Claire's Chronicles
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Go Dream II
Capitolo 6: Una Nuova Partenza

“Posso capire la tua preoccupazione, Lion…” Relance teneva lo sguardo abbassato e un velo di tristezza gli copriva gli occhi “Ma quella ragazza ha bisogno di aiuto…se è una Guardiana, non ne è consapevole…” il piccolo leone si arrampicò sul suo braccio destro e si appollaiò sulla cima della spalla “Uff…ho capito” sbuffò vistosamente “Non c’è nulla che io possa dire per farti desistere…non è così?” il ragazzo lo guardò e sorrise lievemente. Lion chiuse gli occhi e scrollò una zampa in direzione dell’uscita della grotta “Dai, andiamo…muoviti o la perderemo.”

Un vento lieve carezzava i capelli di Claire, come a volerla consolare per lenire ogni suo dolore…ma le fitte che provava erano più di quanto la sua mente potesse sopportare…si era arrabbiata anche con quel ragazzo, Relance…mentre cercava unicamente di aiutarla… La ragazza rivedeva la scena del Carro nella sua mente, accovacciata su uno spuntone di roccia si teneva le ginocchia circondandole con le braccia. Davanti a lei un paesaggio verde e rigoglioso si apriva in un’immensa vallata, circondata da montagne irte e boschi di conifere. Il cielo era terso e di un azzurro intenso…mentre fissava l’infinto, Claire poteva sentire le sue stesse parole riecheggiarle nelle orecchie…

“Che cosa ci fai qui?!”

Abbassò la testa, nascondendola tra le gambe…quasi desiderando di sparire per sempre…
“Ehi…” una voce gentile proveniente da dietro di lei la fece sussultare: alzando lo sguardo, vide un giovane ragazzo un po’ in imbarazzo che le sorrideva. Claire non rispose, si limitò a riportare gli occhi verso la vallata.
Relance si sedette accanto a lei e la fissò, sperando di capire cosa le passava per la mente “Ascolta…non so cosa sia successo là dentro ma…posso capire se non me ne vuoi parlare…in fondo non ci conosciamo…però io…” il ragazzo attese una qualsiasi reazione da parte di Claire, ma lei non si voltò, né cambiò espressione…si limitò a lasciare che il vento giocasse con i ciuffi ribelli che le scendevano sul viso. A quel punto, anche Relance portò il suo sguardo verso il meraviglioso paesaggio e respirò profondamente…lasciò passare qualche istante di silenzio per pensare a come approcciarsi nuovamente con la ragazza…ma fu lei a parlare per prima, questa volta “Questo mondo…come si chiama?” gli disse, senza guardarlo. Relance rimase stupito e ci mise alcuni secondi prima di rispondere “Liberthium…e quella in cui ci troviamo è la regione di Olmar!” il ragazzo sperava di riuscire a tirare fuori un po’ della gioia che aveva visto in lei quando si erano conosciuti… “Liberthium…” ripeté Claire in un sussurro.
Il grido di un’aquila si stagliò nel cielo e la ragazza seguì l’uccello con occhi stupiti e malinconici.

“Mi piacerebbe saper volare! Tu cosa faresti se potessi volare?” “Nessun essere umano può volare…” “Io salirei tanto in alto da toccare le nuvole!”

Altre voci nelle sue orecchie le ricordarono tempi lontani… “Ti piacciono le aquile?” chiese Relance, cercando un argomento di conversazione che facesse colpo sulla ragazza. Claire sorrise e scosse la testa “Una volta il mio maestro mi ha detto…che le aquile sono le regine dei cieli. Esse sono libere e tutti le rispettano…ma il prezzo di questo rispetto, è l’eterna solitudine.”

“Allora vorresti essere un’aquila?” “Io non posso essere un’aquila…” “Perché no?” “Perché volare rende liberi…”

Alcune lacrime scesero dagli occhi di Claire, mentre il maestoso animale si allontanava risalendo il pendio di una montagna “Ehi…ehi…” le sussurrò premuroso Relance, avvicinandosi al suo viso “Perché piangi?” la ragazza non sapeva cosa rispondere…stava male…solo male…qualcosa di denso e oscuro le si era stretto intorno al cuore…
Nel momento in cui percepì la preoccupazione del ragazzo, però, Claire comprese che non aveva più tempo…bisognava lasciarsi il dolore alle spalle…era il momento di tornare a casa. Chissà cosa era accaduto alle sue amiche…e alla Terra..? Temeva di rispondere a questa domanda…ma come avrebbe fatto a trovare Ylenia e Alessia? Non sapeva nemmeno dove si trovasse lei esattamente…
Relance vide la confusione e il dolore negli occhi della ragazza…e il suo unico pensiero fu che quegli occhi non avevano nemmeno l’ombra dell’oscurità.
Claire si alzò in piedi e si tolse la polvere di dosso: il sangue ormai si era rappreso sui suoi vestiti e c’era poco da fare per toglierlo…aveva le braccia doloranti e un rumore metallico le fece venire un brivido lungo la schiena. Anche Relance si alzò…e seguì i movimenti della ragazza con lo sguardo: Claire si stringeva le braccia tremando.
“Senti…mi sembra di capire che non sei di queste parti, eh?” forse un approccio scherzoso avrebbe indotto la ragazza a fidarsi di lui. Lei alzò lo sguardo stupita e si rese conto di avergli rivelato ingenuamente di provenire da un altro mondo…fece per dire qualcosa, ma Relance la precedette “Lascia che ti aiuti…almeno a ritornare a casa…se proprio non vuoi che faccia altro per te…” Claire non sapeva cosa dire “Dici davvero?” il suo tono risultò molto più speranzoso di quanto avrebbe voluto far intendere…ma si sentiva sola…aveva bisogno di un amico…e di qualcuno che la guidasse fuori dal caos in cui si era andata a cacciare. “Domanda inutile…” la voce di Lion pareva affannosa mentre il piccolo leone spuntava alle loro spalle…incespicando nel tentativo di arrampicarsi su una roccia per raggiungerli “Se Relance dice di voler fare qualcosa che io gli ho consigliato di non fare, puoi essere certa che si tratti della verità” il ragazzo lo guardò dall’alto in basso e gli rispose in tono di scherno “Beh, l’ultima idea che hai avuto ti ha ridotto ad uno sputo arancione…se permetti preferisco evitarmi certi guai” Lion ringhiò lievemente “Molto spiritoso” fu in quel momento che la risata fragorosa di Claire aprì uno spiraglio di sole nel cuore rabbuiato di Relance: temeva davvero che non sarebbe riuscito a riportarla indietro dal posto oscuro in cui era finita. Il ragazzo rincarò la dose rivolgendole una faccia buffa e sorridendole con quanti più denti possibili “Eheh!” ridacchiò baldanzoso. “Ok” disse la ragazza con determinazione rinnovata “Ho davvero bisogno di tornare a casa. Devo trovare le mie amiche e capire cosa ci è successo!” Relance annuì e prese Claire sottobraccio “Allora lascia che di guidi a Razler, la grande capitale di Olmar!” Claire gli sorrise ed annuì “Lì potremo riposare un po’, troverai nuovi vestiti e potremo chiedere ad un mio amico dei consigli per aiutarti…cosa ne dici?” la ragazza socchiuse gli occhi ed annuì debolmente, sorridendo con sincerità. I due si avviarono lungo un sentiero che portava al di sotto della grotta, su una grossa strada sterrata sulle pendici di una profonda scarpata “Ehi! Non lasciatemi qui!” gridò Lion, ma l’eco del suo grido si perse in quello di serene risate.

“Ylenia…” una voce calda la stava chiamando, il suo suono assomigliava molto al canto che aveva udito nel collegio tempo prima. “Ylenia…apri gli occhi” la ragazza si rese conto di essere in piedi, con gli occhi chiusi e circondata da uno spazio che non riusciva a definire. Quando il suo sguardo fu libero, Ylenia capì di trovarsi, probabilmente, nei guai: era immersa nel nulla più totale, solo un colore bianco intenso la circondava. “Ylenia…non avere paura. Ora tutto ti sarà chiaro.” La ragazza cercò istintivamente di capire da dove provenisse quella voce…si guardò attorno e, a poco a poco, cominciò a scorgere una figura che si stava avvicinando…poteva essere una sorta di animale, ma il suo manto bianco si confondeva con lo sfondo.

“Riesci a vedermi?” Alessia socchiuse gli occhi, ma il nero penetrante dello spazio in cui era non le faceva vedere che una sagoma e un paio di rotondi occhi verdi. “Chi sei?” chiese alla creatura con una punta di timore “Prima guardami, Alessia…” la ragazza si sforzò ancora, concentrando la vista in un unico punto…lentamente, il profilo di un gatto divenne nitido davanti a lei.

“Molto bene…” disse il lupo “Quando mi avrai messo a fuoco potrò guidarti fuori di qui.” Ylenia era incredula: stava parlando con un lupo bianco in mezzo al nulla? E pensare che pochi minuti prima avrebbe giurato di averle viste proprio tutte, ormai… La creatura ridacchiò con voce profonda e suadente “Non devi temermi, io ti sono amico.”

“Qual è il tuo nome?” stranamente, Alessia aveva perso ogni sensazione di paura dopo aver messo a fuoco il piccolo animale. La voce femminile della gatta rispose con tono solenne “Mi chiamo Shinu” a quel nome, la ragazza pensò al kanji della morte che aveva visto così spesso nei suoi sogni ultimamente…

“Kirame..? Assomiglia molto al verbo scintillare…” sussurrò tra sé Ylenia…mentre con la mano cercava di raggiungere il morbido pelo del lupo. “Ora che non mi temi più, potremo uscire insieme da questo luogo.” La ragazza si sentiva stranita, con il cervello quasi ovattato…le sue dita sfioravano lievemente il pelo dell’animale e solo ciò le bastava per sentirsi forte, al sicuro, circondata da un’enorme potere… “Insieme..?” ripeté con voce distante.

“Esatto.” Miagolò Shinu “Poiché ora saremo insieme per sempre.”

 

 

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