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Go Dream Quella sera faceva piuttosto freddo nella vallata. Mentre le stelle spuntavano una ad una nel cielo, i ragazzi stavano finendo la loro cena davanti ad uno scoppiettante fuoco che scaldava la stanza. C'era allegria nell'aria, anche se erano molto stanchi e la maggior parte di loro aveva i crampi alle gambe e alle braccia: avevano lavorato tutto il giorno, senza sosta, alle attrezzature per l'allenamento e molte erano anche state collaudate. Belial: era davvero bella... Sephiroth la guardò e si morse il labbro inferiore, poi abbassò lo sguardo qualche istante, pensando a cosa dire. Infine riportò gli occhi alle stelle, senza però riprendere a canticchiare... Belial: posso... posso farti una domanda? Sephiroth per un po' non rispose... era inquieto, sapeva che il discorso non sarebbe stato dei più allegri e quello era l'ultimo momento in cui avrebbe voluto parlare. Sephiroth: sì... ma non posso assicurarti che risponderò. Belial annuì, sicuramente non si poteva aspettare che lui avrebbe accolto la sua richiesta a braccia aperte... ma sentiva che quello sarebbe stato il momento giusto per esporre i dubbi che la tormentavano da tempo. Si sarebbe potuta fidare? Fino a quel momento, Sephiroth non aveva dato motivi per essere temuto più di tanto... Belial: noi... tutti noi siamo stati abituati a conoscere un Sephiroth molto differente... voglio dire, non sei come ognuno di noi si aspettava che tu fossi... ecco io mi chiedevo... Sephiroth: ...perché? Ti chiedevi perché io non ho l'aria di uno spietato assassino? Belial si sentì immediatamente a disagio: in effetti non suonava molto bene detto così... ma il concetto era proprio quello... e non era un gran bel concetto in fondo... ma lei doveva avere almeno una risposta! O non sarebbe più riuscita ad andare avanti... Belial: qualcosa del genere... qual è la verità? Chi sei tu...? Sephiroth, a quelle parole, abbassò lo sguardo con una smorfia di dolore: ecco, si disse, ecco di nuovo la domanda preferita da tutti... si sentì come se fosse stato colpito in faccia da un forte pungo e al cuore da una lama tagliente... era già più debole di quanto non avrebbe dovuto essere e ora anche questo... Sephiroth: dovresti saperlo chi sono, te l'hanno spiegato così bene... io sono un mostro. E i mostri sono solo cattivi, i mostri sono i capri espiatori. Ecco cosa sono. I mostri non hanno chi li difende perché è logico che la colpa sia loro: io sono un mostro. E' ciò che ti è stato detto. Belial cominciò a sentire il terreno mancarle sotto i piedi... la voce cominciò a tremarle e il cuore le si stava stringendo piano piano... non le piaceva tutto questo... ma doveva andare avanti... Belial: sì... ma non è ciò che vedo... è per quello che io ti chiedo qual è la verità... Sephiroth si girò verso di lei, lentamente, rivolgendole uno sguardo che sembrava implorarle di smettere... Sephiroth: davvero mi crederesti se ti dicessi la verità? Non preferisci anche tu, come tutti, stare tranquilla sapendo che c'è un mostro a cui dare la colpa? Belial non resse il suo sguardo e fu costretta ad abbassare gli occhi e a guardarsi i lacci delle scarpe: si sentiva così stupida! Che ne sapeva lei... e cosa voleva veramente saperne? In realtà se lui le avesse detto: “ho mentito, morirete tutti!” sarebbe stato molto più facile da accettare, si sarebbe sentita molto più al sicuro perché le cose sarebbero state normali... perché sarebbero state giuste... Questo pensiero la disgustava immensamente... si sentiva sporca e colpevole di un male che non aveva un nome... Sephiroth: ...Melodies of Life. Belial alzò di scatto lo sguardo, sgranando gli occhi: lei conosceva quella canzone! Ma... com'era possibile che lui la conoscesse...? Sephiroth: me l'ha insegnata Claire, a me piaceva tanto... sembra stupido vero? Diceva... diceva che anche la regina di Alexandria la cantava... mi fa sentire parte di questo mondo... in un certo senso... Quelle parole, così malinconiche, vagarono nell'aria gelida della notte... Belial: grazie... La sua reazione, poi, fu immediata: scappò in casa, noncurante degli sguardi perplessi dei suoi amici. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il mattino giunse presto quel giorno, troppo presto forse poiché molti erano ancora troppo stanchi dalla giornata precedente. Sesshomaru: ...io non sono un eroe... Voce: ...ma vi aiuterò lo stesso.... Sesshomaru voltò di scatto il capo, verso il bosco: un grosso lupo dal manto bianco lo stava osservando con i suoi occhi rossi e penetranti. Belial: ahhhhhwn... che stai facendo appollaiato la sopra? Sentendo la voce della ragazza, il grosso lupo si voltò verso di lei... Sesshomaru: Belial rientra in casa!!! Il lupo scattò in avanti, verso Belial che rimase impietrita. Sesshomaru saltò giù dal masso e corse verso la bestia senza nemmeno pensare a cosa stesse facendo: lo scontro fu violento. Il lupo venne scaraventato lontano da Sesshomaru che cadde a terra dolorante. Arkatraz: Sesshomaru!! Che è successo?? YuRiMe: Belial!!! Mentre le 3 ragazze si avvicinavano alla loro amica, Arkatraz si portò accanto a Sesshomaru, il quale lamentava un forte dolore alla spalla con la quale si era scontrato con il lupo. Belial: centro!! Urlò quando ebbe realizzato il suo scopo. Il lupo fermò la sua corsa, scosse la testa lievemente stordito e visibilmente sorpreso. Il gesto di Belial lo fece arrabbiare maggiormente ma non ebbe il tempo di scagliarsi contro la ragazza: infatti, il trio YuRiMe aveva già cominciato ad imitare l’amica. Yunie, Rikkyna e Mea cominciarono a tirare palle di neve al lupo, gridandogli di andarsene con tutto il fiato che avevano in corpo. Chen: …ho fame. Disse il ragazzo con indifferenza e si diresse verso l’entrata della casa. Sesshomaru: era un’altra delle tue trovate?? Stavi per farci ammazzare!! Sephiroth, per tutta risposta, si limitò a dire in tono calmo e pacato: Sephiroth: avete imparato cosa significa stare dall’altra parte della barricata, cosa significa essere prede. Avete imparato a rapportarvi come gruppo unito contro le difficoltà. Un qualsiasi discorso non avrebbe avuto lo stesso effetto e avremmo perso molto più tempo. E non ne abbiamo affatto. Sesshomaru strinse i pugni: aveva una gran voglia di fargli vedere quanto gliene importasse di tutti quelle “sagge parole”! Sephiroth: dirigetevi al campo di addestramento. Senza fare rumore. I ragazzi si guardarono tra loro e, dopo pochi istanti di incertezza, annuirono ed eseguirono l’ordine. In breve furono nel campo: non avevano fiatato lungo tutto il tragitto. Ormai avevano imparato che dietro ad ogni ordine di Sephiroth esisteva uno scopo ben preciso e, sicuramente, di importanza non indifferente. Attesero… Attesero…….. Sesshomaru: …l’ultima volta che mi sono trovato in mezzo ad una foresta con Chen, sono stato attaccato da un Archeosaurus. E poco più tardi siamo stati attaccati da centinaia di draghetti azzurri inferociti… Chen: … Yunie: è vero…il comportamento delle viverne è stato strano…chissà cosa le ha provocate… Arkatraz: forse la stessa cosa che a provocato l’Archeosaurus! Belial: però da quando siamo qui non siamo più stati attaccati da nessuno…lupo a parte… Chen, dopo quelle parole, si alzò lentamente e andò verso la foresta. Quando fu vicino ad un grosso pino, poggiò il palmo della sua mano sulla corteccia scura. Chen: erano comandati da qualcuno. O qualcosa. Tutti. Mea: m-ma… ne sei sicuro? Il ragazzo per qualche istante non rispose. Stava riflettendo, passando in rassegna tutte le cose avvenute fino ad allora: c’era un unico nesso, uno soltanto. Chen: qualcuno che qui non ha potere. Tutti i ragazzi si ammutolirono, pensando a chi potesse essere…ma in fondo i loro pensieri ricaddero tutti su quella Figura, emblema dell’oscurità, che li aveva perseguitati sin dal loro arrivo su quel mondo. Sesshomaru: sembra un intero esercito che ci viene addosso!!! Istintivamente, tutto il gruppo si alzò in piedi di scatto. Il loro sguardo si paralizzò verso l’entrata del sentiero e le loro orecchie si tesero all’ascolto di quel rumore minaccioso. Sephiroth: APRITE LA BOTOLA!!! PRESTO!!! Vedere Sephiroth correre loro incontro con la spada sguainata provocò ai ragazzi un forte senso di obbedienza… Arkatraz: e adesso??? Sephiroth, che intanto aveva raggiunto il gruppo, si apprestò a replicare: Sephiroth: entrate, presto. Sotto il legno marcio ormai disintegrato, si nascondeva uno scenario ben poco rassicurante: il buio più assoluto regnava nelle viscere della terra e nessuno dei ragazzi fremeva dalla voglia di entrare in un posto simile… Sephiroth: se voi non entrate ora, vedrete ben di peggio. Un’orda di migliaia e migliaia di goblin spinti dall’unico desiderio di uccidervi non è esattamente uno spettacolo piacevole. Mea: g-goblin??! Belial aveva ormai deciso di non fare più caso a nulla in quel mondo, aveva deciso di andare avanti sul sentiero tracciato per scoprire e raggiungere la meta. E se anche ci fossero state delle deviazioni lei sarebbe stata pronta a tutto…pronta a mettere in gioco se stessa. Belial: Beh allora che stiamo aspettando? Andiamo! Così dicendo fece un lungo respiro, trattenne il fiato, chiuse gli occhi e si lanciò nel buio. Mea: Belial!! Anche la piccola Yunie decise di prendere coraggio e di spronare le sue amiche. Yunie: forza ragazze, dobbiamo andare! Detto questo le prese per mano e, dopo aver scrutato i loro sguardi per rassicurarle, scesero anche loro nel buio sotterraneo. Sesshomaru: forza Ark! Il quale gli rispose con un sorriso e poi annuì. Insieme seguirono le loro amiche nel sottosuolo. Sephiroth: non c’è più tempo. Chen si scostò dal grosso pino e raggiunse il buco sul terreno: lo scrutò per qualche istante, ma era inutile. Era troppo scuro per poter distinguere qualunque cosa…e chissà quanto profondo… Chen: Claire!!! Ma la caduta fu inesorabile e anche la luce dell’apertura scomparve sopra di lui, come se una magia avesse chiuso ogni spiraglio di ritorno… Voce:…dato che questa…è l’unica possibilità…
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