

 
Affiliati









Vuoi farne parte?
TopSites



|
|
Valia barcolla leggermente al mio fianco. Sorrido e la guardo “ Non mi dirai che hai sonno, vero?”. La mia ragazza, attraverso migliaia di veli di sonno che le oscurano gli occhi, mi lancia un occhiataccia e replica “ Sono le tre del mattino, Relance… è ovvio che ho sonno, sono andata a letto meno di sei ore fa…”. Le do un bacio sulla fronte e replico “ Ti avevo detto che potevi aspettare che la macchina presidenziale ti passasse a prendere con gli altri, ricordi? Io ho solo voluto fare due passi per schiarirmi le idee…”. Valia nasconde uno sbadiglio con il dorso della mano e sbatte le palpebre per ripulire gli occhi inumiditi. “ Oggi è un giorno importante, amore… non potevo lasciarti solo. Sono due mesi che ci rimugini sopra.” “ Appunto per questo ho bisogno di schiarirmi le idee…”. Il passo che ci accingiamo a fare è davvero incredibile… la struttura regalataci dal governo Esthariano è stata ultimata nei tempi previsti e oggi ci sarà l’insediamento delle cariche dirigenziali… dopodiché, passati un paio di giorni, gli studenti avranno accesso al nuovo Garden e riprenderanno, seppur lentamente, il loro tirocinio… tutto bene, tutto magnifico, tutto provvidenziale… ma io non riesco a stare tranquillo… e la mia inquietudine deriva dalla consapevolezza… Io SO che non saranno quattro muri di pietra, per quanto solidi e fortificati che siano, a difenderci dalla minaccia che Cledic rappresenta… Il Garden di Balamb era anch’esso una fortezza, sospesa in aria, piena zeppa di gente addestrata e più che capace di difenderlo in caso di attacco… eppure… solo le macerie ricordano ciò che è stato…
“ Non dici niente?”. Rivolgo la domanda a Valia sperando che sbadigli o mi guardi male, così che io possa distrarmi dai miei pensieri… “ Aspetto che tu finisca di parlare con te stesso.”. Volto la testa verso di lei… sebbene il viso non suggerisca una grande presenza mentale e gli occhi siano pronti a chiudersi da un momento all’altro, la voce della mia ragazza è più che attenta. “ Lo so che pensi che questa struttura non sia poi tanto diversa dal precedente Garden. Le sue difese possono reggere l’attacco di Galbadia o di qualsiasi potenza terrena… ma se Cledic vorrà entrare non avrà difficoltà. Capisco che sapere questa cosa ti abbatta… ma, amore, pensa alla speranza che questo regalo di Laguna infonderà agli studenti: sebbene privati di una patria, di una casa, di uno scopo siete stati capaci di ricominciare. Ciò che vi è capitato è paragonabile all’inabissamento del continente di Galbadia o al genocidio degli Esthariani… eppure voi siete ancora qui, già pronti a rialzarvi solo dopo due mesi! Voi generali e, soprattutto, Marth in veste di Preside dovrete essere un ispirazione ad ambire ad un futuro migliore, supportati da una dimora ben più grande e fornita di prima! La guerra con i demoni è un'altra storia… oggi non si parlerà del passato, ma si deciderà del futuro… e il futuro è pieno di buoni auspici per il corpo di elitè SeeD! Siete uno spiraglio di speranza in un intreccio fatto di oscuri presagi. Cambiare sede dopo averne perse due, Balamb e Trabia, non farà cambiare il vostro spirito. Sbaglio o me l’hai ripetuto fino alla nausea dopo quella sera sul balcone?”. È vero… ricordo le giornate intere passate con Valia a descrivere come si comporta un SeeD, a cosa deve ambire e quanto la fortuna conti davvero poco nell’insegnamento dello spirito SeeD… la sua curiosità insaziabile era per me un divertente gioco e parlavo con orgoglio del gruppo di cui facevo parte… “ Oggi è uguale a ieri e il domani non sarà diverso. Cambiano i nemici, cambiano le difficoltà e cambiano i protagonisti, ma nessuno potrà mai strapparvi ciò in cui credete.”. Mi fermo e stringo a me Valia… non c’è bisogno che io parli, lei sa esattamente quello che penso ed è già pronta a replicare nella maniera migliore… “ Reel… amore… ti amo… ma il metallo della tua divisa mi sta deformando la faccia!”. Rido e la lascio andare, osservando i leggeri segni rossi causati dall’adesione alle rifiniture in argento ed oro della mia veste da gala. “ Scusami, tesoro… l’ho sempre detto che queste cose sono più un impiccio che altro!”. Valia mi fa una carezza, afferra i lembi inferiori della mia divisa e comincia a chiudere i bottoni. “ Devi essere il più bello di tutti, non sembrare il primo barbone raccolto sul ciglio della strada!”. Giunta sotto il mio colletto finisce di sistemarmi la divisa, mi carezza il collo e poi si solleva per baciarmi.
Il brusio è alquanto fastidioso quando io e gli altri generali saliamo sul palco di legno innalzato dagli operai prima di comunicarci un po’ bruscamente che ‘il culo ce lo siamo rotti, ora non vogliamo fare altro che andare a dormire!’. La folla è impressionante: oltre ai SeeD di ogni rango e grado di Trabia e Balamb si sono uniti per festeggiare l’evento anche i fratelli di Galbadia. Non vorrei essere al posto dei cuochi messi a disposizione per la festa da Laguna… saremo si e no un migliaio di persone… immancabile l’intero parlamento di Esthar in pompa magna e Laguna stretto nella sua camicetta verde e i pantaloni marroni… i capelli, però, sono sciolti e ricordano una sua foto, scattata una ventina di anni fa, di quando era una giovane recluta di Galbadia… Incredibile il percorso che ha fatto, da quanto lontano, geograficamente e soprattutto ideologicamente, sia partito. Il presidente di Esthar intercetta il mio sguardo e risponde esibendo il sorriso più largo che ha e salutandomi con la mano. Soffoco una risata e torno a concentrarmi sul palco. Prendo posto tra Quistis e Levon, allargando le gambe e unendo le braccia dietro la schiena, come da manuale. Squall è incredibile oggi. Ha rispolverato un vestito realizzato da un vecchio disegno fatto fare ad Edea da un sarto quando lei e suo marito pensarono all’uniforme da Gala del preside del Garden… nelle altre strutture non so, ma certamente né Cid né Squall lo hanno mai indossato… sino ad oggi, almeno.
L’abito è di una spenta e chiara tonalità di azzurro, con polsini ed estremità della giacca color vaniglia; la parte superiore del vestito è chiusa da un bottone dorato collocato alla metà esatta del petto, che lascia un ampia e corta scollatura sopra e una discreta apertura a coda di rondine sotto. Negli spazi aperti della divisa spicca la solita maglietta che sia lui che io indossiamo sempre. I pantaloni sono azzurri come il resto d’abito, rigati all’esterno da una striscia bianca e sorretti da una elaborata e affascinante cintura blu notte, con la fibbia dorata, collegata ai lati ad una mezza gonna che cinge i fianchi e cela il sedere. Sulle spalle Squall ha lo stesso tipo di ricamo in fili dorati caratterizzanti le altre uniformi da gala, esaltati dal tessuto sotto di essi che anche qui torna color vaniglia; le uniche differenze sono che le spalliere dell’abito del Preside possono essere asportate e con esse anche il mantello, fatto di un materiale diafano che prende il colore dello sfondo su cui si proietta. Tra una spalla e l’altra, una corda color sabbia.
L’abito è certamente stupendo, ma non ce lo vedrei mai su uno spirito libero e un fisico come quello di Cid. Su Squall, invece, con i capelli lucidi e ordinati di fresca lavatura, il viso da adone e lo sguardo da predatore, il fisico asciutto e ben modellato dall’addestramento sta veramente bene! Rido. E se devo osservare le ragazze immediatamente sotto il palco direi che sono d’accordo anche loro! Ma la cosa più importante di tutte: il suo vestito sembra sorreggere un immenso cartello immaginario, con sopra scritto: NOI SIAMO SEED E SIAMO ORGOGLIOSI DI ESSERLO!
Il nostro Preside si schiarisce la voce, mentre tutto l’uditorio tace all’istante. Ottimo stratagemma per richiamare l’attenzione e provare il microfono. Appena inizia a parlare, la sua voce risuona piena e potente. “ Benvenuti a tutti, amici e compagni di ieri e di oggi. Ci troviamo nel territorio amico di Esthar, riuniti in festa e ansiosi che tutta questa giornata finalmente convogli al momento più importante: il pranzo comune.”. Un coro di risate si solleva dal pubblico a seguito della battuta di Squall. Noi Generali restiamo impassibili, non solo perché Quistis si è subito voltata a controllare che non ci scomponessimo, ma anche perché noi dobbiamo essere in questo momento un baluardo di serietà inflessibile. “ I ringraziamenti si sprecano. Vorrei innanzitutto porgere la nostra riconoscenza a tutto il governo Esthariano, presieduto dal Presidente Laguna Loire: esso non solo si è accollato tutte le spese necessarie alla realizzazione della struttura che si erge alle mie spalle, ma ha protetto gli acerrimi nemici di Galbadia, ponendosi in una situazione diplomatica molto scomoda.”. Un applauso si solleva e ad esso ci uniamo anche noi, sempre rimanendo molto composti e compresi nel nostro ruolo. Con la coda dell’occhio, vedo Valia da dietro le quinte che sgomita in maniera complice con la dottoressa Kodowaki, deridendoci. Squall lascia che l’applauso si esaurisca e poi riprende. “ Oltre al cervello di questa decisione, è indiscutibile porgere i nostri più sentiti ringraziamenti agli ingegneri, agli architetti, ai fisici, agli operai e a tutti coloro che hanno contribuito, fisicamente o spiritualmente, alla nascita di questo edificio. Grazie dal più profondo del cuore.”. Le ultime parole di Squall si perdono nelle urla e nei fischi della gente, che indirizzano gli sguardi verso la tribuna d’onore montata apposta per gli uomini politici di Esthar in fretta e furia la notte scorsa da Luke, John, Zell e Irvine. “ E ora…”. La voce di Squall sovrasta in parte il rumore, ma è quanto basta per richiamare il silenzio. “ Ho solo poche parole da dirvi. Ho guidato per quasi quattro anni il Garden di Balamb, ho stretto rapporti con molti dei SeeD e del personale all’interno di esso. Ho studiato, combattuto, vissuto assieme ad ognuno di loro e di tutti gli altri abitanti del Garden. Ho cercato, con tutte le mie forze, di essere una guida per i veterani e per gli inesperti, di avere coraggio per me stesso e per tutti. Ho dato il massimo per la nostra casa, per i SeeD, e per gli amici.”. Squall fa una pausa… non so se per dare maggior risalto alle sue parole o perché è sommerso dal fiume dei ricordi. Quante ne ha passate in quattro anni? Tante, veramente tante… ha solo ventitre anni ma sembra un uomo vissuto, che ha visto tutto del mondo ed è entrato fino nelle sue viscere a conoscerne i segreti. Squall è sempre stato insoddisfatto per natura, sempre alla ricerca di qualcosa che sentiva mancargli… eppure ora lo vedo sereno, felice, con l’anello di fidanzamento al dito, nascosto sotto i guanti di velluto azzurri, e gli amici nel suo cuore. Forse anche grazie a questo è pronto a farsi da parte… “ Non mi ritengo un Preside all’altezza del mio predecessore, il vero Padre di tutti noi: Cid Kramer. Io ho fatto la mia parte e ho cercato di guidarvi attraverso le difficoltà. Ma come la professoressa Trepe era solita ripeterci sempre durante le lezioni, ciò che conta di più nella vita è l’umiltà, perché essa da il giusto metro di valutazione del mondo e di come esso gira. Per questo so che c’è una persona più degna, più capace e più forte di me, ora.”.
Quest’ultima frase cade sul pubblico con la forza di una bomba. Il silenzio, già totale fino ad ora, scende in maniera anche più profonda, se possibile, caricandosi di tensione e confusione. “ Egli è un SeeD, come tutti voi, ma che ha caratteristiche importantissime per un leader: sa prendere decisioni logiche e corrette in breve tempo, con freddezza; è sempre in prima fila, non importa quale fosse la situazione, se un operazione militare o un dibattito sul futuro del Garden e per questo credo che molti di voi possano già intuire di chi sto parlando, lo avrete certamente visto in azione… ma ciò che mi ha portato a lasciare la mia carica e indicare lui, come da regolamento SeeD, per succedermi è stata una cosa, che è la più importante di tutte: egli è la persona con il cuore più grande che io abbia mai visto. Sotto l’aria severa, il tono inflessibile e la durezza della roccia c’è un ragazzo per cui gli affetti, dalla famiglia agli amici fino ai compagni, sono la cosa più importante. Questa persona è consapevole di avere abilità fuori dal comune e quindi non le tiene per se, ma le regala a coloro che gli stanno attorno, per il bene altrui prima del proprio. Ha perso tanto per questo suo modo di fare… ma è sempre andato avanti… e io mi sono dato una risposta sul perché egli sia ancora qui, fortificatosi mano a mano che le ferite gli si rimarginavano… Questo ragazzo… questo… mio amico… sa vedere oltre il sacrificio, sa vedere oltre la sofferenza e la durezza della vita… e quindi sa che certi sacrifici non sono vani e che, per quanto duri che siano, se vanno fatti egli non si tirerà mai indietro. Queste sono le caratteristiche giuste di un buon Preside, di una guida e di un compagno. Ecco perché oggi io lascio la mia carica di Preside del Garden di Balamb e indico il Generale e Membro del Consiglio SeeD Marth Aurolar come mio successore.”. L’accorato discorso di Squall, il suo sguardo un po’ languido e le fantastiche parole che ha usato mi salgono agli occhi sotto forma di lacrime. Deglutisco e cerco di non sbattere le palpebre, mentre subito inizio a battere le mani, non appena Marth solleva lentamente lo sguardo e si dirige a passi lunghi e distesi verso Squall. L’ormai ex-preside si sfila la spalliera con il mantello e, non appena il mio amico gli è vicino, glie la infila, sopra la tenuta da battaglia SeeD… non avevo notato non indossasse la veste da gala… Evidentemente lui e Squall si erano messi d’accordo che il passaggio sembrasse quasi un incoronazione. Le ultime parole di Squall al pubblico sono “ Ogni Generale, dopo il discorso di insediamento del Generale Aurolar, porrà il veto sulla sua elezione, indicando se concorda con tale decisione oppure no e dando una motivazione in ambo due i casi. Ora lascio la parola al Generale.”. Squall si allontana battendo le mani, invitando così tutti ad imitarlo, e si mette in riga al nostro fianco, passandosi la mano sugli occhi. Ora che è qui in mezzo a noi non se ne andrà… lui non lo accetterà mai, ma sono certo che come Cid prima di lui… Squall sarà un Preside ricordato e anche rimpianto… amico, compagno di battaglie, guida e ispirazione per tutti i SeeD che hanno operato sotto di lui… Con lui al comando tutto il Garden ha funzionato in maniera invidiabile, le nostre entrate sono aumentate notevolmente e così anche la paga dei SeeD è potuta salire… Sotto di lui siamo sopravvissuti alla guerra contro Galbadia, in tutte le sue molte facce, e non siamo stati completamente sconfitti dall’assalto demoniaco… Squall, da solo con i suoi amici, ha impedito il ritorno delle streghe, Edea e Adele, e salvato il nostro tempo dall’ombra di Artemisia. È un eroe, un vero eroe… Marth sarà certamente all’altezza del proprio compito ma… dovrà competere, sebbene non direttamente o volontariamente, con la grande figura di Squall Leonarth, il secondo Preside del Garden di Balamb.
Marth osserva con sguardo spento l’intero uditorio, quasi fosse spaesato… Che pessimo momento per lui questo… il lutto nel cuore per la perdita del fratello Gabriel, il peso della responsabilità di un nuovo inizio e la fatica di tutti gli ultimi eventi, dalle sue ferite appena rimarginate alla lotta contro i Demoni… Sarà già tanto se riuscirà a proferire parola… “ Chiedo perdono per la mia incapacità di parlare in pubblico. È una cosa a cui mi abituerò molto presto.”. Che pessima idea cominciare un discorso con delle scuse… Noto una vena di imbarazzo sul volto di molti Generali… posso capirli… “ Quanti di voi oggi credono che il mondo possa cambiare?”. Silenzio. Marth non prosegue… “ Non è una domanda retorica, vi sto chiedendo davvero di alzare le mani e mostrarmi quanti di voi hanno fiducia nel futuro che ci sta di fronte.”. Parecchie mani si sollevano, anche se sembrano veramente poche rispetto alla massa di SeeD presenti… Noto però con piacere che tutti i membri del governo esthariano hanno fatto un cenno. Marth annuisce e dice con tono funereo “ Già… Che futuro possiamo avere di fronte alle difficoltà che ci si parano di fronte? Forse ci stiamo solo dibattendo, sognando una speranza vana, come un pesce in una pozzanghera…”. Accidenti… vorrei andare lì e fermarlo… prima che prosegua con il suo discorso… “ Ma io non credo che sia così.”. Marth si trafigura all’improvviso, raddizzando le spalle e indurendo lo sguardo. “ Io non credo che non ci sia un futuro. Il domani non ci è nemico. Come lo so?”. Pausa, quanto basta perché la domanda venga elaborata da ogni presente… “ Lo so perché io oggi non vedo un gruppo di pochi, stolti disperati, ma una grande forza vitale, che allunga le proprie mani e sogna, spera… ama… Il nuovo Garden di Esthar? Con rispetto per tutti coloro che l’hanno creato, è solo un cumulo di cemento, metallo e fili elettrici. Cosa lo rende diverso dal Cannone Imperio di Galbadia?”. L’attenzione al discorso del nuovo Preside è quasi palpabile… “ A me pare una domanda banale. Siamo noi. Noi in tutto ciò che ti caratterizza. E questo vale anche per gli altri Garden. Chi meglio dei SeeD di Trabia può dimostrarcelo? Saranno loro a decidere se fondersi con noi di Balamb nel popolo dei SeeD di Esthar, ma quale che sia la loro scelta, non smetteranno mai di essere SeeD, di portare avanti i nostri valori e la nostra forza. Noi siamo la forza vitale, noi siamo padroni del futuro, nostro e dei nostri compagni. Nessuno può toglierci questo nostro diritto, il diritto di vivere in un mondo migliore. Ovunque saremo questo sarà il nostro obiettivo, la nostra aspirazione nella vita. Perché siamo qui oggi? Perché sappiamo che con i nostri compagni accanto, la nostra grande famiglia, avremo maggiore forza per vivere e sperare. Siate orgogliosi di ciò che siete, perseguite il vostro obiettivo e non fatevi fermare da niente e da nessuno. Credetemi… con la mano stretta attorno a quella del nostro più sincero amico… o con l’amore di amici e familiari nel cuore… nessun ostacolo sarà mai invalicabile. Ho concluso, perdonate la mia brevità.”.
Le urla, gli applausi, i fischi, le ovazioni si sollevano a una voce… incredibile… è stato un discorso ispirato, semplice e scarno… ma di una forza incredibile… ma ciò che più mi rende contento e orgoglioso di Marth… è che sa sempre attingere forza per andare avanti, forza per se stesso, forza per gli altri… un discorso buono come il suo diventa eccezionale sapendo che l’ha pronunciato con il suo attuale stato d’animo… Gli applausi non si interrompono, la gente è in piedi, entusiasta di Marth e Squall. “ Ora, è il turno dei miei amici e colleghi. Il mio futuro al comando di questa Famiglia è in mano loro.”.
Valia barcolla leggermente e io la sorreggo con maggiore forza. Il pranzo è diventato un lungo, interminabile convivio. È comunciato più o meno all’una del pomeriggio ed è finito ora, alle dieci di sera. Ci sono stati balli, canti, festeggiamenti di ogni sorta… e si sa, in queste situazioni alzare il gomito è facile… ma da Valia non me lo sarei mai aspettato! Non è ubriaca, solo un po’ brilla, quanto basta per renderla euforica… Canticchia un motivetto stonato da quando ci siamo allontanati dalla tavolata e siamo entrati per la prima volta nel Garden di Esthar, diretti verso la nostra stanza. L’intera struttura è immersa in una penombra bluastra e solo il suono del canale interno rompe un silenzio di tomba. È incredibile… gli interni sono identici al Garden di Balamb… l’architettura arrotondata, i colori del mare nelle sue mille sfumature sparsi tra cestini, ringhiere, porte, accostato al colore bianco sporco. Fantastico… anche la tromba dell’ascensore è uguale, salvo per la completa trasparenza del tubo. Nove ascensori, che si inerpicano a gruppi di tre lungo la grande colonna centrale. Svolto a sinistra e Valia mi cade tra le braccia, presa alla sprovvista. Interrompe la sua allegra canzoncina e ride vedendomi. Mi passa un dito sulla guancia e dice “ Ciaooo!”. La sua voce stona mentre parla. Rido e la afferro sotto le gambe, pronto a trasportarla. Lei emette un grido divertito, come se stesse andando sulle montagne russe. Settima camera a sinistra lungo il corridoio A… Beh, almeno non dovrò fare chilometri ogni giorno per uscire e entrare dalla stanza! Cinque… sei… sette. Eccola. Batto il fianco contro il pannello elettronico, che identifica la mia nuova tessera di Membro del Consiglio SeeD e sblocca la porta… Oddio… per poco Valia non mi cade dalle braccia… il salone d’ingresso è illuminato da una fioca luce giallastra… sarà lungo almeno quindici metri e largo venticinque… Sulla sinistra una piccola porta aperta mostra il bagno; a fianco, una grande porta bianca, chiusa; sulla destra si trova un'altra stanza, con tre letti, di cui uno a castello; sul fondo del salone, vicino alla grande vetrata oscurata da uno spesso tentaggio, c’è un apertura senza porta, che conduce alla cucina, aperta verso l’interno da uno spazio nel muro… è enorme… Mi dirigo sulla sinistra, accanto al bagno… immagino sia questa la camera da letto… La porta scorre di lato appena mi avvicino e la stessa gradazione di luce dell’ingresso illumina la stanza. È semplice, ma stupenda… un grande, grandissimo armadio bianco incastrato nel muro a sinistra; il letto matrimoniale, incorniciato da una mezza luna, con il copriletto celeste e le lenzuola candide; infine, sulla destra, una porta a vetri scorrevole, che si affaccia su un discreto balconcino. Diciotto metri quadrati di stanza, come minimo…
Mi dirigo immediatamente verso il letto e vi appoggio Valia. Mi sollevo, ma con un movimento fulmineo, lei mi afferra per il collo e mi blocca. Perdo l’equilibrio e le cado accanto, sempre stretto nel suo abbraccio. Lei ride divertita e mi da un bacio sulla punta del naso. Il materasso è di una comodità incredibile… Valia ride ancora e dice “ Sono un po’ brilla, eh?”. Le passo una mano sulla guancia e le rispondo “ No, hai solo bevuto quindici o sedici bicchieri di vino, nulla di che.”. Lei alza le spalle e mi bacia. Hei… c’è qualcosa di strano nel suo modo di baciarmi… lei si allontana, ma non più di tanto “ Allora deve essere altro quello che mi fa sentire così…”. Prima che me ne renda conto, Valia rotola, sovrastandomi e affondando le sue labbra e la sua lingua nella mia bocca. Rispondo al bacio con trasporto e le osservo gli occhi… brillano di una luce diversa, nuova per me… sono gli occhi di una donna sensuale. Il suo corpo si strofina con forza e passione contro il mio. Sta succedendo… sento che sta succedendo… non riesco a fermarmi nel rispondere ai suoi baci appassionati, il mio corpo si muove con il suo, aderendo completamente. Valia mi apre la giacca con un tocco magico. Mi sollevo, afferrandola per la schiena, e lascio che lei me la sfili. Le sue dita sono agili, sicure, mi carezzano il viso e navigano tra i miei capelli. Senza che me ne renda conto, le sfilo la parte superiore del vestito, lasciandola in reggiseno. Ma non mi basta… lo sgancio e lo sfilo subito. È bellissima… perfetta… “ Ti amo, Relance.”. Valia pronuncia quelle parole con voracità, saltandomi immediatamente alla bocca e portando le mie mani al suo seno… Oggi è proprio un giorno speciale…
|