

 
Affiliati









Vuoi farne parte?
TopSites



|
|
Non so se ne sia capace, ma Valia deve essersi teletrasportata… è uscita solo un paio di minuti prima di me ed è scomparsa nel nulla. Probabilmente è tornata nel nostro appartamento a sfogarsi, farsi una tazza di the e attendermi sul divano ancora adirata. Ahu… sento come se le orecchie si stappassero dopo una gita in montagna…
RELANCE!
La voce di Lion mi tuona in testa e mi fa perdere l’equilibrio… Salvo la faccia da una plastica amatoriale fermando la caduta con le mani. Un paio di studentesse si fermano, osservandomi. Mi rialzo, sorrido loro e alzo la mano in gesto di saluto! Le ragazze inarcano il sopracciglio in perfetto stile Trepe e proseguono per la loro strada. Mi volto a guardarle allontanarsi e poi finisco la rotazione rimettendomi in rotta. Lion, ma sei impazzito? Mi è quasi preso un infarto. Primo: non ti azzardare mai più a sbattermi fuori dalla tua mente in questo modo. Secondo: ringrazia che non ti abbia fatto perdere direttamente i sensi. Terzo: si può sapere che cos’hai in testa? Ah, non lo so, dovresti dirmelo tu… ci abiti, o mi sbaglio? Sento come se la tempia sinistra dovesse esplodere e vengo spostato verso quella direzione. Hei, hei, piano gattino… se no sai che emicrania? Te la do io l’emicrania se non ti fermi e mi spieghi che t’è saltato in testa! Lion, scusami, ma sono sorti un po’ di problemi con Valia e vorrei andarle a parlare. Quella ragazza è fin troppo paziente, avrebbe avuto ogni ragione di strapparti la carne dalle ossa per quello che hai detto! Che melodrammatico… tu non credi che io abbia ragione? Sei talmente sicuro di te stesso da farmi domandare se sei un genio o un pazzo furioso… dato che sono certo che non sei la prima cosa, mi viene il dubbio che tu sia la seconda. Ma tu davvero pensi che i Saggi abbiano intenzione di salvarti di nuovo la vita? Anche se ti hanno preso come loro araldo tu mantieni il tuo libero arbitrio! Se scegli di buttare via la tua vita ai loro occhi non apparirà come un gesto eroico ma come lo stupido tentativo di un disperato! Lion, io ho fiducia in loro. E comunque… se così dovrà essere, così sia… Sarà la via migliore. Relance, i Saggi sovrintendono alla vita nell’Universo e nelle diverse Ere, ma non possono intaccare il libero arbitrio delle singole persone. Loro danno la vita e la creano in un dato modo… tutto ciò che ne segue è fuori dalla loro giurisdizione! Quando però giungerà la fine, saranno prontissimi a giudicare un’anima. Stai parlando come se io dovessi morire… Ti sto solo spiegando cosa succederebbe se accadesse… Sarebbe tutto perduto, tu saresti perduto… e… Hei, Lion, non è propriamente una scelta facile per me… mi piacerebbe sentire incoraggiamenti, sai? Lo capisco… però… io ora devo dirti la verità… Edio capisco che tu voglia essere sincero con me, che tu voglia farmi da guida, dopotutto è ciò che sei… però voglio sapere se credi in me o no. Certo che credo in te, Relance… solo che… Solo che…? C’è ancora tanto che dovresti sapere… Tipo? Beh… Mi fermo davanti alla porta della mia stanza. Lion, ti prego… non farmi attendere oltre… io devo parlare con Valia… ti prego… Io.. non so come dirtelo… Allora facciamo così, adesso io vado a parlare con la mia ragazza e intanto tu riordini le parole, va bene? … Sì… Uff… entriamo…
Passo la mia tessera di Generale nel lettore di carte a muro e la porta si apre silenziosamente. Le luci d’ingresso si accendendono, leggendo la totale mancanza di illuminazioni… perché ci sono le tende tirate? Scorro l’indice sul pannello tattile per aumentare l’intensità delle luci. Mi guardo attorno… nessuna traccia di Valia… “ Tesoro?”. Sento un singhiozzo soffocato provenire dalla camera da letto: allungo il collo e noto un lembo della tunica di Valia spuntare da dietro la porta. Ok, trovata… Mi volto ed entro in cucina. Un pentolino… la bustina di camomilla… una tazza… Poggio il pentolino all’interno del lavandino e lo riempio d’acqua. Prima che giunga all’orlo, chiudo il rubinetto e prendo in mano il contenitore. Evoco una magia Fire che, in una frazione di secondo, porta l’acqua al limite dell’ebolizione. Come piace a Valia: al limite dell’ustione. Verso l’acqua nella tazza e poggio il pentolino sul ripiano della cucina. Apro la bustina e verso la polvere nella tazza, soffiando così da creare un mini-vortice. Camomilla istantanea pronta! Apro il frigorifero e ne estraggo un limone. Sì, direi che c’è tutto… “ Cosa stai facendo…?”. Sollevo lo sguardo e vedo Valia, gli occhi cerchiati ed irritati e le guancie ancora umide. Le mostro tazza e limone e dico “ So che quando sei triste ti fai una ricca tazza di the, ma forse ti farebbe meglio una camomilla!”. Le sorrido e lei replica senza grande convinzione. Ci avviciniamo l’uno all’altra ed io le porgo la camomilla. Valia la prende, tenendo lo sguardo incollato a terra, e si mette a gambe incrociate dentro la poltrona… come faccia a starci e a stare comoda non riesco a spiegarmelo… Valia immerge il viso nella tazza e borbotta “ Grazie…”. Le sorrido e replico “ Prego. Anche se dubito che questo serva a farmi perdonare…”. La mia ragazza beve sonoramente un sorso di camomilla, evitando il mio sguardo. Va bene… Via il dente, via il… ah, al diavolo! “ Tesoro, ascolta. Il discorso che sto per farti potrà sembrarti per certi versi… per molti versi allucinante, ma voglio che tu mi ascolti fino alla fine senza interrompermi.”. Restando con metà del viso immerso nella tazza, Valia annuisce. Prendo un respiro profondo… “ Ho sempre saputo che essere SeeD non sarebbe stata una pacchia. Fino a quando non sono entrato nella struttura pensavo ci avrebbero trasformato in soldati, ma all’epoca mi interessava l’autonomia e la libertà… ed ero inoltre confortato dalla percentuale quasi nulla di perdite fra i ranghi del Garden di Balamb. Sebbene, quindi, io abbia compreso, durante l’allenamento, che ciò che stavamo diventando era quanto di più lontano possa esistere dalla figura del soldato sono sempre stato consapevole di ogni rischio che la mia carriera avrebbe comportato. Dopotutto, maneggiamo armi da taglio, armi da fuoco, esplosivi, veicoli estremamente veloci e abbiamo a che fare con i mostri più aggressivi del pianeta… Ti ho raccontato di come io abbia decisamente rischiato la vita durante l’esame per accedere alle prove per il diploma di SeeD, no?”. Valia annuisce nuovamente, gli occhi sempre più lucidi. “ Ora è la stessa cosa… il rischio mortale del fallimento è il medesimo, ma io sono l’unico che abbia un appiglio, per quanto labile, assurdo, inconcepibile esso possa sembrare a te e ai nostri amici… Io non pensavo esistessero demoni, angeli, divinità o quant’altro prima di finire mani e piedi in questa guerra… ma mi sono dovuto ricredere… e sapendo quanto potere scorre tra le mani dei Saggi, penso di poter confidare in un loro aiuto. Ma so che questo è difficile da comprendere per coloro che non sanno…”. Mi preparo mentalmente alla sfuriata di Valia… glie lo si legge nei suoi bellissimi occhi che sta trattenendo forti emozioni… Questa guerra però necessita risoluzione. Voglio che, un domani, i figli dei miei amici e di chiunque altro su questo pianeta crescano nella pace, senza dover essere forzati a combattere ciò che noi siamo stato costretti a fronteggiare… è una morale in cui credo molto.
La mia ragazza si inumidisce le labbra e tira su con il naso, schiarendosi successivamente la voce. I nostri sguardi si incrociano e Valia scoppia nuovamente in lacrime. “ Non guardarmi…” biascica fra i singhiozzi… Questa mi ha fatto male… “ Tesoro, io capisco che…” “ No.”. La forza con la quale la mia ragazza ha detto quel ‘No’ mi ha fatto sussultare. “ No, Relance, tu non capisci… non sai come ci si sente ad essere impotenti…”. Mi allungo verso il tavolino dietro di me e afferro un fazzoletto di carta. Lo apro e poi lo porgo a Valia. Nascosta in viso dalle braccia e dai lunghi capelli neri, lo afferra con una mano tremante ma prima che possa ritirarla glie la stringo fra le mie. Valia si riavvia l’intera chioma con un solo gesto della testa e mi osserva, gli occhi arrossati. “ Io so cosa rischio di perdere… non so come faccio a resistere dall’impazzire, ma…”. Valia si libera dalla mia presa con un gesto di stizza e sbotta “ Ma la smetti di parlare?! Tu NON SAI come mi sento io adesso… parti dalle premesse sbagliate.”. Vorrei replicare, ma le parole mi muoiono in gola sentendo l’ultima parte della frase… premesse sbagliate?.......... Non piange per me…? La mia ragazza sbuffa e replica “ Non fare quella faccia da investigatore perplesso… le mie lacrime sono ovviamente solo per te!”. Ok, è ufficiale… è telepatica… “ Ma non piango perché ce l’ho con te… ce l’ho con me stessa…”. La sua voce torna ad incrinarsi… “ Con te stessa…? Ma no, amore…” “ Sì, invece. Ti sei forse dimenticato che nel periodo in cui sono morta i Saggi mi hanno chiamata al loro cospetto? Mi hanno concesso di parlare con ognuno di voi dopo la mia morte…”. È vero… non c’avevo pensato… “ Perciò capisco cosa tu intendi quando parli del loro potere… non sono esseri di una simpatia ammaliante e spesso sembrano quasi parlarsi addosso… ma non questiono sulla verdicità del loro scopo… quella che da alcuni può essere vista come crudeltà è in verità solo risoluta rigidità… Capisco e giustifico la tua fede in loro… La mia… frustrazione… deriva dalla mia impotenza… di impedirti di fare questa scelta… di proteggerti dal pericolo di cui mi hai parlato prima… io so che non ti sei mai sentito così… tu hai sempre saputo come fare… e anche se non lo sapevi ti sei sempre arrangiato in qualche modo…” “ Ti sbagli tu stavolta…”. Già, Valia… ti sbagli di grosso… “ Io non ho mai saputo come sistemare gli avvenimenti… io cerco semplicemente di perseguire ciò che mi sembra più giusto… Ma quando ho cercato di abbattare Adele sono morto… e sono dovuti intervenire i Saggi ed il potere della tua piuma per aprirmi la via… Io sono stato impotente di fronte al potere di Prue… e se tu non avessi dato la vita per proteggere me ed i miei amici… o ancora… quando loro sono stati catturati da Cledic e famiglia per scoprire la mia storia ed il mio modo di pensare… e Lara, che è precipitata fra le grinfie di Cledic quel giorno… e ancora ne è prigioniera… e c’è sempre stato Lion a dirmi cosa dovevo fare, come mi dovevo comportare, a darmi maggiore energia in battaglia… se io sono qui ho avuto un ruolo minore in questo percorso, se non la mia testaccia dura… Ecco perché ora la mia volontà appare a me e a tutti voi così risoluta. Ora sono sicuro di ciò che sto per fare.”. Mi rendo improvvisamente conto di come il mio ruolo sia stato sempre quasi insignificante… io non sono che una pedina, un modellino al quale applicare ogni sorta di potenziamento per poterlo rendere indistruttibile… sono contento, almeno, di essere una pedina dal lato giusto della scacchiera… Nello stesso momento, sia Valia che io ci abbracciamo, sentendo la necessità l’uno dell’altro… La mia ragazza piange contro la mia spalla e dice “ Non voglio che tu vada…”. Le do un bacio sulla testa, fra i capelli, e poi la stringo più forte… “ Anche io non vorrei andare… ho così tanto da perdere… ma… sono contento che tu appoggi la mia decisione…”. Valia si ritira immediatamente, osservandomi da dietro le lacrime con sguardo tagliente. “ Non ho mai detto questo. Ho detto che capisco, non che approvo. Però…”. Annuisco, sospirando… “ So che il tuo ‘però’ ha la stessa natura del mio… però è ingiusto, però è crudele, però perché proprio io, però-però-però…”… però è ora di darci in taglio a questa guerra.
Ho convinto Valia a dormire un pochino mentre io andavo a farmi una passeggiata per schiarirmi le idee. In realtà, non ho idee da schiarire, solo devo abituarmi all’idea di… suicidarmi. Spesso le scelte che uno compie, anche contro le persone che ama, possono condurre ad un fine superiore… o almeno, questo è ciò che pensai io una volta, quando decisi che la morte della mia famiglia era un sacrificio necessario. Lion! Bentornato… hai ritrovato la favella? Più o meno… E mi spieghi cosa volevi dire con quella frase? Niente, Relance… altri tempi, altri luoghi, ma gli stessi problemi, diciamo… sono contento che almeno tu, partendo dai miei stessi presupposti, trovi il coraggio di sacrificare te stesso invece di altri. Non capisco… Io sono stato una persona, come te, prima di diventare spirito e ti ho raccontato a grandi linee la mia storia… Io ne ho fatte tante di cose… davvero tante… e anche io, come te, una volta dovetti decidere fra il bene superiore ed il mio bene. Capisco cosa vuoi dire… è la stessa scelta che tocca a me ora… Sarebbe bastato, allora, rivolgere la mia lama contro me stesso, privarmi da solo della vita per impedire che la mia famiglia distruggesse ogni cosa… invece, ho ritenuto più ovvio e saggio violentare la mia anima con la lotta contro coloro che amavo… Ciò che è più frustrante è che non è servito a nulla… Tu, invece, possiedi uno spirito di sacrificio che a me mancava… e non so se questo ti porterà a proseguire lungo il tuo cammino o a inciampare e cadere, come feci io… Probabilmente tu allora non avevi una fede a cui aggrapparti… ti era stata strappata dai discorsi ispiratori di Cledic, a quanto mi hai detto… perciò l’unica persona sulla quale fare affidamento eri tu, solo, unico. Lion emette un muggito simile ad una risatina, ma amara e triste… mi siedo su una panchina e chiudo gli occhi. Dal buio delle mie palpebre, la figura del mio spirito va a delinearsi, divenendo sempre più luminosa. È disteso a terra, le zampe anteriori incrociate e il muso abbandonato sopra di esse… I suoi occhi si spostano su di me e Lion dice “ Ritengo ancora sbagliata l’idea di buttare via la tua vita solo per fede… ma è anche vero che il motivo che ti spinge, più di ogni altro, è la protezione di coloro che ami… Accetta solo il mio ultimo consiglio… dal rituale potrai sottrarti in ogni momento e io ti resterò accanto perché tu abbia la forza e la lucidità di riuscirci… se dovessi capire che la cosa non sta funzionando, non gettare via la tua vita… se dovessi capire improvvisamente di non voler morire, di cercare di trovare un’altra soluzione, non gettare via la tua vita… So per esperienza che il mondo non si preoccupa minimamente degli ideali, ma solo delle azioni. Fa si che la tua decisione, nel caso dovessi perdere la vita, sia una azione e non un ideale.”. Un po’ intricato come discorso, ma chiaro… Circondo il collo del mio spirito con le braccia e mi abbandono nella sua criniera, abbracciandolo… “ Te lo prometto.” dico “ Ma tu promettimi di restarmi sempre accanto… di darmi coraggio nei momenti di paura… anche in questa situazione…”. Lion muove la testa come per carezzarmi e replica “ Sarò sempre con te. Sino alla fine. Spero solo di non doverti piangere domani…”. Sospiro…
“ Reel.”. Apro gli occhi e vengo colpito da gocce di pioggia… accidenti! Sollevo la testa e mi accorgo di essere completamente fradicio, come se stessi sotto il diluvio da ore. “ Reel, tutto ok?”. Di fronte a me si trova Marth, circondato da un velo di magia Protect così da schermarsi dalle gocce. Mi alzo in piedi e scuoto la testa, dicendo “ Certo, avevo solo bisogno di una doccia fredda! Ma sai, Valia stava riposando e…”. Marth alza una mano, nascondendo una risata, e mi dice “ Ti fermo ora prima che tu possa partire per la tangente con discorsi senza senso.”. Mi metto un’espressione corrucciata sul viso, come una bambina offesa, e poi rido. Il mio amico mi dice “ Abbiamo discusso fino a poco fa. Ha vinto la tua posizione… o meglio, ci siamo rassegnati…sappiamo che nessuno potrà fermarti… nemmeno se Luke si sedesse su di te… perciò ti permetteremo di fare ciò che meglio credi e noi tutti ti staremo accanto… Se però vediamo che la cosa non funziona, fermeremo Polura e il suo maledetto rituale e ti salveremo la vita. Questa posizione non è trattabile e saremo noi a decidere quando e come intervenire. Non avrai voce in capitolo.”. Annuisco… è esattamente quello che ha detto Lion ed effettivamente è la posizione più sensata. “ Con noi intendi?” chiedo. Marth prende un profondo respiro ed elenca “ Io, Valia, Luke, John, Levon, Squall, Quistis e la tua amica Fren.”. “ Fren? In che senso… cioè…”. Il mio amico scuote la testa e replica “ Ormai non sappiamo più a cosa aggrapparci… ha detto che ha avuto una sorta di visione, ti ha visto legato ad un enorme palo di legno, ferito gravemente un po’ ovunque… Tra Saggi, spiriti e demoni, perché non credere anche ad una veggente? In ogni caso, abbiamo deciso di ammetterla al rituale poiché ci ha confidato di essere tua amica d’infanzia. Tutti gli altri membri del Consiglio SeeD terranno alla larga dal simbolo studenti e cadetti di passaggio, impedendo loro di interferire o rimanere coninvolti… in qualsiasi cosa verrà causata dal rituale.”. Fren… Non vorrei che Valia assistesse alla cosa, ma so di non poterglielo negare… ma Fren… lei non c’entra, perché vuole gettarsi in questa situazione… qual è il piano pensato per lei? Le visioni, quando le ebbi io, mi venne detto erano opera dei Saggi, che era il loro modo di comunicare per indicare alle persone prescelte la via… perché Fren…? Non lo so, ma se devo affidare la mia vita nelle loro mani, non dubiterò certo delle loro azioni in nessun altro modo. “ Va bene, Marth. Quando organizzeremo la cosa?”. Il mio amico cerca nei miei occhi la pazzia che mi spinge ad agire e poi risponde “ Immaginavamo che tu preferissi prenderti questa giornata per riposarti o farti… docce fredde…”. Annuisco. “ Perfetto, allora… ci vediamo domani.”. Mi volto e faccio per andarmene, ma Marth mi afferra per il braccio e mi volta. I suoi occhi sembrano più scuri del solito… “ Non ti permetteremo di morire, Relance, sappilo questo.”. Lo sospettavo… ma il volere dei Saggi troverà un modo per manifestarsi in ogni caso… che sia appoggiando il loro intervento o ostacolandolo.
|