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Final Destiny III: Angel Within Relance Clat Scosto dal braccio la sacca del ghiaccio ed osservo il livido impresso sulla pelle. Bah, tutto sommato poteva andarmi peggio… “ Tu dici che questa sarebbe la via per l’Inferno?” “ Sì, è così. La Fortuna ha deciso di porgerci un lembo della sua veste. Grazie a questo simbolo arcano potremo penetrare nel reame dannato. Sarà necessario un rituale speciale, però.”. Il nuovo ragazzo, Polura, sta parlando con Marth e Squall. Io invece sono stato messo in castigo… ma dico io… oltretutto ora stanno parlando della stessa cosa che volevo fare io! “ Amore!”. Guardo alla mia sinistra e vedo Valia correre nella mia direzione. Meglio così, mi curerà lei questo livido. Poco prima di saltarmi al collo, però, la mia fidanzata si blocca. “ Hai uno sguardo strano.” mi dice. Appoggio nuovamente la sacca del ghiaccio sul braccio e replico “ I Demoni ci hanno attaccati. Li abbiamo respinti senza alcuna fatica e questo mi rallegra: i due mesi di allenamento intensivo sono serviti a qualcosa. Poi uno degli avversari ha estratto una strana pietra e dal simbolo che vedi laggiù si sono sollevati molti tentacoli, che hanno afferrato i Demoni e li hanno trascinati all’interno. Io, credendo fosse una via per l’Inferno, mi sono lasciato prendere da uno di essi.”. Il labbro di Valia viene risucchiato all’interno della bocca, le sopracciglia si inarcano, gli occhi si spalancano e le pupille si rimpiccioliscono, dandole quell’aspetto misto tra ansia e collera. “ Lo so, è stata una pessima idea. Quell’affare poteva condurre in migliaia di posti diversi o non condurre da nessuna parte. Mi dispiace, ma io…”. Marth compare accanto a noi, la stessa espressione di rimprovero che aveva quando mi ha aiutato a rialzarmi prima. “ Riunione straordinaria. Va’ a chiamare tutti i Generali e poi ci vediamo in sala riunioni tra circa mezz’ora.”. Mi alzo in piedi e rispondo “ Ricevuto.”. Levon è l’ultima ad arrivare. Dato che non ha l’esperienza giustificante a renderla un Generale, l’ho chiamata come assistente di Luke, come anche Valia che figura come mia assistente. Anzi, in realtà, l’ultimo è Marth… ok, mancano cinque minuti all’appuntamento, ma lui non è ancora arrivato. La porta scorrevole si apre… Eccolo… ma cosa… Mi alzo immediatamente in piedi ed addito Polura. “ Marth, che cosa ci fa lui qui? Perché lo hai portato?”. Il mio amico prosegue imperturbabile verso il posto al tavolo che una volta è stato di Squall. Allargo le braccia ed insisto: “ Allora?”. Marth si siede e Polura si posiziona alle sue spalle. “ Perché la sua presenza ti turba, Relance?” “ Perché? No, niente, ha solo cercato di uccidermi nel sonno… e poi nel mio salotto… e poi nel corridoio… e poi nell’atrio del Garden… e, se la memoria non mi inganna, tu sei intervenuto a mia difesa. Perché ha fatto questo? Perché secondo lui sono un Demone… IO!” “ Tu puzzi di Demone.”. Polura interviene atono nel mio fin troppo infervorato discorso. Allargo le braccia e concludo dicendo “ Visto? Una volta questa era un’assemblea riservata!”. Marth si lascia sfuggire una risata soffocata e questa cosa mi blocca… è dalla morte di suo fratello che non lo vedo più neanche imitare qualcosa che assomigli ad un sorriso… Mi siedo, spegnendomi come un fiammifero troppo consumato… “ Non ho mai capito come riesci a gesticolare così tanto mentre parli, restando coerente nei movimenti e senza ripeterti mai.”. Gli sorrido e di risposta il mio amico mi lancia un’occhiata complice. Marth si appoggia con i gomiti sul tavolo ed intreccia le dita. “ Ho portato qui questo estraneo, che si è presentato a noi come un nemico mortale, poiché è pronto a condividere con noi la sua storia e i suoi segreti.”. Polura fa un passo avanti e dice “ Non intendo rivelarvi la mia storia, ma solo ciò che ho appreso. Vi basti sapere che sono rimasto imprigionato agli Inferi per molti anni e ho avuto modo di conoscere e disquisire con Cledic. Sono certo che tutti voi vogliate sapere chi è costui.”. La mia attenzione passa improvvisamente dal 70% al 1.000%. “ Ebbene, a dispetto di ogni apparenza, egli è molto più simile ad una persona di qualunque altro demone io abbia mai affrontato e ucciso. I Demoni sono esseri litigiosi, assilati da un delirio di onnipotenza e un forte complesso di inferiorità costante. La loro mutilata natura psicologica li rende avversari sciocchi e facilmente influenzabili, poco idonei alla sopravvivenza. Cledic è di tutt’altra risma. Il demone sovrano ha una mente tagliente, svelta, pronta ed estremamente aperta. Egli possiede tutte le caratteristiche che mancano ai demoni: è forte… imbattibile e non è sciocco come i suoi compagni. Ha la straordinaria capacità di metterti a tuo agio e rendersi quasi amichevole nei tuoi confronti. Egli mi ha salvato dalla prigionia e dalle torture attuate da un gruppo di demoni minori e mi ha condotto nelle stanze del castello dei Fratelli, la dimora sua e dei suoi fratelli di sangue. È facile cadere in inganno con Cledic e questo è forse ciò che più lo rende pericoloso. Egli mi ha nutrito, medicato e rimesso in forze, eppure il suo non è stato un gesto suggerito dalla pietà: io ero comunque prigioniero. Dopo anni, mi sono però accorto che qualcosa di diabolico e terrorizzante si cela dentro i suoi occhi, qualcosa che farebbe rabbrividire anche il più imperturbabile degli esseri: Cledic ha la sconvolgente capacità di leggerti nella mente, sa esattamente quali reazioni scatenerà un certo evento in una persona e questo senza magie, trucchi da cartomante o oggetti arcani. La sua mente è la chiave di tutto. Questa caratteristiche lo rende capace di giocare con le sensazioni come si fa con una marionetta: potrebbe condurre una persona all’estasi completa e, l’istante successivo, precipitarla nel dolore più atroce.”. La mia mente corre subito a Lara… ecco come ha fatto… nessun trucco, nessuna ipnosi… semplicemente ha capito come prenderla e come condurla su certi sentimenti… Un brivido mi percorre la schiena… ha ragione Polura, la cosa è sconvolgente. “ Non si può pensare di discutere con Cledic ed uscirne vincitori. Se egli si prefigge un obiettivo, a parole o con i fatti, lo raggiunge, nessuno è in grado di opporsi. Avrete notato tutti come il mio registro linguistico sia molto ricamato… me ne sono reso conto una volta scappato da quel luogo dannato e ho compreso che la mia mente, tentando di salvarsi dalla morsa esercitata da Cledic su di essa, ha cercato disperatamente un modo per contrastare le sue parole. Il risultato è stata la mutazione del mio modo di parlare… ma questo non ha contribuito in modo essenziale alla battaglia dialettica con quel demonio. Nessuno può contraddire Cledic e, anche se si hanno ottime argomentazioni, egli riuscirà a convincervi che sono fasulle.”.
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