiò l’abbraccio di Sephiroth e mentre il vento scivolava accanto ai due bambini, una dolce melodia si disperse per il bosco, di nuovo…come se fosse lo stesso bosco a produrla. Guardando in alto Claire chiuse gli occhi e pregò al cielo…strinse forte il suo più vero amico…
“Ti prego…non mi lasciare mai…”

 

Stampa Versione Stampabile .:*:. Torna su

Lacrime della Luna

Go Dream
Go Dream II
Final Dream
Cronache di una Viaggiatrice

Affiliati

Final Fantasy Revelations
!Final Revolution!
Phoenixdown
To Zanarkand
Gamma
Project Manu
Otaku Spirit Forum

Traduzioni Kirameki
ToS Forum

Vuoi farne parte?

TopSites

Your Final Fantasy Top-Site! - Votaci!
Final Dream Topsite
www.ffdream.it - Final Fantasy Top100

Tagboard

Credits
Credits
   
Claire's Chronicles