

 
Affiliati









Vuoi farne parte?
TopSites



|
|
" Ti ricordi di noi? Abbiamo volato per i cieli, combattendo mille e più battaglie, sconfiggendo avversari ritenuti fino a quel momento imbattibili, abbiamo sfidato l'autorità suprema, e abbiamo vinto... Abbiamo spiegato le ali e siamo volati via... Abbiamo condiviso gioie, dolori e non ne siamo mai stati sconfitti..."
Chi sei? Non conosco la tua voce...
" Te l'hanno fatta dimenticare, ti hanno guidato in sentiero fasullo e su questo sentiero hai dimenticato chi sei... Tu chi sei?"
Che razza di domanda è?
" Dammi una risposta."
Sono Relance Clat, membro onorario del Comitato SeeD del Garden di Balamb, Generale SeeD. Io ho...
" Basta, basta, fermati. Non sprecare fiato ad affermare queste cose inutili e rispondi alla mia domanda. Tu chi sei?"
Ma... tu chi sei? Sei tu che mi stai parlando e io non ti vedo nemmeno!
" Mi fa davvero male vederti così... io che per prima ti ho amato... e poi ti ho odiato... Yumi-Khagn, ti dice niente questo nome?"
Amato?
" Come compagno, come capitano, come amico... e poi ti ho odiato come il demonio... davvero... non ricordi?"
Non ho mai conosciuto nessuno con quel nome...
" Quello che ti hanno fatto è assolutamente crudele, adesso lo posso vedere, e posso anche vedere quanto tu abbia saputo essere più saggio di chiunque altro... Da un lato è un bene che tu non ti ricordi di me..."
Non posso ricordarmi di te: io non ti ho mai incontrata...
" Credo... sia inutile proseguire... Come potrò, cercherò di proteggerti, Relance..."
" Relance, svegliati, siamo arrivati!". Eh? Apro gli occhi e vedo Marth ritrarre la mano dalla mia spalla. Ho la vista appannata... Mi alzo e guardo attraverso la finestrella sopra di me: il vento del deserto soffia gelido trasformando i granelli dorati in piccole stelle terrestri che volano su un cielo nero. La luna brilla pallida, illuminando tutto ciò che incontra: bene, eviteremo di inciampare sui mostri. Torno a sedermi e chiedo " Allora, ragazzi, mentre dormivo ci sono state novità?". Gabriel si schiarisce la voce mentre Marth dice " Il Garden ha subito un attacco da parte di tre navi Galbadiane... Per ora non abbiamo una base a cui fare riferimento perché il Garden stesso è scappato chissà dove... spero solo che Squall ci contatti presto...". Merda... una complicazione che non ci voleva... Dovremo cavarcela lo stesso... i alzo ed afferro il giubbotto di pelle nero, uguale a quello di Squall, e lo infilo, allacciando la cerniera. Gabriel, Marth e Levon si alzano quasi contemporaneamente e caricano delle... " Armi da fuoco? E a che ci servono?". Marth mi lancia delle briglie con due fondine per pistole e una fascia per un fucile. Mi guarda e risponde " Anche tu le hai date a Levon. Noi tutti qui usiamo solo armi ravvicinate, e anche se non dobbiamo farci scoprire, dobbiamo poterci liberare in fretta dei nemici e far sì che loro non abbiano il tempo di fare niente.". Slaccio il giubbotto di pelle e mi infilo le bretelle nere e le allaccio sul petto, poi lego alle cosce due lacci e chiudo la cintura alla vita. Marth mette la sicura ad un Revolver e si infila uno Shotgun nell'apposito spazio; Levon afferra un mitragliatore pesante e lo aggancia alla schiena; Gabriel prende due pistole narcotizzanti e anche lui un mitragliatore pesante... E a me? Uhm... due Desert Eagle e un fucile a canna mozza... Beh, accontentiamoci... Infilo le due pistole nelle fondine allacciate a lato delle cosce e poi infilo il fucile ne... un momento... " Marth, scusa un attimo... io posso capire te e tuo fratello, ma io e Levon usiamo i microcomprssori: questo affare a che ci serve?". Marth infila ad incrocio con il fucile a pompa il suo Javelin e dice " Le nostre armi non dovrebbero servirci, e in ogni caso ci metteresti troppo tempo ad estrarre l'arma, molto più tempo che ci metti ad estrarla da lì... quindi ecco perché usiamo queste imbracature...". Uff, ho capito, ha le palle girate, e quindi non vuol sentire ragioni... o ha ragione lui o nessuno, in questi momenti... va bene... darà un po' di fastidio a camminare...
Indosso nuovamente la giacca di pelle e la allaccio, infilandomi le mani in tasca per ripararle dal freddo. Gabriel schiaccia il pulsante di apertura del vano del furgone su cui ci troviamo, reggendo nella mano destra la sua bilama. L'aria tagliente e la sabbia mi colpiscono la faccia, facendomi sentire a mia volta a granelli... Usciamo tutti e quattro e osserviamo, da una ventina di metri di distanza, l'imponente struttura a trivella della prigione. Miseriaccia... e dobbiamo arrivare al piano più elevato... Speriamo bene... In fondo, all'interno, da quanto dice il fascicolo di missione, basta prendere il braccio meccanico... Il vero problema è entrare senza fare troppo rumore... Di solito, quando ci sono nuovi detenuti, le trivelle che rivestono le prigioni si attivano e scavano nella sabbia fino a che l'ultimo piano tocca il suolo... solo che, con la nuova politica anti-SeeD, ci hanno schedati tutti, quindi non possiamo falsificare niente, verremmo scoperti al primo controllo... e di certo non possiamo aspettare il prossimo convoglio di detenuti... E Squall... ha simpaticamente detto " Scavate!"... ma pensa te...
Brrr, che freddo... I questo stupido vento... uffa, mi scompiglia i capelli che mi finiscono sulla faccia! Che fastidio! " Allora, babbuino, tu che suggerisci?". Mi volto verso Marth che discorre con il fratello che risponde " Di sentire la tua proposta e poi fare l'esatto contrario, così di sicuro entreremo!". Che coppia... Levon inspira rumorosamente con il naso e poi si passa il dorso della mano sotto di esso, e dice " Forse avremmo dovuto portarci qualche rampino...". Uhm... Replico " Troppo alto, e se ci sono, come ci saranno, dei soldati là sopra, potrebbero avere la pessima idea di tagliarci i cavi mentre siamo sospesi ad una decina di metri di altezza e/o dare l'allarme... dobbiamo trovare un'altra via..." " Beh, Reel, vola, no? Come hai fatto quando mi hai salvata! Vola!" " Uhm... no... troppo alto... da solo forse ce la farei, ma sono zavorrato e dovrei poi portarmi sulle spalle o te o Gabriel... però... Tu che dici, Marth?". Marth alza lo sguardo al cielo e dice " No, non ce la possiamo fare. Forse con un po' di allenamento, ma non abbiamo il tempo." " Appunto...". Levon mi da un debole pugno sulla spalla facendomi incespicare in avanti e dice " Non possiamo restare qui per sempre! Hai detto che da solo ce la fai a salire là sopra, e allora vai! Poi trovare un modo per farci entrare!" " Ma sei poi voi venite catturati?" " Ma piantala una buona volta di pensare e agisci! Stiamo andando alla cieca, certo che non ci sono cose sicure a cui aggrapparsi, certo che dietro ad ogni scelta che facciamo potrebbe nascondersi un fallimento, ma che facciamo? Ci fermiamo dove siamo?". Ha ragione... uff, è un cosa tanto semplice... devo essere ancora rintronato da quel sogno... eppure non capisco perché... Mi si affianca Marth che dice " Va bene. Aspettateci qui, e se avete problemi, contattateci con il com-link, ok?". Levon alza gli occhi al cielo e dice " Va bene, va bene... volete perdere ancora un po' di tempo?". Mi lascio sfuggire una risata, molto più simile ad un rantolo... ok, Relance, ora concentrazione: sono quasi cento metri di volo, in verticale, con una bella zavorra... dovresti farcela, no? Vero? Fletto le gambe e spicco un salto in verticale. Mi vedo raggiungere subito da Marth, e sento Levon balbettare " Ma... ma... ANCHE LUI... ANCHE LUI VOLA?!". Oh, Levon...
L'aria fredda si fa sempre più tagliente, come se mille, invisibili fogli di carta mi passassero accanto, rigidi come metallo. Sento il centro del labbro inferiore cominciare a bruciare... devo essermelo tagliato... ahi, ahi, ahi, quanto brucia! Lo ritiro dentro la bocca e inizio a succhiare, mentre la ringhiera del piano esterno della prigione si avvicina sempre più. Allungo la mano destra e afferro la trivella, ad una decina di metri dalla meta... non vedo più Marth... Sarà poco dietro di me, oppure è già arrivato. Mi do un altro slancio verso l'alto e afferro subito la ringhiera, usandola come perno per frenare il mio volo e atterrare sul pavimento forato di metallo. Marth non c'è... Estraggo le pistole e mi piego in avanti, camminando lentamente e cercando di fare meno rumore possibile. Un deserto quanto quello che abbiamo lasciato prima... Sento un tonfo metallico alle mie spalle e mi volto, vedendo Marth. Mi si affianca e mi chiede " Tutto ok?". Io rispondo " Vuoto come la mensa durante l'orario di chiusura del bar..." " Non saprei dire se è un bene od un male..." " Lo scopriremo presto, ora muoviamoci! Scegli una via... destra o sinistra?". Marth alza un sopracciglio e mi guarda chiedendo " Mi prendi in giro?" " Sono serissimo! Scegli, forza!" " Uff... destra!" " Ok!". Comincio a muovermi verso sinistra e sento Marth emettere un muggito. Rido e mi volto dall'altra parte dicendo " Dai, scherzavo! Stiamo prendendo troppo sul serio questa cosa! Un po' di sana e puerile ingenuità!". Marth sospira e si dirige velocemente verso il ponte sospeso che conduce alla trivella di destra. Mi affianco a lui e punto in avanti le due pistole. Avanziamo lentamente e... cos'è questo ronzio? Mi volto e vedo una piccola luce rossa, di fianco all'obiettivo di una telecamera a circuito chiuso, lampeggiare irriverente... Sparo subito un proiettile, facendola esplodere! Marth mi da una gomitata sul braccio e io guardo in avanti... Oh, ho... Le piccole piattaforme che compongono il ponte cominciano a rientrare in un piccolo condotto, mentre scatta l'allarme. Faccio un piccolo salto ed inizio a levitare, mentre, premendo il tasto dell'auricolare, attivo il com-link. Volo in avanti mentre dico " Levon, Gabriel, c'è stato un problema: una telecamera a circuito chiuso ci ha inquadrati e qui è scattato l'allarme! Andatevene, ce la sbrighiamo io e Marth!". Un microfono dall'altra parte gracchia e sento poi Levon rispondere " Ricevuto! Fate attenzione! Rimaniamo in zona per recuperarvi!". Tolgo il dito dall'auricolare e mi sposto schivando un palo color terra... Che pivello: neanche un SeeD di livello 1 si dimenticherebbe di una cosa importante come controllare che non ci siano telecamere! Che pivello! Davvero! E sono pure un Generale!
Atterro e di fronte a me si apre una porta automatica, che scorre di lato, rivelando quattro soldati semplici di Galbadia. Mi abbasso evitando il Blade di uno e lo colpisco alla schiena facendolo cadere di sotto. Marth, dietro di me, spara un colpo di Revolver e poi salta in avanti colpendo al volto con un calcio un soldato. Evito un secondo attacco con il Blade e mando anche questo soldato a far compagnia al suo compare. Ripongo le pistole e rotolo in avanti, entrando nella porta prima che mi chiuda fuori... ma Marth non è abbastanza veloce... Mi rimetto in piedi e mi premo contro la porta di metallo chiedendo " Marth, ci sei?". Dall'altra parte, con una voce alquanto ovattata, Marth risponde " Già, sono qui! Scusami, mi sono distratto! Sono... un po' stanco, abbi pazienza... anche prima, non mi sono accorto..." " Lascia stare questo ora! Cerca di buttare giù questa porta, o trova un altro ingresso. Io intanto cerco di nascondermi o... beh... insomma... farò qualcosa! Se mi allontano troppo, avvisami con il com-link quando sei riuscito ad entrare..." " Va bene! In guardia!" " In bocca al lupo, amico mio!".
Impugno la pistola di destra con entrambe le mani e scendo lentamente la scalinata... non sento rumori di passi... o lo sbavare di mostri... o qualsiasi altra cosa... Mi abbasso e osservo la stanza successiva: è una stanza circolare, con delle lunghe postazioni computerizzate a semi-cerchio, a cui lavorano due uomini in camice... Estraggo anche la seconda pistola e scendo più spavaldo, puntando un arma per ogni nemico. Dico ad alta voce " Ok, signori miei! Alzatevi con le mani in vista e voltatevi verso di me!". I due tecnici mi guardano stupiti e alzano subito le mani. Mi fermo alla base della scalinata ed ordino " Avvicinatevi! Lentamente...". Un tecnico dice " Non... non possiamo! È scattato l'allarme... se qualcuno, all'interno di questo semi-cerchio muove anche solo un passo, si attiva il sistema difensivo e due mitragliatrici trivelleranno di colpi tutto ciò che produce calore in questa stanza!". Mi avvicino cautamente, stando ben attendo a non mettere piede nel semi-cerchio delineato da un pavimento metallico di colore diverso. Continuo a tenere puntate le mie armi verso i due tecnici e chiedo " Se è vero, che vantaggio avreste a dirmelo? Verrei ucciso!". Il galbadiano di prima deglutisce e risponde " Lo giuro, è vero! Ma se ci muoviamo, verremo uccisi anche noi: il sistema non distingue il personale o i soldati dai nemici! Ti prego, non farci del male!" " Non ne ho intenzione, se voi non ne farete a me... Ora sedetevi alle vostre postazioni e fate come se io fossi un piccolo meschino che vi ha infastidito solo per qualche minuto e che ora se ne va senza dare più problemi...". Il tecnico che mi ha rivolto la parola si siede all'istante, ma l'altro rimane in piedi. Lo punto con entrambe le pistole e gli chiedo " Preferisci stare in piedi a sgranchirti le gambe? Siediti!". Il galbadiano mi guarda crudele e dice " Mai, bastardo SeeD. Preferisco morire con te che farmi umiliare in questo modo: il popolo Galbadiano non si arrenderà mai a dei ragazzini che brandiscono delle pistole e minacciano la nostra incolumità! Muori con me o arrenditi!". È così, eh? " Non sei nella posizione giusta per fare minacce, amico. Siediti su quella sedia e fai un favore alla tua famiglia, se ce l'hai..." " Ce l'ho una famiglia, e la proteggerò dal male che incarnate! Se mi arrendessi, invece la disonorerei, getterei fango per salvare la mia vita... questo mai! Posa le tue armi!".
Provo il desiderio irrefrenabile di sparargli...
" Te lo ripeto per l'ultima volta...". Faccio scattare la sicura della pistola sinistra. " Siediti e dimenticami.". L'altro tecnico, sudatissimo, dice con voce tremante " Mich... ti prego... dagli retta... non otterremo niente... siediti...". Il tecnico, come se fosse posseduto da qualcosa, sputa a terra... oddio... che paura... pensavo attivasse le difese... e poi dice " Mi fai ribrezzo, Yugh, me lo hai sempre fatto! Sei debole, e lasci che questi bastardi governino lo stato di Galbadia... facciamola finita!". Mich alza la gamba destra, ma io sparo e lo colpisco alla spalla sinistra con due proiettili, facendolo cadere all'indietro sulla sua sedia, la quale... oh, merda... La sedia sta cadendo! Comincio a correre verso il tecnico Yugh e salto in avanti, cadendogli addosso in un abbraccio, e cadiamo entrambi sotto la sua scrivania. Mich sbatte a terra e rotola sotto la scrivania, mentre sento il ronzio di qualcosa che scende dall'alto... Yugh geme quando il rumore di molti proiettili picchietta contro il ripiano sopra di noi... Dall'altra parte, Mich è messo allo stesso modo, anche lui protetto e bersagliato dalle scariche di una mitragliatrice... Allora... ragioniamo... una mitragliatrice è alla mia sinistra... e una... alla mia destra... o dietro di me... forse dietro, visto che colpisce perfettamente il ripiano di fronte a me... " Yugh, giusto? Stammi bene a sentire: io non sono venuto qui per uccidervi. Sono un SeeD, è vero, ma non voglio farvi del male. Quindi CREDIMI quando ti dico che se starai qui sotto, fermo e calmo, non ti accadrà niente, ok? Il tuo collega si è meritato quel colpo alla spalla, ma non è mortale, quindi non preoccuparti!". Yugh annuisce continuando a proteggersi la testa con le mani. Forza, allora... vediamo di fermare queste macchine e di andarcene di qui...
Rotolo fuori, sentendomi rimbalzare accanto migliaia di proiettili. Salto in verticale, ruotando sull'asse delle mie spalle, e allargo le braccia, sparando. Maledizione, c'è troppo rumore, non riesco a sentire bene da dove partono i proiettili e dove invece finiscono i miei! Riatterro e rotolo all'indietro, per poi fare una serie di ruote nella medesima direzione. Rimbalzo contro il muro e allora cado in avanti, supino, ma mi rimetto subito in piedi saltando di fronte a me. Le pallottole mi sibilano accanto, ma queste... dalla mia destra, il volume di fuoco è maggiore... Sì, ne ho individuata una! Salto di lato e poi all'indietro: eccola, proprio di fronte a me! Incrocio le pistole ed esplodo un paio di proiettili per entrambe le armi, e poi rotolo mettendomi di nuovo in piedi, esattamente sotto l'arma meccanica. Non l'ho nemmeno scalfita... Accidenti a Marth e alle sue pistole! Ora si fa come dico io! Lancio a terra le mie due armi e salto in verticale, estraendo il Gunblade e tagliando il braccio che sostiene la mitraglietta, tranciandolo di netto. Mi abbasso, nascondendomi dietro il bancone... Meno una... ora devo trovare l'altra... Scavalco con un salto il ripiano computerizzato e faccio ruotare attorno a me la mia arma, deviando i proiettili. Ora si ragiona! Alzo lo sguardo e vedo subito, esattamente di fronte a me, la mitragliatrice meccanica. Ruoto sul mio asse, continuando ad agitare attorno a me la mia arma, e poi salto in avanti, continuando ad avvitarmi in aria. Supero l'arma, mi do la spinta dal muro dietro di essa, e poi la taglio a metà. Atterro.
Che fatica... Vediamo come stanno questi... Guardo sotto il bancone e... oh... no... Yugh... è stato... ucciso da una scarica di molti colpi su tutto il corpo... Mi... dispiace... deve essere stato quando mi sono nascosto dietro il suo bancone... Accidenti... Scavalco la postazione computerizzata e guardo Mich... trema e si regge la spalla... ma a parte quello è indenne... Che ingiustizia... Appena mi vede mi sputa sulla guancia un misto di saliva e sangue molto denso e mi mostra i denti gialli. Mi pulisco con il dorso della mano e gli dico, afferrandolo per il colletto, " Stammi bene a sentire, deficiente, sebbene abbia una voglia matta di riempirti di botte, ti lascio stare, così che tu ti renda conto di cosa hai ottenuto con il tuo gesto: non solo io sono ancora vivo e vegeto, io, un bastardo SeeD, ma il tuo amico innocente ci ha rimesso la vita per la tua stupidità! Visto che la fortuna ha sbagliato strada camminando per questa stanza, sfrutterei questo immeritato regalo che ti ha fatto per meditare su te stesso e su ciò che hai fatto!" " Quello era un debole, un traditore che si è arreso subito al nemico! Meritava la morte quanto te, ragazzino! IO sono il vero orgoglio Galbadiano, così come il nostro presidente! È su Galbadiani del genere che si fonda il nostro impero!". Non lo sopporto più... Gli do un pugno in faccia, facendogli scrocchiare la mascella e rompendogli il naso, che spruzza un piccolo schizzo di sangue sulla bocca del tecnico. Lo sollevo di nuovo con la mano con cui gli reggo il colletto e gli dico " Ho notato che questo stato si fonda su uomini fuori di testa, infatti! Ora stai zitto e cerca di fermare la tua emorragia! Non cercare di urlare, non ti conviene, ti ho rotto la mascella, ti faresti solo male!". Lo sbatto di nuovo contro il pavimento e poi mi allontano...
Odio fare così, non è da me... questa guerra... sta tirando veramente fuori il peggio della gente... da una parte o dall'altra... devo imparare a controllarmi...
" Una volta ci riuscivi, Relance, ed eri magnifico..."
La voce di Yumi mi riecheggia nella testa dicendo questa frase... ma ci sei? Che cosa vuoi da me?
" Che tu ti ricordi com'eri per permetterti di vincere questa battaglia... tu non ricordi, vero?"
Non ho niente da ricordare, ora lasciami in pace...
|