Claire's Chronicles
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Capitolo 6: LA FUGA DI LINDBLUM

Il sole splendeva sicuro nei chiari cieli di Lindblum quando Giorgia e Gianluca varcarono le porte del borgo commerciale. Ai loro occhi si spalancò un mondo frenetico, sempre in movimento, senza un minimo attimo di tregua: le piazze erano traboccanti di persone che correvano e non si davano pace, tanto che non si riusciva quasi ad avanzare nelle vie. Inizialmente tutto questo poteva sembrare normale ma, ad un più attenta osservazione, era chiaro che qualcosa non andasse.
Tra le persone, quasi non c’era dialogo: la frenesia pareva scaturire non dalla normalità di quella città, bensì da qualcosa di profondo, una paura senza nome che la gente covava nel proprio cuore e che restava implicita nelle parole ma ben visibile negli sguardi.
Dapprima con passo sicuro, poi con andamento sempre più incerto, i due ragazzi avanzavano nel borgo guardandosi attorno.
Gianluca notò una vecchia signora che si affannava, in lacrime, vicino ad un carretto dove vendeva i fiori. Si avvicinò.

Gianluca: mi scusi signora…va tutto bene?

Vecchia Signora: Oh, oh mio caro…sono bloccata, bloccata in questa valle di morte!

Gianluca: …prego?</p><br>

Vecchia Signora: la ruota del carretto è rotta e io non riesco…non posso ripararla!! Oh caro…oh caro…

Mentre parlava, la vecchia signora si torceva le mani e piangeva. Camminava frenetica, in cerca di una soluzione, in cerca di un conforto alla sua pena, mentre la paura scorreva in lei e, come un dolore che dallo stomaco raggiunge la gola, si insinuava nei battiti del suo cuore.
Gianluca divenne inquieto.

Gianluca: potrebbe chiamare qualcuno che gliela ripari.

Vecchia Signora: Oh, oh caro…nessuno, nessuno verrebbe! Tutti fuggono, tutti scalpitano! Eppure nessuno sa dove andare, dove rifugiarsi. In trappola come topi siamo! Non più fiori in questo mondo, non più…Ah! A che serve dopotutto? non v’è scampo comunque…io…resterò e attenderò la fine…sì…inesorabile verrà a prendermi…
Sono troppo vecchia…troppo stanca…

Così la signora smise di piangere e si sedette vicino al suo carretto, guardando nel vuoto e borbottando tra sé qualche parola. Gianluca provò a dire qualcosa ma niente pareva giungere alle orecchie della vecchia signora, che non rispondeva.
Gianluca, infine, venne richiamato dalla voce di Giorgia e la raggiunse.
Continuarono ad avanzare, urtati più volte dalla gente del borgo che pareva non vedere nemmeno dove andasse.
Gianluca continuava a rivedere nella sua mente, gli occhi di quella vecchia signora e continuava a ripensare alle sue parole: cosa poteva aver voluto dire? Cosa poteva averla paventata così tanto? E cosa spaventava tutta quella gente?
All’improvviso Giorgia si fermò, mise i pugni sui fianchi e parlò in tono seccato.

Giorgia: si può sapere cosa c’è che non va con tutta questa gente? Questa non è la Lindblum che ricordo io! Già è strano che siamo arrivati fin qui…e ora questo! Guarda: sembra che stiano fuggendo da una guerra imminente!

Gianluca: già…potrebbe essere secondo te?

Giorgia: e con chi dovrebbero far la guerra? Nah, è qualcosa di molto di più secondo me…

Si misero in marcia cercando una risposta alle loro domande nelle parole della gente quando, il pianto di un bambino, attirò la loro attenzione: era tra le braccia della madre, la quale lo cullava trattenendo a stento le lacrime.

 

Giorgia: ha bisogno di aiuto signora?

Madre: e sareste disposti a darmene? Fuggite finché siete in tempo, sempre che abbiate modo di farlo. Non tutti hanno questo privilegio purtroppo…

Queste ultime parole provocarono una piccola lacrima che rigò il viso della madre…

Gianluca: …fuggire? E da cosa?

Madre: ma come sarebbe da cosa? State cercando di prendervi gioco di me?

Giorgia: non conosciamo il motivo per il quale tutti stanno fuggendo. Veniamo da Burmesia.

Madre: Burmesia o Lindblum non fa differenza, la morte spazzerà via ogni cosa in qualunque parte della nona regione.
Ve lo ripeto: andatevene se ne avete modo…prima che il tempo a vostra disposizione si esaurisca…

Gianluca: anche quella vecchia signora stava parlando della morte…siete i guerra per caso?

Madre: guerra? Se fossimo in guerra ci sarebbe speranza…e poi chi ha tempo per le guerre?? ma non lo vedete? Non lo capite? La sorte è chiara: svaniremo tutti quando giungerà il vento di sventura…portando con sé le nuvole della morte…

Giorgia: temo di essere più confusa di prima.

Madre: basta! Non ho tempo per essere presa in giro! Con il frammento del Final Fantasy che è stato rubato questa regione verrà presto cancellata…devo trovare il modo di andarmene…

E così dicendo se ne andò via senza più badare ai due ragazzi, i quali si guardarono increduli.

Gianluca:…il Final Fantasy?

Giorgia: il nono frammento…mmh…okey, non ci sto capendo più niente!

Bambina: se non sapete non potete capire.

La bambina li aveva colti assolutamente di sorpresa: pareva fosse giunta dal nulla. Aveva i capelli biondi con i riccioli e portava un vestitino rosa con un fiorellino di stoffa sul colletto di pizzo bianco. Saltava la corda, una bella corda bianca con i manici di legno lucidi. Avrà avuto 4 anni…
Mentre parlava non li guardava ma teneva gli occhi verso il basso.

Giorgia: e tu da dove spunti?

La bambina pareva l’unico universo tranquillo in quella città: mentre tutti correvano alimentati dal terrore, lei saltava la sua corda, come se null’altro esistesse. Ad un certo punto cominciò a cantilenare una filastrocca.

Bambina:
Quando nacque il mondo
lo videro le stelle…
Ne baciarono la pelle…
La loro luce irradiò la vita:
Un diamante, nell’oceano profondo.

I due ragazzi si guardarono increduli.

Gianluca: un diamante?...

Giorgia: …il Final Fantasy!

Bambina:
Alla strega dai capelli bruni fu donato
perché dall’oscurità lo proteggesse
perché quella luce mai si spegnesse…

Gianluca: una strega dai capelli bruni…

Bambina:
Ma il dolore era latente…
Da quell’oceano la luce era nata
e l’oscurità si è propagata…
Una gazza ladra nel cielo una sera…
La luna col sangue annunciava la morte…

Giorgia: questa storia mi mette i brividi!

Bambina:
Ma la saggia strega
che proteggerci voleva
in 12 frammenti spezzò il diamante
perché ogni luce creasse nel tempo una regione
e un castello regnante…

Gianluca: 12 frammenti del Final Fantasy…

Giorgia: no…12 Final Fantasy!

Bambina:
Quando l’oscurità di lei si impossessò
il primo sogno dal frammento si rivelò
e la storia dalla prima luce si propagò…

Gianluca: il primo Final Fantasy…

Bambina:
E così ancora, quando l’oscurità ritorna
una nuova luce nasce…
Un nuovo sogno, un’altra storia…
E in ogni storia un combattente
per sconfiggere l’oscurità latente…
Ma la fine fu vicina
quando da un mondo ormai lontano
il dolore in questo fu versato…

Giorgia: non sono sicura di aver capito…

Gianluca: l’oscurità di un altro mondo…

Giorgia: …si è unita alla loro?

Bambina:
Quando un ricordo porti nel cuore
egli vivrà per sempre
e così la strega, che mai fu dimenticata
chiamò un nuovo combattente:
senz’armi né magia
la sua forza parve una follia
ma il suo sacrificio
ogni sussurro avrebbe smentito…

Giorgia: …avrebbe?

Gianluca:…s-sacrificio??

Bambina:
Ora l’oscurità non è più latente
e la luna è di nuovo morente.

La bambina smise di saltare la corda. Continuava a guardare a terra. Poi, all’improvviso, disse:

Bambina: arriva.

Giorgia: chi?

La bambina alzò la testa verso di lei: teneva gli occhi chiusi.

Bambina:…la gazza ladra.

La bambina aprì improvvisamente gli occhi: erano completamente bianchi, eppure per un attimo, i due ragazzi furono trasportati come in un sogno ed intorno a loro, migliaia di immagini scorrevano velocemente: ricordi, fu il pensiero che balenò nella mente dei due, ma di chi? Nella maggioranza delle immagini riuscirono a scorgere la figura ricorrente di una ragazza, a volte allegra e a volte triste. Non riuscirono a guardarla in volto, né a darle un nome…ma era come se la conoscessero, come se fosse molto simile a loro…
Quando furono ritornati alla realtà, Giorgia vide che la bambina non c’era più e che la corda con cui saltava non era più bianca: ma ingiallita, rotta e con i manici logori.
Si chinò a osservare meglio.

Giorgia: ma com’è possibile…?

Gianluca: ehm…G-Giorgia?

La voce di Gianluca era spaventata e strattonò la manica di Giorgia. Quando lei si alzò le apparve uno spettacolo raccapricciante: la città era deserta, il silenzio dominava su tutto e solo un vento secco che non portava respiro ma lo toglieva, era il movimento di quella città oramai abbandonata.

Giorgia: non è possibile…

I due ragazzi salirono verso il castello, cercando un punto che fosse il più alto possibile per osservare: si arrampicarono su un albero che stava visibilmente morendo e si issarono sul balcone più alto che trovarono. Quando furono lassù guardarono il cielo: all’orizzonte si stavano addensando delle nuvole nere come la pece…

Giorgia: il vento di sventura…

Gianluca: …e le nuvole della morte.

Per quanto la vista di quel panorama mettesse loro disgusto non riuscivano a distogliere lo sguardo. Un rumore, però, attirò la loro attenzione: un forte rumore di motore.

Gianluca: Giorgia guarda!!!

Giorgia:…un idrovolante!

I due ragazzi, mossi da nuova speranza, si guardarono ed annuirono, poi scesero dall’albero e si misero a correre fin dentro l’entrata del castello di Lindblum. Salirono quindi le scale fino a raggiungere l’attracco, quindi…saltarono

 

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