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Go Dream II “Ahi ahi ahi!!” strillò Martina chiudendo forte gli occhi. Teneva le braccia incrociate a proteggere il volto e un dolore acuto si propagò dall’avambraccio sinistro fino ad arrivarle al cervello percepito come la puntura di tanti aghi. Ma il leone..? Che fine aveva fatto? Non l’aveva ridotta a brandelli? La ragazza aprì gli occhi con esitazione e cercò di mettere a fuoco le immagini che le apparvero davanti: il ragazzo era ancora lì, ma il suo volto era contorto in una strana smorfia…non avrebbe saputo dire se fosse inorridito o se stesse per scoppiare a ridere. Martina abbassò gli occhi portandoli verso l’epicentro del dolore e lo vide: un arancione, piccolo, buffo leone dalla testa troppo grossa per un corpicino non più grande di un peluche. Era appeso alla carne con i suoi dentini affilati e uno sguardo di notevole disappunto. La ragazza prese il piccolo animale per la collottola e se lo portò davanti agli occhi “Ehm…” cercò di dire qualcosa, ma le parole le morirono in gola “Ahahahahahah!!!!!” la risata fragorosa del ragazzo scoppiò come un fulmine a ciel sereno “Sei troppo buffo!!! Ahahah!! Lion!! Ahahahaha! Non ho mai la macchina fotografica quando serve!” continuò, piegandosi in due per lo sforzo. “Sei di notevole aiuto Relance, non c’è che dire.” Il tono di voce di Lion non era affatto cambiato e questo sorprese Martina a tal punto che lo lasciò cadere accidentalmente a terra. Il povero animale ruzzolò per circa un metro e si riempì di polvere. Quando il leone riuscì a rialzarsi, cercò di volare per portarsi all’altezza del volto della ragazza, ma le ali erano diventate più deboli e riuscirono ad alzarlo solo per breve tempo, dopodiché si dovette appoggiare, suo malgrado, alla spalla di Relance. Benché il frullare delle ali di Lion avesse un ritmo simile a quello di un colibrì, erano troppo sproporzionate rispetto alla testa e agli arti, un po’ troppo grossi per il resto del corpo. “Non te la prendere con me!” protestò il ragazzo “Non sono io quello che ha aggredito un’estranea senza motivo” continuò, stuzzicandolo con un dito. Lion fissò Martina per qualche istante: la ragazza era esitante, ma lui non aveva intenzione di lasciare le cose come stavano. “Che cosa mi hai fatto?” disse, infine, il leone. La ragazza guardò per qualche istante Relance, poi riportò lo sguardo su Lion e rispose “Ehm…mi dispiace…non ho avuto molto tempo per pensare a difendermi…l’unica cosa che mi ha sfiorato la mente è stata che eri troppo grosso…così…” Relance si intromise nel discorso “Hai usato una magia Mini?” Martina ci pensò su un istante…no, non si trattava di quello. Sebbene gli ultimi eventi l’avessero confusa, stava cominciando a riprendere confidenza con il suo passato… “No, non è una magia Mini…è una maledizione Mini” disse infine, con una certa dose di sicurezza. I due la guardarono aspettandosi che concludesse, ma non rimaneva molto da fare… “Mi dispiace…non tornerai come prima…non trattandosi della magia, appunto, l’effetto non svanisce con il tempo…” Relance pareva divertito dalla situazione, ma Lion non era affatto dello stesso parere. “Puoi sciogliere questa maledizione?” il ragazzo era sorpreso…sapeva che il suo compagno aveva numerosi poteri…allora perché non lo faceva lui stesso? “Ehm…il mio…maestro…era un tipo strano. Si divertiva ad insegnarmi a maledire la gente…ma non a sistemare i loro guai…in pratica…non so come si fa…” la ragazza si grattò la testa vistosamente imbarazzata…che cosa avrebbe fatto ora? Si sarebbero vendicati senz’altro su di lei…e non aveva bisogno di ulteriori guai… “Il tuo maestro? Chi è?” chiese Relance, per niente preoccupato per la sorte del suo amico… Martina era sorpresa: non si era arrabbiato? Poi si concentrò sulla domanda che le aveva appena posto…portò un attimo lo sguardo sul pavimento…con la mano strinse la piccola croce d’argento che portava al collo…poi sorrise “Te l’ho detto, è un tipo strano!” il ragazzo sorrise e intrecciò le mani dietro la testa. “Allora Lion, continuiamo la ricerca o vuoi dirci perché hai attaccato..?” Relance si rese conto di non conoscere il nome della ragazza. “Claire” disse quest’ultima, anticipando il suo pensiero “Mi chiamo Claire” perché era questo il suo nome…in qualunque luogo non fosse la Terra…e, forse, anche laggiù. “La…Terra..?” balbettò Ylenia, incredula per le parole che aveva appena udito. “Come sarebbe?” Alessia si girò verso la persona che aveva parlato: Vincent si stagliava di fronte a lei con le braccia incrociate “Il vostro pianeta è morto. Non è rimasta una sola forma di vita in lui” Ylenia non voleva credere a quello che il ragazzo stava dicendo loro…non poteva crederci…se lo avesse fatto, avrebbe ammesso che non esisteva più una casa in cui tornare…una famiglia a cui tornare…degli amici da rivedere…né un passato…né un futuro…ma non poteva essere…non poteva non essere rimasto nulla del mondo che lei conosceva. “No” disse con voce ferma “No, io non ti credo…” continuò, tenendo lo sguardo rivolto verso il basso. Alessia si voltò verso di lei…non sapeva cosa dire…non aveva ancora percepito l’entità delle parole di Vincent…ma vedeva l’amica così sconvolta che avrebbe voluto fare qualcosa…qualsiasi cosa…per far sì che avesse ragione: la Terra non poteva essere morta… Sentì montare dentro di lei un profondo senso di vuoto e di vertigine…una solitudine senza confronto si fece strada nel suo cuore…quante persone aveva perso..? Quanti volti…quanti nomi…quante voci non avrebbe mai più visto…e sentito..? Quanti ricordi si sarebbero affievoliti nella sua mente ogni giorno…senza poterli rafforzare rivivendoli nei luoghi dove aveva sempre vissuto…si sentiva come se avesse perso un pezzo della sua anima…come se gliel’avessero presa e l’avessero bruciata davanti agli occhi. Persa…svanita per sempre… “Io non vedo proprio niente, qui!” Claire si rivolse a Relance con aria scettica, passando il palmo della mano sulla fredda roccia della parete. Anche il ragazzo stava esaminando il muro indicatogli da Lion, ma senza successo. “Non capisco…dovrebbe essere qui…” brontolò tra sé, inginocchiato e con aria pensosa “Forse Lion si è sbagliato…insomma…non sarebbe la prima volta, no?” Claire stava cominciando ad essere stanca e a perdere la concentrazione…anche Relance era piuttosto indispettito dalla situazione: stavano esaminando la grotta da almeno un’ora! “In effetti…non posso negarlo…” le rispose senza guardarla, tenendo lo sguardo fisso sulla roccia, con tono distante. Il piccolo leone sbuffò infastidito, ma non reagì alla provocazione. Claire si voltò verso il ragazzo, lo fissò per qualche istante, dopodiché si stiracchiò sbadigliando con forza…portò le braccia oltre la testa e poi le aprì orizzontalmente…infine si appoggiò alla roccia con la mano sinistra, spostando tutto il peso corporeo sulla parete “Dammi retta, lascia perdere” la ragazza accennò un sorriso, ma svanì immediatamente quando la sua mano sinistra si perse nel vuoto e il suo stesso peso la sbilanciò, rischiando di farla cadere. Claire portò lo sguardo verso il muro: un grosso cerchio nero si era formato nel punto in cui si era appoggiata e si stava vistosamente allargando. “Che diavolo succede?” disse Relance avvicinandosi a lei. La ragazza tirò indietro la mano, facendola uscire dal buco completamente buio…un rumore metallico accompagnò il lento movimento “Che cosa..?” delle pesanti catene si erano legate al braccio di Claire e si muovevano verso di lei risalendone la figura e continuando a stringere sempre di più. La ragazza indietreggiò di colpo, spaventata, ma le catene la bloccarono e cominciarono a tirare nel verso opposto, cercando di trascinarla oltre la parete. Relance l’afferrò per l’altro braccio e la tenne ben salda “Resisti!!” le disse, cercando di estrarre la sua arma il più in fretta possibile. “Che cos’è lo Sciame dell’Apocalisse?” chiese Ylenia, intenzionata a non farsi nuovamente ignorare. Fu Cloud, questa volta, a soddisfare la sua richiesta “E’ ciò che ha divorato il vostro mondo…che ha divorato decine di mondi in pochi anni…e che noi abbiamo deciso di seguire per scoprire chi lo sta manovrando” Alessia lo guardò cercando di capire le sue parole “Finora, però, non abbiamo avuto successo” continuò Vincent. Squall sbuffò, fissando soprapensiero la sfera blu al centro della stanza “Quando abbiamo scoperto che si stavano dirigendo verso la Terra, abbiamo cercato di organizzare una missione di soccorso il più in fretta possibile…” ecco il motivo per cui erano venuti a cercarle…sapevano che la Terra sarebbe stata divorata…ma perché salvare proprio loro? E soltanto loro…Ylenia cercò di mettere insieme tutti i pezzi di quell’incredibile puzzle. “Lo Sciame si sposta ad una velocità incredibile, sfidando qualsiasi legge temporale o spaziale…riuscire a seguire i suoi movimenti è praticamente impossibile…” il tono di Yuna pareva triste e deluso. Rinoa continuò la spiegazione “Riuscimmo a salvare solo un debole nucleo vitale di uno dei mondi che stava per essere divorato…è grazie ad esso che, ora, riusciamo a captare qualche segnale dello spostamento dello Sciame…” con un cenno di approvazione, Garnet prese la parola e concluse “Grazie ad esso riusciamo anche a trovare il segnale di alcune anime…ma ormai il nucleo è molto debole e il suo potere non ci permette di rintracciare ciò che cerchiamo così facilmente…”.
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