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Marth chiude la porta alle spalle di Polura. Prima di voltarsi verso di noi, sospira. “ Impressioni?” chiede. Luke sbuffa, preme con la schiena contro la sedia e spalanca gli occhi, per poi dire “ Non siamo un’associazione pia che accoglie tutti i malati di mente, ma non chiudiamo la porta in faccia a nessuno. Questo qui è stonato forte, però!”. Quistis si appoggia al tavolo e dice “ Concordo con Luke. Non mi ha dato l’idea di essere una persona molto equilibrata. Il suo discorso era certamente sentito e si avvertiva chiaramente che è rimasto segnato dall’esperienza che ha avuto. Preferirei però sapere più approfonditamente chi è questo Polura e come ci è finito agli Inferi. L’ha detto lui che in quel luogo non vi accedi in modo normale… e mi spaventa che lui conosca così bene il rituale di cui ci ha parlato… Se non fosse la prima volta che lo compie?”. Ha ragione, non ci avevo pensato… La voce di Selphie irrompe improvvisamente nel silenzio di riflessione, urlando “ Irvine! Ma che fai, dormi?!”. Mi sporgo e vedo il ragazzo seduto tranquillo, con il cappello calato sul viso e le mani giunte sull’addome. Allo strillo di Selphie, Irvine si raddrizza e replica tranquillo “ Non stavo dormendo, si chiama riflessione profonda!”. Zell ridacchia e poi lo esorta: “ Avanti, allora, condividi con noi le tue riflessioni profonde!”. Il cecchino si strofina gli occhi e dice “ Non lo so. A voi non è parso innaturalmente distaccato?”. Marth allunga la mano e tira a se la sedia, chiedendo “ Che cosa intendi?”. Irvine si distende e spiega “ Come ha detto giustamente Quistis parlava sinceramente, non lo metto in dubbio… ma trattava di argomenti come la morte, il dolore, la malvagità con una tale superficialità e freddezza da darmi da riflettere… perché è quello che stavo facendo!”. Intervengo dicendo “ Va bene, Polura non ci è piaciuto. Ma è stato senza dubbio una notevole fonte di informazioni, non credete? Parlando personalmente, ho trovato un inquitante riscontro della personalità di Cledic con la descrizione che ci ha fornito lui. Tutte le impressioni, i dubbi, le sensazioni che ho avuto in ogni incontro con quel Demone sono magicamente aderite con le parole di Polura. Io direi che una cosa di cui tenere conto…”. Quistis si volta verso di me e mi chiede “ Cosa ne sappiamo che non sia un agente di Cledic? Capacità sovrannaturali, parlantina forbita, sguardo di ghiaccio… informazioni che nessun’altro può reperire. Guarda caso, ha cercato prima di uccidere te e Valia e solo quando glie le avete suonate ha deciso di assecondarci… comodo, dico io.”. Apro la bocca per replicare… ma effettivamente non ho niente da dire… “ Hai ragione…” concludo infine… “ Ci stiamo affidando ad una persona che non appare propriamente degna di fiducia… e che sta proponendo ad uno di noi di morire… anzi, ci sta facendo diventare i boia dei nostri stessi amici… piuttosto diabolico, in effetti!”. Potrebbe essere… un piano degno di una mente raffinata come quella di Cledic… “ Ragazzi, mi attendereste un secondo…?”.
Mi alzo dalla mia sedia e mi dirigo a passo svelto verso le porte scorrevoli della Sala Riunioni. Lo noto solo ora… gli architetti esthariani hanno mantenuto la medesima planimetria di quella di Balamb… Ma ora ho altro a cui pensare…Tocco il pulsante a lato della porta e sblocco la chiusura manuale. Mi infilo fra le due ante senza aspettare che esse siano completamente aperte. Polura è seduto sul divanetto della sala d’aspetto, una sigaretta in bocca ed il posacenere adagiato sulle gambe accavallate. “ Hei, tu.”. Il ragazzo ha appena il tempo di voltarsi prima che io lo afferri per il braccio… Ma cosa… Dalla mia mani si sviluppa un’aura dorata che inizia a ramificarsi lungo il mio ed il suo braccio… Che sta succedendo?! Non sento dolore e a quanto pare nemmeno Polura… provo a lasciare la presa ma le dita non mi rispondono… non è un buon segno… Sento un pizzicorio all’altra spalla ed il braccio ad essa connesso scatta verso l’esterno, proiettando un cono di luce. Mi volto ad osservare le conseguenze del fenomeno… e come se io fosse un proiettore di diapositive umano, dal centro del tavolo della sala riunioni, ove il fascio di luce si è adagiato, compaiono immagini confuse, rapide… Si vede un ragazzino dai capelli argentati, vestito di una camicia di seta marrone ed un paio di pantaloni rossi, coperto da un mantello con le trame della corteccia di un albero… l’immagine successiva mostra quel ragazzino, armato di lame ricurve agganciate ai polsi, inseguire un uomo abbastanza guardingo… il ragazzino si ritrova improvvisamente in una camera piena di magma, in quello che sembra un vulcano… qualcuno lo prende alle spalle, braccandolo… ora il ragazzino è in una cella, sempre all’interno di quel vulcano… la porta, fatta di legno, si apre ed appare Cledic, con un sorriso sulla bocca ed un vassoio pieno di cibo in mano… i due iniziano a parlare… il ragazzino non è incatenato, né ferito, e ne approfitta, attaccando Cledic… altre immagini si rincorrono rapide, mostrando una lenta ma abbastanza evidente crescita nel ragazzino, che cambia improvvisamente espressione… Mi volto verso Polura: ha lo sguardo fermo, ma si nota che è turbato. “ Per coloro che ancora non l’avessero capito, ciò che vi ho mostrato è la prova che Polura diceva la verità. Il ragazzino di tredici anni che ha inseguito un demone ed è poi rimasto intrappolato negli Inferi è Polura.”.
Mi volto di scatto e gli occhi mi si spalancano da soli: all’interno del fascio di luce ove prima scorrevano le immaigini adesso si trova una sorta di miniatura parlante di Lion! “ Ciao Relance.” dice il leone alato, guardandomi con la faccia di uno che sfotte. “ C-ciao Lion… che sorpresa…”. Il mio spirito sbircia alle mie spalle e dice “ Puoi anche lasciarlo andare, adesso. Non ho più bisogno di Polura per rimanere collegato con voi.”. Allento la presa attorno al braccio di Polura e mi avvicino al tavolo… non so dire se sono più stupefatto io o i miei amici. Lion prosegue dicendo “ Questa che vedete è una mia invenzione, se così possiamo chiamarla, ma non ho idea di quanto possa durare. Ciò che so io lo sa anche Relance… o quasi… perciò se avrete dubbi chiedete pure a lui e lasciate parlare me.”. Un silenzio di assenso fa da prefazione al discorso di Lion. “ Dovete credere a ciò che ha detto Polura. Egli è stato fatto prigioniero da Cledic all’età di tredici anni ed è fuggito dagli Inferi grazie alla sua enorme esperienza con i demoni. Quando vi è uscito, però, aveva l’età che ha adesso, ventun’anni. È rimasto in quel luogo per svariate decine di migliaia di anni. Il tempo non ha inciso su di lui poiché un non-demone o un non-angelo che acceda al regno beato o al regno infernale non risente delle condizioni magiche di uno di quei luoghi. Ecco perché anche Lara non è più vecchia di quanto non lo siate voi ora.”. Non sono sicuro di aver capito bene… ma il concetto principale è chiaro… Un essere umano che entra all’Inferno o in Paradiso da vivo non subisce lo scorrere del tempo di quei luoghi, continuando a vivere secondo il proprio tempo soggettivo. “ I metodi che vi ha illustrato precedentemente Polura sono purtroppo gli unici per entrare agli Inferi… ne ha dimenticato uno, lo stesso con il quale egli è entrato negli Inferi otto anni or sono ed il medesimo tramite il quale Omar Long è entrato in contatto con Cledic: esistono delle fratture dimensionali in giro per il mondo, che, a seguito di una certa disposizione stellare, si attivano e per sole due ore ingurgitano ogni essere vivente nel loro raggio d’azione, spedendolo all’Inferno. Pensare però di sfruttare una di queste faglie sarebbe come pensare di poter abbattere una montagna in un giorno sfruttando un cucchiaio da caffè come arma. Nemmeno i Saggi possono fare qualcosa a riguardo.”. L’immagine di Lion tremola, come se fosse trasmessa da un televisore mal funzionante, ma è chiara la sua espressione di rammarico. “ Io non vi sto consigliando di mandare a morire uno dei vostri amici… è necessario però che valutiate ogni possibilità. Non fatevi però prendere dal panico, va bene?”. Tutto il pubblico annuisce ed io dico “ Certo Lion… grazie…”. Il mio spirito mi guarda, mi strizza l’occhio e poi svanisce. La sua espressione non era delle più confortanti però…
Mi volto verso Polura… forse è il caso che io mi scusi… Il ragazzo mi osserva con sguardo penetrante; si mette in bocca la sigaretta e si volta, diretto verso l’ascensore. “ Polura.”. Marth chiama dall’altro capo della stanza. “ Vorrei ricordarti che non possiamo fidarci di te, ancora. La tua libertà di movimento è confinata a questo piano, fatta eccezione degli uffici amministrativi. Ho avvisato alcuni SeeD addetti al pattugliamento. Immagino però che nessuno di noi voglia problemi.”. Polura si ferma, espelle il fumo dalla bocca ed annuisce. Premo il tasto di chiusura della porta scorrevole. Prima che le ante si tocchino, dico “ Ti chiedo scusa.”. La figura di Polura sparisce schiacciata dal metallo. Mi volto verso gli altri… sono ancora tutti quanti abbastanza sconvolti. La prima a prendere la parola è Rinoa, chiedendomi: “ Quel grifone che abbiamo visto è…” “ Sì.” rispondo “ Quello era Lion, il mio spirito guardiano. Non chiedetemi cosa abbia fatto perché non ne ho la più pallida idea. Di solito comunichiamo nel sonno e, solo di recente, attraverso dialoghi mentali.”. “Quello”? Sta zitto, spolverino. Tutti si risiedono, meditando sulle parole del mio spirito. Squall prende la parola dicendo “ Immagino che sia estremamente affidabile…”. Sospiro. “ Fastidiosamente infallibile, è il termine che preferisco.”. Sento come se qualcuno mi tamburellasse sulla tempia dall’interno del cranio, ma cerco di ignorare la cosa. “ In parole povere…” interviene Luke “ Ora dobbiamo solo deciderci sul da farsi. Diavolo, non mi piace per niente questa situazione…”. Mi avvicino alla finestra della sala: riesco a distinguere nitidamente il perimetro di sicurezza tracciato attorno al simbolo demoniaco, al piano terra. Pare proprio non ci siano altre soluzioni… “ Ragazzi, nessuno sta meditando di andare a morire qua dentro, vero?”. Zell pone la domanda speranzoso. Qualcuno mi batte una pacca sulla spalla destra e, quando mi volto, vedo Marth diretto verso la sua sedia, a capo tavola. Durante il tragitto dice “ La situazione richiede una valutazione fredda, purtroppo. Io non intendo fare il nome di nessuno di voi e sono certo che siete dello stesso avviso. Devo confessarvi che ho paura… la nostra strada appare come un vicolo cieco, in una direzione piuttosto che in un’altra…”. Sento la stretta di Valia attorno all’addome e la sua testa appoggiarsi alla mia spalla.
Il simbolo è un cerchio che incornicia la figura di un pipistrello stilizzato, dalle grandi ali, gli occhi sottili e freddi, le orecchie a punta ed il busto che, andando verso il basso, assume una forma triangolare. Tutt’attorno a questa figura vi sono striscie rosse che rimbalzano dal disegno al perimetro della circonferenza.
Marth interrompe il silenzio dicendo “ I Demoni ci hanno in pugno. Ogni strategia ormai è vana, dobbiamo accettare il fatto che non siamo abbastanza forti da respingerli. Nessuno di noi possiede abbastanza potere da radere al suolo un intero edificio in un sol colpo. Inoltre, il livello medio dei SeeD è nettamente inferiore alla forza del più scarso dei nemici. Tutta la responsabilità ricade su di noi. Ci stiamo raccontando storie da troppo tempo: ogni operazione, da quattro anni a questa parte, è stata portata a termine da uno dei presenti. Gli altri SeeD ci sono stati di grande supporto, ma non sono pronti ad affrontare il sovranaturale. So cosa stai per dire Quistis, che siamo tutti stati parte di quel gruppo un tempo. In questo momento, però, ci siamo solo noi. Solo noi siamo sopravvissuti a prove fuori dal comune e possiamo ancora raccontarle… ma non tutti noi…”. Già… Gabriel… capisco a chi ti riferisci, Marth… “ Io dico che è il momento di prendere a piene mani questa responsabilità. Non devono essere i più deboli di noi a pagare il fio di questa guerra. Credo in ciò che dice Lion e conosco cosa voglia dire avere a che fare con uno spirito… tutti voi sapete di Dragoon… se c’è una possibilità di passare al contrattacco e fermare quei Demoni una volta per tutte, io ci sto, non mi importa quale sarà il prezzo.”. Ancora silenzio… pesantissimo… tutti i presenti stanno pensando quello che Marth ha detto… ma nessuno permetterà che un altro muoia al posto suo… e non è solo spirito SeeD quello che ci spinge… siamo una famiglia, qui dentro… tutti fratelli e sorelle… “ C’è un motivo se ho scelto te per diventare Preside, Marth.”. Stavolta è Squall a parlare. “ Ho appreso in questi anni ciò che il preside Cid ha fatto a suo tempo. Devono essere i forti d’animo a guidare questo Garden, persone che sappiamo vermanete cosa sia il sacrificio ed il coraggio. Quando mi sono dimesso, ho anche capito l’importanza e la saggezza della sua decisione di cedere la poltrona di Preside a me, tre anni fa. Sono le nuove generazioni, forti delle esperienze delle precedenti, a dover guidare questo istituto verso il futuro. Per questo credo sia giusto che sia io a sacrificarmi.”. Lo sapevo… La rivoluzione tempesta immediatamente la stanza, le voci e le urla si accavallano, assalendo Squall. “ Ormai io ho fatto la mia parte. Come i miei amici… ho solo un’ultima responsabilità, questa. Ho sempre saputo di avere ancora qualcosa da fare, ma non trovavo le risposte. Ora lo so.”. Riesco ad avvertire le vibrazioni di rabbia e tristezza che scuotono i presenti. Marth approfitta del silenzio e dice “ No, Squall. Questo Garden ha ancora bisogno di una guida e tu sei un capo migliore di quanto io non sia in grado di essere. Inoltre, lo sai che non tutti potranno seguirci agli Inferi, sono troppo deboli. Sarebbe un suicidio. Io ritengo sia più logico che voi restiate qui, a difesa e guida del Garden, fintanto che noi non torneremo. Saremo noi, la –nuova guardia- se così vuoi chiamarci, ad andare… ci siamo allenati per questo e ho visto quanto ci abbia giovato proprio oggi, durante l’attacco che abbiamo subito. Dovrà esserci una guida capace quando io sarò ucciso.”. Nessuna ribellione stavolta, solo un attonito silenzio. “ Mio fratello… mio fratello ha dato la vita, senza essere un SeeD, senza avere legami con le persone del Garden di Balamb solo perché sapeva che era giusto. Una vita per salvarne migliaia. Io non posso essere da meno… glie lo devo, lo devo a me stesso e a tutti i SeeD, dalle matricole ai Capitani.”. Mi volto e vedo Squall scuotere la testa… è facile perdersi in una discussione su chi debba andare e chi debba restare… si potrebbe rispondere a Marth che ci sono gli altri Generali pronti a prendere le redini del Garden e che non è necessaria la figura unica di Squall… in questo modo, il combattente più forte tra noi rinforzerebbe i ranghi… non c’è uscita in questo modo, ragazzi. John si alza in piedi e poggia le mani sul tavolo. “ Ragazzi, ragazzi, calma… stiamo perdendo ogni logica in questa corsa alla morte. Sono d’accordo, qualcuno dovrà farlo. Ma perché sprecare una vita? Voglio dire… i sigilli magici di natura nera si basano tutti sullo stesso principio: sete di sangue, non di vita. Polura ha evidentemente proposto la morte poiché servirà un grande sacrificio per evocare un sigillo di tale potenza. Dai miei studi appare chiaro che non devono esserci interventi esterni in riti di sangue: solo il boia e la vittima. Ma se la vittima è in grado di rigenerarsi a grande velocità, forse potrà sopravviviere fino alla fine, non è la prima volta che succede… anche se non per giungere allo scopo di entrare negli Inferi… ma ci sono stati altri casi di successo! Io… io non sono bravo con le magie di cura, sono più un mago elementare… ma ho una grandissima capacità di auto-cura. Vi ricordate com’ero conciato dopo lo scontro con Long? Frattura scomposta, sei mesi di immobilità e recupero parziale della mobilità… eppure eccomi qui, sano come un pesce. È una mia caratteristica! Ecco perché, basandomi sulla logica, sono il… il… miglior candidato per… per… questa.. cosa…”. Osservo John… è cambiato tanto… non è più il ragazzino che si metteva a tremare davanti alla frusta di Quistis… si vede quanto gli sia costato proporsi per questa cosa… Luke scatta in piedi e ricaccia a sedere John. “ Ragazzi, ma andiamo!” sbraita “ Non vi rendete conto di cosa state dicendo?! Ognuno di noi ha un buon motivo per dare la propria vita qui! Se il principio è che chi lo dice per primo vince, allora siamo a cavallo… ma altrimenti perché non io, non Zell, Irvine, Relance, Selphie, o… o chiunque altro!”. Zell guarda Luke con uno sguardo sofferente… “ La verità è che questa cosa non dovrebbe essere assolutamente considerata! Una vita non ha prezzo e non voglio che quella dei miei amici venga sprecata! Marth, capisco tu sia rimasto segnato dalla morte di tuo fratello, ma in qualche modo lui sapeva cosa doveva fare per salvare le nostre vite… tu ora ti stai gettando da una scogliera solo per onorare il suo sacrificio? Tanto vale che ti butti nelle fauci di un Archeosaurs quando una matricola inesperta se ne trova uno davanti… la tua vita per la sua, no? Squall, vale per te lo stesso principio! Hai solo ventitré anni… se credi di essere troppo vecchio per guidare il Garden… all’età di Cid che farai, ti butterai in un macina carne perché ormai servirai solo a quello? Ma andiamo! E John…”. Luke si fa improvvisamente più minaccioso mentre John si appiattisce contro la sedia. “ Non l’hai detto tu stesso che nella tua ricerca non si faceva menzione di demoni, diavoletti e cose del genere? Perfetto… come fai a sapere che il sigillo che vorremmo attivare non abbia proprio bisogno di una vita e non di un prezzo in sangue? Nella migliore delle ipotesi continuerai a sopravvivere, subendo così dolori indicibili… oppure perderai comunque la vita e sarai servito allo scopo… ma non sarebbe stato quello che avresti voluto, ti pare?”.
La foga di Luke gli ha causato un leggero fiatone… Mi allontano dalla finestra e scivolo via dalla delicata presa di Valia. Poggio le mani sullo schienale della mia sedia e dico “ Luke ha perfettamente ragione… Non so se ammirare o compatire il vostro spirito di sacrificio assoluto… Capisco sia dettato non da una volontà di suicidio, ma dalla volontà di proteggere la vita degli altri… Non avete però appigli o certezze a cui fare riferimento riguardo il successo…”. Luke annuisce vistosamente. “ Io però le ho. Ecco perchè penso che sarebbe giusto se andassi io.”. Cosa?! “ Ma stai scherzando, è così mi dai ragione, sciagurato?!” “ Amore, ma cosa…” sono le uniche voci che sento, prima che si accavallino in modo incomprensibile. “ Vi prego, ascoltatemi…”. La sala fatica a ritrovare il silenzio, ma mi basta solo che le urla cessino, così da poter parlare ed essere ascoltato chiaramente. Prendo un bel respiro e spiego “ Da un paio d’anni a questa parte sono stato contattato dalle entità governanti l’Universo e che si occupano del suo equilibrio: il nome di questo gruppo è Saggi. A seguito del combattimento con Adele tutti i presenti allora ricorderanno che mi sono sciolto nella lava… sono stati i Saggi a riportarmi in vita. Essi mi hanno spiegato che sono stato eletto da loro per guidare questa crociata contro i Demoni e, più nello spicifico, contro Cledic ed i suoi fratelli. Solo oggi forse ne capisco il vero motivo… nella mia mente c’è sempre stata una domanda: ma se loro sono delle divinità, perché non possono sconfiggere loro i Demoni? Lion mi ha dato la risposta, prima, quando ha detto che nemmeno i Saggi hanno il potere di entrare agli Inferi… ecco perché gli serviamo noi… perché paradossalmente abbiamo più modi di accedere in quel luogo dannato…”. Relance, fermati un attimo e ascoltami… “ Mi hanno sempre detto che avrei avuto un ruolo centrale in questa vicenda…” Relance, ascoltami! “ Però non hanno mai specificato quale ruolo sarebbe stato…” Relance! “ Ora credo di saperlo. Solo io posso fare questa cosa.” RELANCE! Scuoto leggermente la testa e chiudo la mente alla voce di Lion. Luke mi chiede “ Cosa ne sappiamo che i Saggi non siano la manifestazione di qualche essere tutt’altro che buono? Dopotutto, vogliono spingerti nelle braccia di Cledic… che è esattamente la stessa cosa che vuole lui… e poi com’è che ‘sta storia esce fuori solo ora?”. Sento come se qualcosa cercasse di entrarmi in testa… ok, Lion è escluso… non me lo lascerebbe mai fare, lo so… meglio che lui non assista a questa cosa… “ Ho sempre creduto che avreste dovuto sapere di loro. Soprattutto tu, Marth… gli spiriti guardiani derivano dal loro potere… o quanto meno ne sono soggetti. Questo direi che è già un buon biglietto da visita, non credete? Sono entrato nel discorso della loro esistenza per giustificarvi la mia scelta. Una cosa che ho imparato in questi anni è che ciò che più minaccia i mondi non sono le cose fisiche, ma i pericoli metafisici, come lo squilibrio delle forze del bene e del male, dei poli magici che mantengono la calma tra gli elementi naturali, e così discorrendo… L’Universo trova sempre il modo per tornare in equilibrio. Concentrando la cosa di più attorno a noi, il fatto che un essere umano, quindi mortale, sia morto e risorto dopo alcuni giorni è qualcosa di squilibrato… a meno che questa cosa non avvenga per un tempo limitato… e qui torniamo alla nostra situazione attuale. Se il mio scopo, per i Saggi, è sconfiggere in prima persona Cledic ed i suoi fratelli, troveranno un modo tramite il quale io non morirò a causa del rituale… Se invece sarà davvero necessaria la mia morte, ecco che comunque che la loro volontà sarà realizzata: io non dovrei essere vivo, perciò il mondo ritroverebbe il suo equilibrio e nel contempo voi potreste portare a termine la missione di fermare i Demoni. Qualsiasi sarà la manifestazione che avrà, sarà la volontà dei Saggi a compiersi. Ne sono più che certo.”. Leggo negli occhi di Luke la volontà di ribattere e la rabbia che segue dall’incapacità di trovare le parole per farlo. “ Lo so che è dura… ma dobbiamo accettare che siamo disperati, ormai… non sopporto più questa incapacità di reagire che ci accompagna da mesi! Ora, però, tante cose vengono a coincidere: la nostra riscossa, il mio scopo rimasto sempre ignoto e adesso finalmente spiegato… inoltre posso impedire a voi di gettare via le vostre vite… Io… non voglio chiedere il vostro permesso, ma… spero comprendiate che il ragionamento è tutto sommato logico… no?”. Tutti i miei amici abbassano lo sguardo. “ Oh, certo, di una logica infallibile!”. Mi volto e trovo Valia in lacrime, lo sguardo tagliente e rabbioso. “ Un gran bel ragionamento, Relance, bello davvero! Peccato che hai dimenticato quel piccolo particolare: io! Pensi che ti permetterò di morire per niente lasciandomi qui a piangere il tuo cadavere o a friggere tra le fiamme dell’Inferno? Bene, fai pure allora! Getta la tua vita in questo modo e dimosrami come mi ami!”. Valia si dirige a passi veloci e rigidi verso la porta della Sala Riunioni, la apre e si precipita verso l’ascensore mentre i suoi singhiozzi aumentano di intensità.
Mi avvio per seguirla, ma mi blocco, voltandomi verso i miei amici. “ Ragazzi, scusatemi, ma…”. Marth alza la mano, intimandomi di tacere. “ No, comprendiamo. Vai pure… noi… dobbiamo meditare su ciò che hai detto…”. Annuisco e salto in avanti, così da trovarmi subito di fronte alla porta dell’ascensore… accidenti, è ancora occupato… schiaccio ripetutamente il pulsante. Questo ascensore non è di tipo tradizionale… si muove in orizzontale al posto che in verticale, collegando la grande hall bianca di questo piano alle varie zone amministrative… non dovrebbe metterci tanto, andiamo! “ Relance.”. Marth mi chiama e io mi volto subito. Lo sguardo del mio amico è a dir poco sofferente… “ Tu capisci che non potremo accettare la tua richiesta di morte, vero…?”. Annuisco. Il trillo dell’ascensore alle mie spalle accompagna l’apertura delle porte. Faccio un passo all’indietro entrando nella cabina e dico “ La capisco, Marth. Mi fido di voi… fate lo stesso con me.”. Le porte dell’ascensore si chiudono davanti a me ed esso rimane fermo, in attesa di sapere dove portarmi. Portami da Valia…
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