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Roma, sulle sponde del fiume Tevere.
C’erano tutti: ognuno di loro era venuto, un anno dopo il viaggio, a ricordare insieme, per qualche ora, ciò che era stato. Cresciuti nel corpo e nello spirito, avevano intrapreso strade diverse nella loro vita, si erano perduti un po’ di vista, ma non avevano dimenticato.
Guardando le increspature dell’acqua in quella giornata di sole, i ragazzi pensavano al mare che li aveva divisi da coloro che erano divenuti i loro compagni. Forti sensazioni gli percorrevano la schiena e nel sangue scorreva loro l’adrenalina di quei giorni.
Sesshomaru tirò fuori dalla tasca una lettera scritta a mano e firmata da tutti. La lesse ad alta voce, mentre gli altri, in assoluto silenzio, ascoltavano il vento suonare tra le fronde degli alberi.
Cari compagni di viaggio,
ci avete posto nelle mani il nostro destino. Ci avete resi consapevoli di ciò che può accadere lottando per ciò che crediamo giusto. Non sempre si è in grado di vedere oltre gli avvenimenti, non sempre si ha abbastanza forza per non abbandonare la speranza…ma sempre si deve avere cura dei propri amici.
Ci avete insegnato il rispetto del nostro mondo…e di quello degli altri. Ogni creatura possiede in sé luce ed oscurità, sta alla propria coscienza e al proprio credo scegliere di coltivare l’una o l’altra parte.
Non dimenticheremo mai i momenti passati assieme, le avventure, i pericoli affrontati, i momenti di pace e di gioia che abbiamo condiviso. Spesso viene a tutti noi un po’ di nostalgia per quanto non potremo più rivedere…per chiunque non potremo più riabbracciare…ma sempre, guardando le stelle di casa nostra, sappiamo che lassù, da qualche parte, ci sono amici che stanno guardando verso di noi.
Vi promettiamo di non dimenticare mai i vostri insegnamenti, i vostri volti, i vostri sorrisi…sappiamo che neanche voi lo farete.
Continueremo a tenere le redini del nostro destino e, andando avanti, insegneremo anche ad altri a non fermarsi alle apparenze, ma a protendersi oltre il visibile.
Grazie a tutti voi per ogni cosa.
Con la speranza che queste parole arrivino a voi attraverso il sogno del mare,
vi salutiamo con caloroso affetto.
I Viaggiatori.
Finito di leggere, il ragazzo arrotolò il foglio e lo chiuse all’interno di una bottiglia di vetro. Sempre in silenzio, si avvicinò alla sponda del fiume e la lasciò scivolare nell’acqua.
Essa si allontanò, trascinata dalla corrente e scomparve nell’orizzonte di un tramonto rosso fuoco.
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