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Final Destiny III: Angel Within
Capitolo XL: Un modo per entrare

“ … e poi sei arrivato tu.”. La porta della zona delle celle scorre di lato; sollevo nuovamente Polura afferrandolo per le caviglie e, assieme a Marth, lo portiamo verso la parete. Ecco un’aggiunta poco consona allo stile del Garden ma che si è già rivelata utile: nella zona delle caldaie c’è tutto un corridoio schermato contro ogni tipo di rilevazione artificiale, come scanners o sistemi di mappatura degli interni. Varie porte blindate, metallo-diamante dello spessore di dieci centimetri, separano loculi di pochi metri quadrati, arredati con un letto di metallo, un lavandino e un piccolo tavolo con una sedia. Tutto è rigorosamente smussato agli angoli, così da non permettere a nessuno di sfruttarli come armi o in qualsiasi altro modo. Una seconda porta conduce ad una latrina… devo ricordarmi di questo posto: se mai litigherò con Valia e lei mi sbatterà fuori dalla stanza, o se dovrò nascondermi da Quistis, potrei venire qui… tutto sommato non si sta poi così male. Tocco con il gomito un pannello ritagliato dal muro e il letto scorre silenzioso dalla parete, appoggiandosi su due gambe sottili. Io e Marth adagiamo il ragazzo con cura, badando che non si faccia male al braccio rotto, e poi ci sediamo per terra. Ma cos’è, un falso magro? Accidenti se pesa… Una fitta al fianco mi ricorda che non dovrei caricare troppo il peso da un solo lato… Sollevo il braccio e subito noto un alone rosso di sangue sulla mia maglietta. Fantastio, la ferita si è riaperta… Il mio amico si alza e dice “ Vado a prendere le manette nell’altra stanza… ce la fai a tenerlo buono?”. Annuisco e sventolo la mano per dirgli di non preoccuparsi. Marth esce dalla stanza e chiude la porta dietro di se… mi lascio andare e mi distendo sul pavimento… Non è stato un periodo particolarmente fortunato questo… Lara sposata con Cledic da cui ha avuto un figlio, il Garden di Balamb distrutto, la consapevolezza che nonostante due mesi di alletamento intensivo con i miei amici siamo ancora troppo deboli per i nostri quattro avversari… e ora questo tizio… Se trovo chi ha avuto la bella idea di farmi il malocchio…
“ Avete intenzione di uccidermi subito o di farmi morire lentamente?”. Ruoto la testa, inquadrando in maniera più o meno completa Polura… “ Per ora ci limiteremo a tenerti qui e a farti qualche domanda… se farai il bravo, ti accorgerai di come i nostri metodi siano molto efficaci nella cura delle ferite. Sono sopravvissuto a cose ben peggiori di un braccio rotto…” “ Come demone sei potenzialmente invulnerabile, a meno che non incontri qualcuno che sappia dare forza reale alle ferite che ti infligge. Pochi fortunati posseggono questa dote per natura, altri la imparano con l’allenamento, o l’abitudine. Ecco come sono riuscito a tagliarti il fianco.”. Mi rimetto seduto e rido, schernendolo “ Ti piacerebbe, eh? Invece questa ferita me l’ha fatta con grande semplicità un demone, uno vero però, ed io, da misero umano quale sono, ho accusato il colpo… tutto qui.” “ I vostri soliti giochi di potere. Non mi sorprendo più.” “ Senti, amico, io non…”. Mi interrompo non appena Marth rientra nella stanza giocherellando con le manette. Mi sollevo e mi sposto, così che il mio amico possa compiere il suo dovere. Relance, non appena Marth avrà chiuso le manette, lasciami passare attraverso il tuo corpo e toccale. La serratura scatta e io eseguo immediatamente l’ordine di Lion. Avverto una vibrazione che dal palmo della mano si fa strada fino alle dita: perdo per qualche secondo la sensibilità, mentre un’aura viola con venature gialle circonda il metallo delle manette. Il flusso di energia si interrompe e io ritraggo immediatamente la mano… ma quelle… “ Che cosa hai fatto, Relance?”. La voce di Marth esprime la stessa domanda che stavo per fare a Lion… che cosa mi hai fatto fare? Quelle sono… Sigillo della Volontà. Lo stesso tipo di magia con cui Cledic rese te e i tuoi amici impotenti, qualche tempo fa. Questo incantesimo può essere sciolto solo quando la concentrazione di colui che l’ha evocato viene meno. È compresa anche la morte. Il sigillo blocca le capacità di colui che ne è afflitto a seconda del desiderio dell’impositore: per impedire che il suo spirito, Polherim, lo curi e gli dia forza sufficiente a liberarsi, ho posto un limite alle sue abilità fisiche e spirituali. Ora è come un essere umano medio, senza addestramento né coscienza delle proprie capacità. La mia voce replica a Marth ciò che Lion mi ha appena spiegato, ma la mia mente viaggia altrove… Il mio spirito sa utilizzare la magia nera fino a livelli così profondi… agli stessi livelli di Cledic… ma Lion dovrebbe essere un’entità pura, il cui potere viene dai Saggi, esseri che con la magia bianca possono modificare il mondo come meglio credono… perché, se così è, Lion avrebbe dovuto ricorrere ad una tecnica oscura? Relance, ascoltami. No, Lion, dopo.
Polura si osserva i polsi, alza lo sguardo verso di me e dice “ Così non sei un demone, vero? Sai chi ha inventato questa tecnica?”. Scuoto la testa. “ Fu attorno alla terza era che Cledic, uno dei signori degli Inferi, elaborò questa magia così da rendere impotenti coloro che ne venivano colpiti. L’ha utilizzata per uccidere, in alcuni casi, facendo collassale i corpi su loro stessi: si accorse che se limitavi il potere di un adulto fino al livello di un neonato, la forza interiore del corpo, chiamala chakra, chiamala aura, non riusciva più ad espandersi come faceva normalmente. Lo spettacolo era raccapricciante… i corpi si accartocciavano e divenivano grandi quanto un bambino di pochi mesi. Ti dico questo, demone, per dimostrarti che non puoi cercare di ingannarmi con elaborati discorsi. Io so. Io ho visto.”. Le ginocchia cominciano a tremarmi e mi sento venire meno… mi appoggio in avanti al muro allungando il braccio… Lion… ritira immediatamente il sigillo… No, Relance, è troppo rischioso. Non intendo assecondare i tuoi pensieri. Lo sai molto bene che non è importante quale mezzo si utilizza, ma ciò che importa veramente è colui che compie il gesto. Non mi interessa… non voglio che questa… schifezza… passi mai più dalle mie mani… ritira il sigillo……… Lion………… LION?!
“ Relance, fatti un giro, non mi sembra che tu stia bene. Ci penso io qui.”. Mi passo una mano sul volto e alzo lo sguardo su Marth. “ No, no, posso farcela, non c’è alcun bisogno…” “ Non è una richiesta. È un ordine.”. Il tono lapidario del mio amico mi arriva in pancia come un pugno. Ha lo sguardo deciso, la postura rigida… Ma non dovrebbe trattarmi così… Mi stacco dal muro e mi dirigo verso la porta. “ Sì, signore.”. Esco e mi avvio lungo il corridoio… anche Marth… cosa ho fatto per meritare un trattamento del genere? Che cosa ho fatto per meritare tutta questa sofferenza? “ CHE COSA DIAVOLO VI HO FATTO?!”. Urlo la mia frustrazione al cielo… ma il cielo non può andare in frantumi, le pareti non possono crollare… MALEDIZIONE! Prima che me ne renda conto, il mio braccio affonda nel metallo-diamante fino al gomito… dannazione… Perché? Perché non posso essere come un qualsiasi essere umano? Perché non posso rompermi la mano contro gli ostacoli? Perché devo possedere il potere di abbatterli tutti… e lasciare tutti gli altri dietro di essi… o sotto le macerie…?

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Marth aspetta che Relance sia uscito dalla stanza per voltarsi verso Polura. Prende fiato, ma sente l’amico urlare nel corridoio. Insolito, pensa, dato che le celle dovrebbero essere perfettamente insonorizzate. “ Ti chiami Polura, è corretto?”. Nessuna risposta. “ Come ti sei infiltrato nel nostro Garden? Il tuo obiettivo era uccidere Relance? E se sì, perché?”. Ancora nessuna risposta. “ Ti manda Galbadia? O sei in realtà uno di quei demoni che tanto disprezzi?”. “ Non riesco a sentire il tuo odore… è la prima volta nella mia vita…”. Marth solleva un sopracciglio. Inspira e replica “ Non sono in vena di enigmi. Vedi di spiegarti chiaramente.”. Polura ride e prosegue a parlare, più rivolto a se stesso che all’interlocutore. “ Da quando ho pochi anni io li vedo… demoni e umani… nessun dio… nessun angelo… ne avverto l’odore, li riconosco immediatamente… ma per la prima volta da quando ho memoria… sono libero da questa maledizione… Tu, ragazzo, potresti essere egualmente un demone o un umano, giudicando esclusivamente dall’aspetto esteriore… ma cosa sei in realtà?”. Il Preside osserva poco persuaso il prigioniero, ma decide di cogliere la palla al balzo. “ Mi chiamo Marth Aurolar, sono il Preside del Garden di Esthar, la neonata struttura, finanziata e realizzata per sostituire le altre due distrutte. In entrambi i casi, per un motivo o per l’altro, c’era lo zampino dei demoni. Io sono solo un essere umano a cui è stato strappato il fratello senza alcun motivo… io ho perso mio fratello Gabriel perché quello stupido si è gettato fra le braccia della morte per salvare i propri amici. Gli assassini sono stati i quattro fratelli dell’Apocalisse… l’esecutore diretto è stato Jakail.”. Polura cambia completamente volto, sciogliendo la maschera che celava le sue emozioni: sembra comprendere il dolore delle parole di Marth. “ Mi dispiace. È purtroppo nella natura demoniaca distruggere ogni cosa.” “ Su questo concordo appieno.”. Per un istante, entrambi i ragazzi sentono di essere per certi versi uguali. Marth sospira e sgretola molta della propria supponenza. “ I demoni distruggono tutto ciò che incontrano sul proprio cammino. Ho poche certezze nella mia vita, ma questa è divenuta una di esse. Ciò significa che consideri Relance parte di questo piano di annientamento di tutto, è corretto?”. Polura torna immediatamente serio e lascia intendere con il proprio silenzio che è così. “ Io conosco Relance da quando entrambi eravamo piccoli sognatori di dodici anni. Osservavamo il cielo stellato con gli occhi ricolmi di immagini meravigliose per il futuro. La vita, purtroppo, è stata molto dura con me. Sono dovuto diventare schiavo della strega Adele, poiché ella teneva sotto minaccia costante la mia famiglia. Successivamente, mi sono invaghito a prima vista di una ragazza meravigliosa, che oltre ad essere bellissima era anche forte e decisa… sto parlando di Prue. Al tempo non immaginavo che potessero esistere demoni, Inferni e spiriti guardiani… la ragazza è stata il mio passaporto per entrare in questo mondo che non sono ancora del tutto sicuro che sia reale. Fino a pochi mesi fa io ero un invalido e sono stato anche… ucciso. È stato tramite un incredibile miracolo della ragazza di Relance, Valia, alla quale mi ha detto il mio amico hai dato la caccia, se io sono qui oggi. Infine, mio fratello è stato ucciso…”. Polura considera la pausa di Marth come la conclusione del proprio discorso e dice “ Non mi impietosisco. Se ti raccontassi tutta la mia storia, probabilmente impazziresti per ciò che sentiresti.”. Il preside si riscuote e replica “ Non ne dubito. Ma si vede ad una prima occhiata che sei una persona sola che ha fatto del dolore culto della propria esistenza. Pensando a questa cosa… ho provato un forte senso di colpa… e una volontà irrefrenabile di aiutarti. Io, grazie a Relance, sono ancora capace di sperare. Anche per questo vorrei che mi ascoltassi.”. Polura si sente colto nel vivo e guarda Marth con occhi diversi: chi è quell’estraneo che si preoccupava per lui? “ Relance mi è stato vicino nel buio più profondo. Io ero rassegnato al mio destino come Cavaliere della strega Adele. La vedi questa?”. Marth si indica la cicatrice. “ A causa dei Guardian Forces e degli attriti nati tra me e… il resto del mondo… io e Relance siamo stati spinti a dimenticarci del legame che si era instaurato tra noi. Inoltre, a causa della sua estrema somiglianza con la persona che aveva sconfitto Adele, mi era stato ordinato di farlo soffrire. In un allenamento gli feci un taglio in mezzo agli occhi e lui, di getto, me l’ha restituito. In un’altra occasione l’ho ferito mortalmente e se non fosse stato per le cure di Valia oggi lui non sarebbe qui. Nonostante tutto questo, quando gli ho chiesto aiuto, è stato pronto a starmi a sentire… anzi, ha fatto di più… mi ha salvato salvando la mia famiglia dalle grinfie della strega. Relance mi ha donato la libertà e mi ha insegnato come disporre di questa libertà, creando legami con gli altri. Non ricordo occasione, da quel momento in poi, in cui Relance non fosse al mio fianco o nella quale io non fossi accanto a lui, nel bene e nel male. La sua forza nell’affrontare la scomparsa del suo amore, Valia, per mano di Prue mi è stato di grande ispirazione: ho capito, guardandolo, che se c’era la volontà, nessuno può essere fermato. È stato osservando il suo sguardo in battaglia, tra le lacrime, tra i sorrisi e durante la sua… logica pazzia… che ho trovato la forza e la determinazione di vivere davvero. Relance ha compiuto miracoli per chiunque: è riuscito a strappare la propria ragazza alla morte andandola a ripescare da Gaya, l’anima del mondo ove tutti gli spiriti dei defunti vengono precipitati. Può una persona che sparge vita attorno a sè essere un demone, un araldo della distruzione e del caos?”.

Polura, sebbene non lo dia a vedere, è profondamente colpito dalle parole di Marth… Che forza incredibile. “ Credo a tutto ciò che mi stai dicendo. Ti oppongo tuttavia la mia certezza: quella persona di cui tanto decanti le lodi è impregnato dell’odore acre e maligno della corruzione. Solo un demone possiede quell’afrore.” “ Relance è stato ferito e torturato dai demoni e le sue mani sono macchiate del loro sangue. Credi sia possibile che questa cosa alteri le tue percezioni?”. Polura è costretto ad abbassare lo sguardo: non lo sa, non gli è mai capitato prima, poiché i due mondi, umano e demoniaco, non erano mai entrati in contatto. “ Ammettiamo che io ti presti ascolto, Marth. Perché mi hai fatto tutto questo lungo discorso?”. Marth finalmente si sente chiedere ciò che aspettava da quando Relance gli ha riferito le poche frasi pronunciate dal loro prigioniero mentre i due si affrontavano. “ Voglio che tu ti fidi di noi. Non subito, magari, ma presto. Ne ho bisogno perché ciò che ti sto per chiedere necessita da parte tua un grado di fiducia non indifferente. Credo che tu conosca la risposta e ritengo che, avendo ascoltato la mia storia, comprenda perché voglio saperlo. Esiste un modo certo e privo di rischi per entrare all’Inferno?”. Gli occhi di Polura si riempiono di terrore. “ Se conoscessi davvero quel luogo non chiederesti un modo per entrarvi.” “ Io voglio vendetta…”. La voce di Marth inizia per la prima volta a tremare, resa incerta dalla rabbia e dalla frustrazione. “ Ho la speranza che le sofferenze mie e dei miei amici cessino un giorno. Ho la speranza che coloro che sono causa dei mali del nostro mondo paghino per ciò che hanno fatto. Ho la certezza che per fare ciò non possiamo continuare a difenderci, aspettare chiusi all’interno di queste mura che il giorno del giudizio arrivi. Dobbiamo muoverci, contrattaccare. Dobbiamo essere noi, stavolta, a penetrare nella loro casa. Purtroppo, però, non ho la minima idea di come questo possa avvenire. Per questo ho bisogno di te. Correggimi se sbaglio, ma tu all’Inferno ci sei stato… e anche per parecchio, direi.”. Polura annuisce.” E allora dimmi se esiste un modo per entrare…”.

 

 

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