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“ Che hai, Reel? Non ti vedo propriamente bene…”. Ruoto la testa, sempre restando con la fronte appoggiata alla parete dell’ascensore. Zell mi osserva preoccupato. Sospiro e rispondo “ Non ho dormito stanotte… avevo… un po’ di mal di testa…” perché un simpatico leone ha pensato bene di russare tutta notte, dimenticandosi di sciogliere il legame mentale… questa me la paga… La porta a vetri si apre, suonando un breve motivetto musicale… Wow… La zona degli uffici di questo Garden è sterminata… un grandissimo atrio, di un bianco perlaceo, che pare brillare di luce propria, si staglia appena usciti dall’ascensore. Un gran numero di persone si muovono sul pavimento composto da un complicato reticolo di strisce nere, trasportando pacchi di fogli, parlando al telefono, correndo apparentemente senza meta… la volta del salone è a cupola ed è ornato da un affresco rappresentante meteore variopinte che si intrecciano creando spettacolari giochi di luce, dirigendosi tutte verso il simbolo del Garden di Esthar: esso è composto da due cerchi dorati che si avvolgono attorno al vecchio simbolo del Garden di Balamb, collegato poco più sotto, nella zona fuori dai dischi, all’immagine di un uomo ed una donna abbracciati, con le mani protese l’uno alle spalle dell’altro, evocanti una magia di protezione… dalla vita in giù queste due figure si confondono, come se una mano fosse passata e avesse cancellato il disegno, lasciando però una striscia di colore… è bellissimo…
Non appena abbasso lo sguardo mi scontro con qualcuno: nell’attimo in cui la mia nuca sbatte contro il suolo mi accorgo di quanto la bocca di una ragazza stia vertiginosamente precipitando verso la mia. Scusa, cara. Rotolo di lato e poco dopo sento accanto a me il tonfo della caduta. Mi rimetto prontamente in piedi e allungo la mano verso la ragazza che ho fatto cadere. “ Mi dispiace, scusa, stavo osservando il soffitto e…”. Ha un che di familiare… La ragazza si regge il naso e balbetta “ No… io… troppi fogli e… oh, no, sangue!”. Ma lei è… “ …Fren!”. Allungo la mano verso la mia amica e le carezzo la guancia… con lo stesso gesto, fermo l’epistassi del suo naso evocando una magia Esna. Fren mi sorride e si allunga per darmi un bacio sulla guancia. Chiedo “ Che ci fai qui? Cioè… sei stata trasferita in questo Garden?”. La ragazza accetta il mio aiuto mentre risponde “ Non sono più un SeeD. Sarei dovuta tornare al Garden di Galbadia… ma mai, mai più metterò piede su quella terra, se non per liberarla! Purtroppo, il ciclone politico che ha investito la nazione dopo la morte del presidente Long ha cristallizzato la burocrazia, senza considerare che ci sono parecchi disordini tra l’esercito nazionale e i SeeD… e io non voglio tornare là… non dopo aver conosciuto voi…”. Uhm… osservo i fogli sparsi per terra… è una buona occasione per allenare le tecniche psichiche apprese nei due mesi di allenamento… “ Cosa intendi dire? Ed era davvero necessario lasciare i SeeD?”. Ok, concentrati… “ Intendo dire che a Balamb l’ambiente è diverso, anche tra i SeeD… non c’è niente da fare, Galbadia è una terra marchiata dalla guerra, non sanno fare altro… usano i loro sottoposti come ramazze per la sporcizia propria ed altrui… la mentalità SeeD ha fatto breccia nel cuore di alcuni, ma sono lontani anni luce da voi… e per quanto riguarda la mia carica di SeeD…”. Fren si piega per raccogliere i fogli, ma io la afferro delicatamente per un braccio, bloccandola… come risposta, ottengo un’occhiata poco convinta. “ Essendo… essendo sparita nel nulla, al Garden di Galbadia hanno pensato bene di sollevarmi dal mio incarico… secondo il loro regolamento, ho un anno per ridare l’esame teorico e pratico. Verrò riammessa con il mio rango, non è un problema. Ora, però, la cosa più importante è garantire la pace… ci sarà un giorno in cui Galbadia sarà una nazione libera e pacifica come Esthar… ma per ora è un sogno troppo lontano. Il mio aiuto serve qui, al centro della speranza per tutto il mondo, il centro di un nuovo inizio… e non è un titolo che renderà più o meno efficace il mio aiuto…”. I fogli si sollevano da terra e volteggiano davanti ai miei occhi… “ Fren, porgi le mani…”. La mia amica obbedisce, sbalordita… con ordine e leggerezza, le carte si impilano sopra le sue mani, com’erano prima che venissero scaraventate a terra. Fren mi sorride e io le strizzo l’occhio di risposta… “ Hei, Reel! Dai, muovitiiii! Se no Quistis ci ammazza!”. Zell saltella richiamando la mia attenzione… annuisco e mi dirigo verso di lui, quando un botto riecheggia per il Garden…
La struttura trema e tutti i presenti cadono a terra… Fren sparge nuovamente i fogli in giro… “ Reel, stai bene?”. Un'altra scossa, più forte stavolta… che diavolo succede? Le luci divengono improvvisamente rosse, mentre una sirena urla attraverso gli altoparlanti. Dannazione… “ Fren, tu rimani qui!”. Mi lancio verso il parapetto, alla mia destra, e lo scavalco, gettandomi di sotto. Mentre precipito, vedo molte persone armate, disposte così da chiudere ogni via di fuga dalla hall ed avvolte da una sorta di fumo color porpora… c’è odore di uovo marcio… che sia zolfo? Allungo una mano e mi artiglio al muro, frenando la mia caduta. La coltre inizia a disperdersi per tutta la hall, rivelando un intricato segno rosso luminoso disegnato a terra. Non ci sono dubbi, quelli sono Demoni! Mi do lo slancio, raggiungo il parapetto del corridoio del piano terra, rimanendo poi sospeso sopra una piscina. Sollevando la testa vedo uno studente che si avvicina ai Demoni, brandendo un Gunblade Revolver. È impazzito? Scatto imediatamente… devo fermarlo prima che sia troppo tardi! Mano a mano che mi avvicino, sento le risate dei Demoni e la voce del ragazzo che cerca di sovrastarli. “ Voi! Voi non avrete anche questo luogo! Non lo permetterò! Io sono… quasi un SeeD e vi fermerò!”. Indietro, dannazione, fatti indietro! Un uomo, bruno ed incredibilmente muscoloso, gli si avvicina con uno sguardo raggelante… “ Provaci.” dice con voce vibrante, senza però mettersi in guardia. Lo studente agisce di istinto, cercando di colpire il nemico con un attacco diagonale: il Demone afferra la lama con la mano destra, ruota sulla stessa gamba, appoggiando la schiena al petto del ragazzo; in questa posizione, fa pressione sul gomito dell’avversario… il rumore delle ossa spezzate è a dir poco agghiacciante. Lo studente non urla neanche per il dolore, non ci riesce, resta semplicemente immobile, gli occhi sbarrati, e subisce un calcio in pieno petto, che lo scaraventa contro le scale… Resisti, ci sono quasi! Il Demone ride, afferra il Gunblade per il manico e lo scaglia contro l’avversario. Eh no, questo no! Mi lancio in avanti, allungando il più possibile le braccia: fortunatamente, con la punta delle dita, riesco a toccare l’elsa dell’arma, deviandone la traiettoria verso l’alto. Rotolo sulla schiena, allungo il braccio destro ed afferro il Gunblade. Mi volto all’istante e corro dal ragazzo… accanto a lui, però, si trova già una ragazza… “ Hei, che è successo?” chiedo subito, controllando il braccio… oh, merda… ha una frattura scomposta… il disco del gomito si è spezzato verso l’interno, spingendo le ossa all’esterno… le sue urla non sono degne del dolore che prova… “ Hei, ragazza, come ti chiami?”. La studentessa è in lacrime, bianca come un cadavere, e respira affannosamente. “ S-Susy, signore… lui… mi ha voluta proteggere… io…” “ Tu potrai ricambiare standomi a sentire: caricatelo sulle spalle facendo attenzione al braccio e corri verso l’Infermeria. Una volta là, lascialo alle cure della Kodowaki e corri all’interfono: contatta il preside Aurolar o uno dei generali… insomma, qualcuno molto in alto… digli di correre immediatamente qui… o Relance li viene a prendere uno per uno e li porta giù a pedate! Capito?”. Appena finito di parlare, mi volto per parare un attacco portato dal Demone che ha ferito il ragazzo. “ Sai che non è gentile interrompere la gente quando parla? Ho sentito che volevi dire la tua almeno venti secondi fa, ma aspetta il tuo turno!”. L’avversario dighigna i denti, offeso ed infuriato per la mia battuta, mentre cerca di fare breccia nella mia guardia… “ Susy, vai, ora!”. La ragazza reagisce con prontezza, caricandosi il compagno con rapidità e precisione, senza sballottarlo troppo… con un po’ di fatica, inizia a correre verso l’Infermeria. Il Demone, nel fratempo, armato di una lunga ascia brandita con una sola mano, si libera dalla mia guardia e cerca di colpirmi. È di una lentezza imbarazzante… Mi alzo e fermo l’attacco senza problemi. “ Chi sei tu?” mi domanda il Demone, visibilmente sorpreso… questo giorno è buono per prendersi un po’ di vendetta… sfilo il Gunblade dello studente dalla posizione di parata e con esso trafiggo al petto il mio avversario. Poco prima che egli cada a terra sussurro al Demone “ Sono un Saggitario con le palle girate… sai cosa vuol dire? Che la potenza di un’esplosione planetaria sembrerà un petardo di fronte alla mia furia…”. Estraggo la mia arma dalla carne del nemico e mi scosto, lasciandolo cadere. Alzo la voce, rivolgendomi agli altri. “ Avete distrutto la nostra casa una volta, causato molte vittime… che pessima scelta provarci di nuovo…”. Lion, tieniti pronto… potrei avere bisogno di te… Nella mia testa riecheggia uno sbadiglio……… LION!!! Ti ho sentito… ma stavo dormendo… Mi scosto evitando l’affondo di un Demone armato di lancia e lo ferisco alla caviglia. Non ti pare un po’ presto per combattere? Taci, almeno tu hai dormito stanotte! Io invece sono stato tenuto sveglio dal piacevole suono del tuo russare… Ero stanco… è la prima notte da un sacco di tempo che dormo bene e profondamente… ne avevo bisogno… E io no, puttone?
La situazione inizia a complicarsi: i nemici si aggirano attorno al centinaio, più o meno tutti dello stesso livello di abilità… ma io sono solo uno e questi tipi hanno doti sovraumane! Dovrò mettere a frutto i due mesi di allenamento… i miei amici sono migliorati notevolmente… e io non sono stato da meno! Scosto la testa evitando un affondo di spada e poi lancio il mio Gunblade verso l’avversario: la lama lo trafigge sotto la spalla destra, paralizzando i suoi movimenti per qualche secondo. Faccio una ruota in avanti, schivando alcuni attacchi e raggiungo il Demone trafitto… uhm, qualcuno di vicino anche alle spalle… Inarco la schiena, poggiando a terra le mani e sollevando le gambe: con il piede colpisco il manico del Gunblade… l’arma vola in alto, tranciando la spalla del nemico… con lo stesso movimento colpisco con la punta del piede la nuca dell’avversario dietro di me. Alzo il braccio destro per afferrare il Gunblade e ricomincio la lotta. Lo scambio di colpi adesso è estenuante: tutti i nemici che riescono ad avvicinarsi a me caricano il loro attacco, stringendo sempre di più la morsa… devo liberarmi… e non credo di riuscirci con la sola forza… Scanso con la mia arma una spada e paro all’istante un colpo dietro di me, ma il movimento mi costringe in ginocchio… la lama bruna del Demone che ho di fronte precipita di punta contro di me: essa penetra nella carne del mio fianco, aprendovi uno squarcio… sostengo lo sguardo trionfante del nemico ed attendo…
Una cosa di cui mi sono accorto è che i Demoni non sono particolarmente intelligenti… la loro tecnica nel combattimento è pressoché inesistente, tutta la loro abilità deriva dalle capacità sovrumane che posseggono… non hanno strategia, non sfruttano i vantaggi derivanti dalla loro natura, seguono semplicemente l’istinto… inoltre, il compiacimento che sfoggiano durante la lotta per la sofferenza altrui vanifica ogni loro freno, rendendoli estremamente simili ai mostri che infestano questo mondo… Ora capisco perché Cledic e i suoi fratelli si siano imposti a capo degli Inferi… sono intelligenti, sanno mantenere la calma, hanno strategia e grande finezza nell’arte del combattimento… tutte qualità che questi esseri dubito potranno mai avere…
I corpi dei Demoni sono ormai divenuti un groviglio indistinto di individui… sono tutti focalizzati sul momento della vittoria, assaporano ogni secondo antestante alla mia disfatta e la mia immobilità li galvanizza, rendendoli sicuri di avere la vittoria in pugno… i nemici più vicini a me sollevano le loro armi, pronti a darmi il colpo di grazia… ORA! Libero in un solo istante tutta l’energia concentrata in questi pochi secondi di quiete ed essa causa un fortissimo spostamento d’aria, una sorta di tornado che solleva ogni Demone e lo lancia lontano da me… alcuni di essi rimangono feriti durante il volo, ma uno resiste… il Demone che mi ha ferito al fianco è spaesato, ma illeso… è come se si trovasse “nell’occhio del ciclone”… rimedio immediatamente, amico! Appoggio la punta del Gunblade al suo petto e premo il grilletto: il proiettile si schianta contro la canna del Revolver causando uno scatto in avanti della lama, la quale penetra a fondo nella carne del nemico e poi lo spinge lontano, dentro la tempesta che ancora attraversa lo spazio circostante… L’energia si esaurisce ed io mi alzo in piedi. La struttura è rimasta illesa… non si può dire lo stesso dei Demoni… su cento avversari solo una ventina non presentano ferite significative… uno dei nemici si rialza ed estrae dalla tasca una gemma vermiglia. “ Relance!”. Mi volto e vedo Marth, accompagnato da Luke, da uno zoppicante John e da Zell. Alzo la mano per salutarli, ma in quel momento vengo avvolto da una luce rossa proveniente da sotto i miei piedi… abbasso lo sguardo, rimanendo accecato dal simbolo disegnato a terra… ma che diavolo succede? La luce rossa viene lentamente sostituita da fiamme nere che si intrecciano tra loro. Me ne devo andare da qui! Fletto le gambe e mi do la spinta, spiccando un salto all’indietro ed uscendo dalla zona interessata dal fenomeno magico. Osservo nuovamente il Demone che regge la gemma: a giudicare dalla reazione dell’oggetto, pare che sia quello a scatenare l’effetto del simbolo. I miei amici mi si fanno attorno, preparando le armi… sarà bene tenere gli occhi aperti, la situazione non suggerisce niente di buono… dalle fiamme sorgono dei tentacoli neri che si dimenano con forza, appartenenti chissà a quale bestia… ecco, appunto…
Mi abbasso evitandone uno e poi salto indietro per scansarne un altro… io ed i miei amici ci disponiamo, pronti ad affrontare qualunque cosa ci arrivi addosso. Quattro tentacoli si dirigono simultaneamente a grande velocità verso di me… diamine… Marth salta e ne infilza uno con il suo Javelin; io apro il braccio, schivandone un altro per poi intrappolarlo sotto l’ascella… uhm, sono strani al tatto… sembrano fatti di fumo, hanno la consistenza pari alla gommapiuma… controllo il movimento del tentacolo che cerca di liberarsi e lo taglio! Osservandone la sezione, è chiaro che questi cosi siano fatti di carne, ma non perdono sangue… Salto sul posto per evitare i due tentacoli rimasti, ma Luke si getta a braccia aperte su uno di essi: cercando di tenersi saldo, intrappola la propaggine con una morsa infallibile… nello stesso momento, Zell devia con un pugno l’assalto del quarto tentacolo e John lo fulmina con una pioggia di saette… a volte quel ragazzo mi fa paura… Sento urlare e alzo lo sguardo: il tentacolo, ancora stretto tra le braccia di Luke, ha avvolto il ragazzo ed ora lo sta stritolando… “ Luke, resisti!”. Io e Marth saltiamo per fornire assistenza al nostro amico… nel frattempo, però, avviene qualcosa di inimmaginabile… Luke riesce a trovare un appoggio per potersi avvitare in aria mentre continua a reggere il tentacolo: la rotazione, unita alla forza del mio amico, strappano la propaggine come fosse un pezzo di carta… Quando atterra, batto una pacca di approvazione a Luke e poi osservo la situazione: i tentacoli non se la prendono solo con noi, ma anche con i Demoni… che si lasciano trascinare via… Perché? “ Ragazzi, state lontani! Non è un mostro, ma un modo per giungere all’Inferno!”. Faccio un paio di passi indietro, prestando ascolto all’avertimento di Marth… il nemico che reggeva la gemma non c’è più, ma essa volteggia sopra i tentacoli, come se li guidasse…
Una via per l’Inferno… là si trovano Cledic, Sephiroth, Jakail, Prue e Lara… quando avrò un’altra occasione? Dovrei aspettare che siano sempre loro a venire quì? Dovrei sempre subire i loro attacchi, come un animale in gabbia? Le mie gambe rispondono prima di me e mi fanno scattare verso il simbolo! “ Relance, ma che fai? Sei matto?”. Scarto verso sinistra, evitando la presa di Marth, lanciatosi a braccia tese verso di me per fermarmi. Se li seguo, potrò porre fine a tutto questo, potrò interrompere questa serie di eventi! Rallento, fermandomi poco fuori dal perimetro esterno del simbolo e allargando le braccia. “ Sono qui! Prendimi!” urlo alla gemma, pregando che possa sentirmi. È una follia, lo so benissimo… ma che altro posso fare? Io voglio che tutto questo finisca per sempre! Tutti i tentacoli ora sono liberi e puntano verso di me, schivandosi e superandosi a vicenda… chiudo gli occhi, attendendo il momento… ora che ci penso… per quanto ne so, questo potrebbe essere un mostro evocato per uccidermi, ma senza alcun controllo… un mostro che non distingue gli amici dai nemici… eppure, continuo a pensare che sia l’unica soluzione. Tante ventose aderiscono al mio petto e mi tirano verso di loro… ci siamo… apro gli occhi e mi vedo sollevato in aria dai tentacoli neri… un bel respiro, Reel! Le propaggini mi lasciano andare ed io precipito al suolo… dopo qualche secondo atterro… anzi… direi che mi sono schiantanto, che maleeeeeee!!!! Rotolo sul fianco, lasciando la presa sull’arma e portando le mani alla faccia! Accidenti, che botta! Qualcuno mi afferra i polsi e li separa… è Marth… “ Mi vuoi dire che ti è saltato in testa? Anzi, no… mi vuoi spiegare come hai potuto pensare che fosse una buona idea?!” “ Sono… ancora qui?”. Mi guardo attorno e vedo l’ingresso del Garden di Esthar… accidenti…
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Cledic passeggia avanti e indietro lungo la sua stanza. Il demone stregone resta inginocchiato, pronto a subire la punizione dal suo signore. “ Così, hai guidato un gruppo di nostri compagni al Garden di Esthar. La tua motivazione è che secondo te dovremmo attaccare subito quegli umani per schiacciarli ora che sono a terra, dico bene?”. Lo stregone annuisce. Lara, alle spalle del consorte, resta immobile ad ascoltare. Cledic replica “ Hai una vaga idea di chi si trova in quel luogo?” “ N-no signore…”. Il ragazzo fa un gesto spazientito, poi porta le mani dietro la testa. “ Mio signore, posso parlare liberamente?”. Cledic sospira e risponde “ Solo se dirai cose intelligenti…”. Lo stregone si alza, aggrappandosi al proprio bastone, e dice “ Lei sa cosa pensano tutti i demoni. Alcuni minacciano lei ed i suoi fratelli di morte. I demoni sono irrequieti: da quando è iniziata questa storia dell’Elematar, abbiammo accettato di sacrificare la nostra solita vita per servire la vostra causa. La pazienza non è mai stata una dote demoniaca, eppure abbiamo deciso di attendere, sicuri che la vostra guida ci avrebbero condotti al dominio totale sull’Universo… ma il tempo passava e nulla sembrava cambiare, pareva anzi che il vostro scopo, di tutti e quattro, fosse l’estinzione del genere demoniaco. Tale convinzione vi creò dei nemici, come la strega Adele, che usò le anime delle streghe umane per aumentare il proprio potere e riuscire così a sconfiggervi. Dopo quello che è parso come un tempo interminabile, siamo stati ripagati il giorno dell’attacco all’ottava era: credevamo che il momento fosse arrivato, che nel tempo di inattività voi aveste concluso ciò che vi serviva e che questo avesse posto fine agli indugi. La sete di sangue non è però stata estinta: solo dodici morti per mano nostra e la distruzione della loro dimora… perché non cogliere l’occasione, mio signore? Perché non schiacciare quei sudici umani? Che sarà mai qualche umano in meno se il nostro popolo crederà di nuovo in voi? La nostra natura non può essere negata, noi abbiamo bisogno di uccidere gli umani o ci uccideremo tra noi.”. Cledic ascolta il discorso dell’interlocutore con molta attenzione, ma sa cosa sarebbe successo se lo avesse accontentato: l’unica sua occasione di sistemare le cose una volta per tutte svanirebbe per sempre se accadesse qualcosa a Relance. “ No, Tharghot. Io non sapergerò sangue in modo così inutile. I nostri fratelli bramano sangue? I nostri fratelli vogliono tornare a spargere sangue come un tempo? Dimmi, stregone: a cosa ci ha mai portato tutto questo se non sull’orlo dell’estinzione? Voi demoni comuni non siete all’altezza di molti dei guerrieri umani e nonostante ciò andate a suicidarvi in massa. Siete un gruppo di infanti senza raziocinio, meritate il destino che vi state creando… ma siete anche i miei compagni. È per questo che la mia famiglia vi guida, perché se fosse per voi estinguereste la stirpe demoniaca per soddisfare una bramosia che non conduce a nulla di profiquo.”. Cledic si volta e con la forza del pensiero apre la porta della sua stanza, invitando così lo stregone Tharghot ad uscire… “ Non voglio più sentire discorsi del genere. Lo sapete che noi siamo essenziali per la vostra sopravvivenza, anche se non volete ammetterlo.”. Lo stregone non si muove, si limita a stringere i denti ed osservare l’interlocutore con rabbia… “ Nessun demone è capace di sopportare un’autorità perché credere di esservi superiore, ma…”… la frase di Cledic viene interrotta a metà: Tharghot, con grande rapidità, afferra una scheggia nera dall’interno della propria tunica e la incanta con una sfera di fuoco maledetta, scagliandola poi verso Cledic. Il ragazzo non si fa sorprendere, si volta e si piega verso sinistra, lanciando a propria volta una sfera di plasma. Lo stregone esplode in un bagliore di luce. Cledic sospira ancora e batte le mani una contro l’altra per liberarsi della polvere. “ Cl… Cledic…”. Lara si accascia a terra, ferita all’addome in modo molto grave… ha un intero buco che le sottrae quasi un centimetro di carne… Cledic si getta a terra, al suo fianco, mentre Crederic, il piccolo figlio, accorre dalla stanza accanto urlando il nome della madre. Lara è stata ferita dall’attacco dello stregone. Cledic afferra la mano della consorte, piangendo… “ Oh no, oh no…”. Si sente in colpa: egli ha schivato l’attacco ed esso ha poi ferito mortalmente sua moglie. Nella testa di Cledic, oltre al panico e al senso di colpa, riecheggia una domanda: “ Io non posso perderla… ma che posso fare?”.
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