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“Passare una notte qui dentro ti calmerà i bollenti spiriti!” risate sommesse accompagnano il pesante ‘clang’ della porta in acciaio. Un Soldier viene messo a guardia dell’ingresso mentre io cerco di ricompormi dopo essere stata letteralmente gettata in una delle celle del palazzo amministrativo. Un lavandino e una panca sono le uniche cose a me concesse…la luce della prigione sfrigola e lampeggia fastidiosamente, il rubinetto perde e gocciola in modo ritmico e snervante, le mattonelle sul pavimento sono gelide e umide…guardandomi attorno mi rendo conto che non sarò in grado di dormire questa notte.
Sospiro con forza e mi siedo sulla panca attaccata alla parete: il generale Sephiroth mi pagherà anche questa! Se crede che una notte in cella mi farà cambiare idea e rigare dritto, si sbaglia di grosso…subito dopo l’episodio con le moto, ha ordinato ad alcuni Soldier di trascinarmi qui dentro…non si è nemmeno sprecato di farlo da sé! Rimpiangerà amaramente il modo in cui tratta tutti quanti! Stringo con forza i pugni e serro i denti “Oh, quanto ti odio! Potrai chiudermi qui quante volte vorrai, ma io non cederò!”. Batto un pugno contro la panca e il rumore metallico risuona contro le pareti. Il Soldier da alcuni colpi contro la porta “Smettila di fare casino là dentro” mi intima. Senza rispondere, rivolgo una linguaccia verso l’ingresso…infine, porto lo sguardo a terra. Sono già finita in punizione il primo giorno…non ce l’ho fatta a trattenermi…di questo passo potrebbero anche espellermi presto…
Però non posso fare finta di niente e rimanere a guardare! Ma lui…lui è troppo forte…in fondo ai suoi occhi c’è qualcosa che toglie il respiro…non so davvero cosa fare…devo impedirgli…impedirgli a tutti i costi di fare del male a Cloud…
La stanchezza e una punta di sconforto mi avvolgono e costringono i miei occhi a chiudersi…mi distendo sulla panca e lascio che i pensieri scorrano via…alla ricerca di un modo per salvare il mio migliore amico…
“Sveglia, cadetto! La punizione è terminata! E’ ora di andare a lezione! Muoversi!” pesanti colpi rilasciati sulla porta d’acciaio mi svegliano di soprassalto. Ho un gran mal di testa…per non parlare dei dolori alla schiena e al collo…mi guardo attorno cercando di mettere a fuoco la situazione. Improvvisamente, la porta della cella si apre e rilascia una fastidiosa luce penetrante. Due Soldier entrano nella stanza e mi trascinano fuori, scortandomi a braccia fino agli ascensori del palazzo. Oltre il corridoio delle prigioni, se ne intersecano molti altri cosparsi di porte d’ufficio e di sale per le conferenze.
Un delicato ‘dling’ accompagna il meccanismo di chiusura delle porte e l’ascensore ci trasporta molti piani più in basso. Appena arrivati, ci inoltriamo attraverso altri corridoi sorvegliati a vista da Soldier armati e vengo portata nuovamente nell’edificio dell’accademia. Questa volta, però, mi trovo nell’ala riservata alle lezioni della mattina.
Dobbiamo prendere un nuovo ascensore per giungere a destinazione: nono piano, aula B4, lezione di Scienze naturali e Chimica della Materia. In realtà, entrambi i palazzi comunicano attraverso una complicata rete di tubi per ascensori che viaggiano con moto orizzontale…tuttavia, questa tecnologia è riservata solo agli insegnanti, i Soldier di Prima Classe e i dirigenti della Shinra.
“Oh, bene! Ecco il nostro cadetto impertinente. Passata bene la notte?” un ometto pelato, con gli occhiali spessi e il naso aquilino siede in cattedra e mi scruta con occhi a fessura. La sua voce è acuta e fastidiosa…almeno quanto il suo aspetto rinsecchito. La classe ride dietro di me, ma io non rispondo e continuo a fissare l’insegnante. Egli mi squadra severamente e mi indica il banco dove sedermi.
Mi dirigo verso la prima fila, secondo tavolo da sinistra e prendo posto tra gli sguardi di biasimo e odio dei miei compagni. Sono consapevole dei loro sentimenti nei miei confronti…ho insultato uno dei loro eroi…mi sono permessa di sputare nel piatto più ricco a cui molti ambiscono…ho infangato i loro sogni e le loro speranze… Come è logico pensare, d’ora in poi verrò presa di mira da tutti.
Non li giudico…in fondo nessuno di loro sa cosa accadrà presto…sono convinti che diverranno grandi, la loro famiglia sarà fiera di ognuno di essi…la Shinra li porterà alla gloria…saranno presto degli eroi. Ragazzi di provincia o capitale, sfuggiti alla povertà e alla disperazione più totale che la guerra di Wutai ha portato sulle loro case…potranno dimenticare ogni sofferenza patita…e schierarsi dal lato vincente…almeno questa volta.
Sul mio banco è presente un grosso libro di colore verde. Dopo alcuni istanti di silenzio, l’insegnante di Scienze indica la pagina a cui aprirlo e la lezione comincia…il tomo parla della conformazione del pianeta, soprattutto di minerali e fonti energetiche…quasi la totalità del libro è incentrata sulle Materia. Ne esistono di vari tipi sintetici, prodotte nei reattori Shinra tramite la cristallizzazione indotta del flusso energetico estratto dal pianeta. Solitamente, queste Materia sono di conformazione sferica…
E’ anche dimostrato, però, che in alcuni rari casi si è riscontrata una cristallizzazione spontanea del flusso energetico planetario e le Materia così prodotte sono totalmente naturali e risultano di forma irregolare.
Una tabella a pagina 15 mostra i vari tipi di Materia esistenti: ogni colore denota la sua funzionalità.
Mi sto annoiando a morte…e questa è solo la prima lezione…inoltre, durerà due ore intere…
“Come tutti voi sapete, la guerra di Wutai conclusasi da poco è stata l’ultima tappa di un progetto di proporzioni grandiose, messo in atto dal continente ovest nei primi anni del secolo scorso. La creazione stessa della Shinra Company è un frutto e una causa al tempo stesso di questo progetto espansionistico e ha avuto un ruolo fondamentale negli ultimi trent’anni. La sua conclusione in positivo è da ritenersi merito dei nostri soldati” mamma mia quanto parla…non so se la lezione di storia sia più snervante di quella di scienze…devo combattere contro le mie palpebre, sembra proprio che abbiano intenzione di chiudersi e non riaprirsi per un bel po’ di tempo! Altre due ore di allegria…
“Cadetto, mi sa dire cosa c’è che non va in questa equazione di secondo grado?” perfetto. Due ore di matematica ci mancavano per completare l’opera di una giornata da spararsi alla tempia! “Signore, questa traiettoria indica che la sferzata non sarà in grado di colpire il nemico di 7,5 centimetri esatti.” E mica matematica normale…no no, matematica applicata alla strategia in battaglia e all’uso delle armi da fuoco e da taglio…quindi mi devo sorbire anche una vagonata di fisica…comincio ad avere una gran fame…non so cosa farò domani che abbiamo lezione di lingua, economia e diplomazia… Si dice che i Soldier di Prima Classe siano in grado di calcolare la traiettoria di un proiettile in meno di un quarto di secondo, quindi colpirli risulta praticamente impossibile! Secondo me…di matematica sanno ben poco…quello che aiuta, in certi casi, sono solo le arti marziali e le capacità fisiche…
Appoggio il viso sulla mano destra e sbuffo soprapensiero… “Signorina, la mia lezione l’annoia per caso?” eh? Chi? Ma porc… “Mi scusi signore, sono un po’ stanca…” il professor Shimnus mi guarda dapprima severo, poi con finta aria sbigottita “Ma non mi dica! Sono così spiacente di averle rovinato la mattina” non mi piace…non mi piace per niente… “Ma dato che sono problemi suoi, perché non viene alla lavagna ad illustrare alla classe la sua evidente ignoranza?” bene, tutti i professori mi hanno preso di mira! Si prospetta l’anno migliore della mia vita…non intendo protestare…non gli darò questa soddisfazione. “Con piacere, signore!” mi alzo decisa e con passo svelto mi muovo verso la cattedra. Faccio per prendere il gesso e “DRIIIIIIIIN” pausa pranzo! Evvai! Stringo il piccolo oggetto bianco nel pugno e attendo la reazione del professore: tutta la classe resta in silenzio seduta aspettando di poter andare a pranzo.
Il professore si massaggia la barba indeciso, guardandomi dritta negli occhi: ancora una volta, decido di non abbassare lo sguardo. “Pare che il nostro cadetto preferito sia alquanto impertinente, nonostante la notte passata in cella. Badi che ci ritornerà presto se non cambierà atteggiamento immediatamente!” continuo a fissarlo negli occhi senza rispondere. Lascio che concluda il suo discorso e stringo con forza il gesso nella mia mano.
“Dato che abbiamo tutti fame, vi licenzio. La mensa resta aperta un’ora soltanto, vedete di muovervi. E se arrivate in ritardo…ricordate di ringraziare il nostro cadetto, qui.” Un insegnante non dovrebbe fomentare certe antipatie tra gli studenti…ma io ancora mi sorprendo? Non sono in una scuola…ma nell’Accademia per i Soldier della Shinra Company.
La mensa si presenta come un immensa stanza arredata con una ventina di tavolate lunghe e strette, allineate in verticale rispetto alla porta d’ingresso. Un’uscita di servizio è situata dall’altra parte della sala, mentre il bancone dove servono il cibo si trova a ridosso del lato sinistro: dietro di esso si riescono a scorgere solo i fumi proveniente dalla cucina.
Veniamo posizionati in fila indiana e ci viene consegnato un vassoio: man mano che i cadetti prendono i loro piatti si siedono sulle panche uno accanto all’altro. La donna che serve alla mensa è silenziosa e non dice una parola: tutta la sala è avvolta da un silenzio irreale, rotto soltanto da rumori di posate che cozzano contro la porcellana delle stoviglie.
Il piatto del giorno è…qualcosa che non conosco…sbobba forse? E’ il mio turno: la cuoca infila un mestolo dentro ad un grosso e profondo pentolone pieno di poltiglia rossa e me la scodella sul piatto. Non commento, né faccio smorfie strane…mi manca solo di stare antipatica alla signora della mensa… Mi guardo attorno e cerco un posto libero dove sedermi: ne avvisto uno sulla prima panca, nell’angolo vicino alla porta d’ingresso. A questa mensa mangiano tutti i cadetti di primo e secondo anno, Soldier non impegnati in qualche missione o che non siano di turno a guardia dei palazzi, Soldier di Seconda Classe che abbiano fretta, capitani e comandanti…ma con noi non mangiano certo i generali o i Soldier di Prima Classe.
Solitamente mangiano al palazzo amministrativo…tuttavia, pare che preferiscano andare al ristorante…il più lontano possibile da qui. Quella è tutta gente montata secondo me…
Faccio per sedermi quando, il cadetto di fianco a me poggia una mano sulla panca “Questo posto è occupato.” Sentenzia guardandomi storto. Va bene, scusa tanto! Uff…decido allora di sedermi in uno dei tre posti liberi di fronte a lui, ma l’amico accanto me lo impedisce nuovamente. “Anche questi sono occupati.” Certo…come no…volete la guerra? Guerra avrete…
Fingo di non averlo sentito e mi piazzo tranquillamente sul posto esterno. “Non hai sentito? Sono occupati.” Replica qualcun altro. Nemmeno lo guardo in faccia e comincio a mangiare il mio pranzo. “Alzati immediatamente!” Uno di loro pare scaldarsi e si rivolge a me con un tono di voce alterato. Sbuffo e mi giro verso di lui con uno scatto “Non vedo nessun nome scritto sul” “ATTENTI!” il richiamo di uno dei Soldier accanto alle porte recide improvvisamente la nostra discussione e ci fa scattare in piedi in un attimo.
Nella sala scende un silenzio completo: tutti i cadetti sono rigidi e in piedi, portando il loro sguardo uno di fronte all’altro. Questa è la prassi non appena un generale entra in una stanza. Tuttavia…che ci fa un generale alla mensa dei cadetti? Non vorrei mai si trattasse di un’ispezione…
“Non capisco perché ci tieni tanto a passare per di qua. Sei un Soldier di Prima Classe ormai, stiamo perdendo solo del tempo.” Il generale Sephiroth..? “Ma dai, Sephiroth! E’ la mensa dei cadetti! Ci hai mangiato anche tu! Volevo solo salutare degli amici!” un ragazzo con folti capelli neri e aria allegra accompagna il generale mentre entra nella stanza. Molti dei cadetti sembrano sussultare ad una visione simile…altri sorridono come se immaginassero loro stessi nei panni di quel ragazzo.
Il Soldier di Prima Classe, dopo aver lanciato una breve occhiata alla sala, corre incontro ad un gruppo di cadetti alle mie spalle e comincia a salutarli ed abbracciarli. Si respira un’aria più rilassata…alcuni riescono perfino a ridere…ma subito si ricompongono per paura di essere tacciati di non rispetto nei confronti del generale.
Vorrei finire di mangiare…di qualunque cosa si tratti, si starà sicuramente raffreddando…guardo il mio pasto con aria sconsolata, dopodiché riporto distrattamente gli occhi sul generale Sephiroth. Con mia somma sorpresa, noto che mi sta fissando: ma che vuole? Ricambio con una simpatica occhiata di sfida, mista a rabbia, odio e disgusto. Chissà che buffa che sono…magari addirittura patetica…non so nemmeno io come si fa la faccia che sto cercando di fargli! Sarebbe più semplice mandargli un bel gestaccio…
Il generale corruga la fronte, poi sospira…infine, richiama l’attenzione del ragazzo con cui è arrivato in mensa ed entrambi se ne vanno mentre noi li ringraziamo della loro visita con il saluto militare.
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Libro I: L'Accademia
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