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Final Destiny III: Angel Within
Capitolo XXXIII: Rinascita

Relance Clat

Il fischio della nave mi risveglia… accidenti, è fastidiosissimo… Mi copro le orecchie con il palmo della mano… oddio, speriamo finisca presto questo suplizio… Il rumore si interrompe, ma la mia testa continua a vibrare… è ancora notte, che razza di ore sono? “ Generale Clat!”. Un soldato vestito di bianco e graduato da Colonnello corre verso di me. Scuoto la testa e osservo il ragazzo abbozzare un saluto SeeD. Mi volto mentre gli faccio segno di rilassarsi e osservo il mare sotto di me… che brutta idea dormire sul ponte appoggiato al parapetto… ho la schiena a pezzi… “ Generale Clat, mi dispiace disturbarla, ma dobbiamo sbarcare!”. Mi stropiccio il volto e replico “ Non si preoccupi, sarò sveglio non appena entreremo nei confini di Esthar…” “ No, signore, dobbiamo sbarcare ora.”. Sollevo la testa e osservo il Colonnello. “ Non mi dica che dobbiamo farcela a nuoto…” “ Ehm, signore, osservi qualche metro più in là…”. Seguo la direzione indicatami dall’ufficiale Esthariano: a meno di cinque metri dalla chiglia della nave si trova uno spesso muro di metallo color blu notte; la barriera circonda completamente la nave e si chiude tramite uno scudo trasparente laddove c’è lo sbocco per il mare… “ Capisco… e mi lasci indovinare… sono già tutti scesi e l’unico mancante all’appello sono io…”. Il Colonnello risponde leggermente imbarazzato con un cenno di capo e poi dice “ La stanno tutti aspettando laggiù, oltre la barriera ad est. Lei e gli altri Generali sarete prelevati dalle macchine presidenziali e accolti dai vice-presidente. Se mi vuole seguire…” “ La ringrazio, ma penso di farcela da solo!”. Afferro la ringhiera, ci salto sopra e poi mi do lo slancio! Mi sollevo parecchi metri sopra la nave, assaporando la calda brezza mattutina delle pianure esthariane… il clima da queste parti è invidiabile: temperato, secco, con estati e inverni miti e precipitazione ridotte, il terreno ha la stessa composizione chimica di quello vulcanico, ideale per la coltivazione… Supero il perimetro delimitante la banchina ove era tenuta la nave e subito noto le tre eleganti sagome nere delle macchine. Distinguo qualcuno che potrebbe essere Squall, appoggiato al cofano della macchina al centro, le braccia intrecciate sul petto e lo sguardo rivolto al porto. Allento la concentrazione e subito ricado verso il suolo. Non appena atterro, il terreno sotto di me si piega, formando un cratere di discrete dimensioni. Ops… “ Certe volte mi spaventi…”. Il mio preside avanza verso di me, osservando il luogo dell’impatto. “ Dormito bene?”. Nel tono della sua domanda spicca una certa ironia pungente. Mi stiracchio e dico “ Non era come essere sprofondato in un letto di piume con la mia ragazza… ad ogni modo, ho dormito profondamente…”. Mi aspettavo di fare incubi dati gli ultimi avvenimenti, invece c’è stato il buio più totale… Meglio così… “ Reel!”. Alle mie spalle un elegantissimo Kiros, per metà fuori dalla limusine, mi saluta calorosamente. Fa segno a me e a Squall di entrare in macchina… non me lo faccio ripetere due volte, chissà che lusso! Kiros si scosta e io piombo sul sedile di pelle nera: accidenti, è comodissimo! Squall si siede accanto a me, schiacciandomi contro Kiros… “ Hei, Squall, fatti in là, se no stiamo stretti!”. Il mio preside mi guarda con supponenza e replica “ Potrei farlo, ma poi mi chiedo come potrei chiudere questa…”. Il mio amico sbatte la portiera, facendola bloccare… ehm… ho lo spazio vitale che le mie spalle mi concedono… Di fronte a me non sono messi meglio: John è schiacciato tra le titaniche spalle di Luke e la mastodontica stazza di Ward… mi sfugge una mezza risata a quella visione. Il gigantesco vice-presidente mi saluta con un muggito e un cenno di mano e io replico con lo stesso gesto e dicendo “ Ciao, Ward! È da un po’ che non ci vediamo, eh? Quanto tempo è passato? Tre mesi? Quattro?” “ Tre mesi, ventotto giorni, tredici ore e diciannove minuti. Bentornato Generale Clat.”. La voce metallica con suadente sfumatura femminile proveniente dagli altoparlanti dell’auto è quella del computer centrale di Esthar, EVI, Estharian Virtual Inteligence… mi stupisce che sia collegata anche qui! “ EVI!!! Bella gnoccona!!!”. Luke alza la voce mentre pronuncia questa frase e batte, seppur un po’ costretto dal poco spazio vitale a sua disposizione, una debole pacca contro la portiera… quell’uomo non è capace di salutare qualcuno senza colpirlo amichevolmente da qualche parte… e la mia spalla sinistra lo sa molto bene… “ Salve Generale Marmanie. Deduco che, ignorando il mio consiglio, lei non ha migliorato il suo vocabolario.” “ EVI…”. L’elegante voce di Kiros si intromette interrompendo i saluti che ci stiamo scambiando con l’IA centrale di Esthar e dice “ Illustra brevemente ciò che poi il presidente Loire ci spiegherà nel dettaglio.”. Nel discreto spazio che separa i due divanetti dove ora siamo seduti si solleva un tubo color grigio scuro alla cui sommità si trova una lente di un debole colore blu. Una flebile luce si apre a triangolo e i raggi arrivando a congiungersi con il tettuccio dell’auto. All’interno del fascio di luce si delinea la figura tridimensionale di una struttura dalle forme arrotondate, alla cui base ruota un disco ornato di ghirigori e articolate composizioni e posto sotto due ali ricurve verso l’interno… “ Io l’ho già visto da qualche parte…”. Squall, al mio fianco, ha un leggero sussulto “ Quell’ologramma… è identico a quello che mi consegnò Marth…”. Ripasso velocemente tutte le riunione fatte dal Consiglio SeeD… e mi torna in mente un episodio molto recente, avvenuto a seguito della missione fallita condotta assieme a Levon… Allora Marth appoggiò sulla scrivania di Squall un piccolo disco con un piano reticolato che proiettava un ologramma di una stazione militare… “ Il Garden di Esthar…”. L’aria diviene improvvisamente pesante da respirare… è vero… me ne ero completamente scordato… Laguna aveva fatto realizzare dai suoi ingegneri e dalle menti più illuminate di tutto il mondo un progetto riguardante una struttura capace di accogliere un numero spropositato di SeeD, molto superiore a quello attualmente censito da tutti e tre i Garden… Una struttura dotata di armi di ogni sorta, tra automatiche e manuali, capaci di respingere una flotta di navi… ma più importante di tutto… una casa in cui riunire i tre popoli SeeD… una casa che possa accogliere gli sbandati e gli sperduti, come siamo noi ora… la nostra casa… Kiros, di fianco a me, spinge un po’ mentre incrocia le braccia sul petto. Chiude gli occhi e dice con un mezzo sorriso sulle labbra “ In realtà non sappiamo ancora se battezzarlo così o in un altro modo. Certo, sarebbe nella tradizione… ma avere i tre Garden riuniti sarebbe una cosa per niente tradizionale. Ovviamente questa decisione spetta a voi.”. Luke fischia mentre continua ad osservare l’ologramma e John chiede “ Non si potrebbero avere le specifiche tecniche?”. La voce di EVI replica prontamente “ Certamente, Capitano di Brigata Medium.” “ Sono stato promosso, EVI… ora sono Comandante SeeD…” “ File aggiornati. Vi chiedo perdono, Comandante SeeD Medium. Nel frattempo, ho soddisfatto la vostra richiesta. File in arrivo sulla periferica video UY-01.”. L’immagine del Garden si schiaccia sul lato sinistro della proiezione, lo sfondo dell’ologramma diventa nero e scritte bianche scorrono a fianco della figura, ricollegandosi ad essa così da localizzare le didascalie. Tutti noi proviamo un forte senso di vertigine quando leggiamo che la struttura sarà alta seicento metri, larga duecento e lunga novecentoquindici metri… il disco di levitazione e locomozione, oltre ad essere supportato nel suo moto da piccoli propulsori, ha un diametro di duecentosettanta metri… vi sono tre piani, più due piccole appendici delle quali una posta alla base, corrispondente alla sala macchine, e l’altra posta al vertice della struttura, ospitante la presidenza, gli uffici dei Generali e la sala di pilotaggio… una sommessa risata interrompe il mio stupore… almeno in presidenza non ci sarà più quello scomodo e ridicolo cilindro di sostegno per la zona di pilotaggio! “ Tredici camerate, per un totale di duecentomila posti letto, suddivisi in camere singole e doppie… un intero piano dedicato solo al dormitorio… follia…”. Luke prende il testimone da dove John si è interrotto dicendo “ Una zona di addestramento grande il doppio rispetto a quella del Garden di Balamb; una biblioteca virtuale affiancata da una reale; la mensa e la sala da ballo separate tra loro, ognuna grande poco meno dell’atrio del nostro ex-Garden; un arena per i combattimenti lunga come due campi di calcio e larga come quattro; un infermeria con cento posti letto… la dottoressa Kodowaki impazzirà…”. Mi aggrego anche io a questa cantilena e proseguo nella lettura “ Un garage con mille posti macchina situato sotto la sala motori; il giardino è suddiviso su due piani, che circondano lo spazio che separa il primo dal secondo piano e il secondo dal terzo; hangar per jet e aerei di media grandezza… già depositato… LGNRCK-Xset 7684… che cos’è?”. Kiros sorride e mi risponde “ è la nuova versione del Laguna Rock, pensata appositamente per essere una fortezza volante: la velocità e l’agilità caratterizzanti le precedenti versioni sono restate invariate, così come il desing; grande novità è l’introduzione di espansioni sia in un lunghezza che in larghezza permesse da un concetto a voi noto: il processo di micro compressione. Abbiamo applicato tale concetto alle zone perimetrali del veivolo. Infatti, nello stesso spazio concesso dalle precedenti Lagunarock possono essere trasportate comodamente diecimila persone più una dozzina di mezzi d’assalto blindati.”. Annuisco sconcertato… la tecnologia di Esthar mi lascia senza fiato… La macchina ha un sussulto e io dico “ Finalmente ci muoviamo!”. Ward emette un mugghio simile ad una risata. Kiros apre la portiera e allunga una gamba per uscire mentre dice “ In realtà siamo già arrivati. Venite.” “ A quando andavamo? Esthar era parecchio lontana!”.
Scorro lungo il morbido divanetto ed esco dall’auto. Una ventata di aria tiepida mi investe, dandomi una sensazione di piacere. Chiudo gli occhi e godo di quel regalo che la natura mi ha concesso… mi sono scoperto ad apprezzare molto di più le piccole sfumature della natura, tanti minuscoli piaceri che prima ignoravo o davo per scontati… Apro gli occhi e abbasso la testa… e un altro spettacolo mi lascia senza fiato… Il Garden… il progetto di Laguna… è davanti ai miei occhi… Circondato da impalcature impressionanti, gli operai lavorano a ritmo serrato, come formiche rispetto alla grandezza dell’opera… “ Porco cazzo…”. Lo sconcerto è tale che non riesco nemmeno a riprendere Luke per la sua volgarità… è incredibile… gigantesco… “ Folletti!”. Vengo riportato sulla terra dal saluto di Laguna nei riguardi di Squall e i suoi compagni… Una volta Zell ha cercato di spiegarmi la storia del perché Laguna li chiama sempre folletti, ma non ho ancora capito molto bene… so solo che potrebbe certamente evitarlo… “ Relance!”. Il presidente di Esthar mi abbraccia e poi prosegue con Luke e John. Un'altra figura mi si accosta e mi da un bacio sulla guancia. Mi volto e rispondo al bacio di Valia con uno sulla fronte. La squillante voce di Laguna, un ragazzino di quindici anni nel corpo di un quarantenne, dice “ Meraviglioso, eh? È stato un lavoraccio, sapete? Ho passato le notti sveglio a seguire i lavori su questo colosso!”. Kiros gli si accosta e con la solita calma replica “ Laguna, tu di solito stai sveglio la notte perché mangi quantità di cibo colossali in fretta… inoltre, mangi male…” “ Beh? Comunque osservavo ben da vicino i lavori in quelle notti!” “ Oh, giusto, dalla finestra del bagno. Squall, Laguna è stato il primo a inaugurare i vostri servizi igenici.”. Una risata, a metà tra imbarazzo e divertimento, accompagna il tentativo di Laguna di spiegare all’amico che non c’è bisogno di essere così pignoli. “ COMUNQUE!!!!”. Il presidente di Esthar malcela l’imbarazzo e alza la voce, sbracciandosi ancora di più. “ Il lavori procedono a ritmo sostenuto e stanno dando i loro frutti! Tra un paio di mesi tutta la struttura sarà ultimata e pronta ad accogliervi!”. Sento nella mia testa uno squillo di trombe stonate a concludere l’esibizione di Laguna… scrollo il capo cercando di scacciare quei suoni, ma una breve risata mi sfugge comunque. È Squall a prendere la parola “ La struttura, almeno esternamente, è quasi completa. In due mesi non si può far molto, tranne che sistemare gli arredi interni e levigare il lavoro già concluso fino a questo punto. Come potete già trovarvi ad uno stadio così avanzato della costruzione se siamo vagabondi da meno di una settimana?”. Laguna assume un espressione furba ed esclama “ Ed è qui che entra in gioco la mia saggezza, la mia lungimiranza, la mia preveggenza!”. L’immancabile commento di Kiros a mezza voce… “ La sua allucinante fortuna, la stessa che l’ha reso presidente…” “ COME DICEVO!!!! Appena ho sottoposto e commissionato la mia idea ai miei ingegneri ho voluto che fosse realizzato comunque! Se non lo volevate voi avremmo fondato un quarto Garden, il più grande di tutti! Ma ora non lo potete più rifiutare!”. Lo sguardo di Squall squadra da cima a fondo l’enorme struttura: è palese quanto la visione delle armi che ricoprono l’intera superficie del Garden non gli piacciano affatto. Era infatti il motivo della sua ritrosia… Il mio amico scuote la testa lievemente e dice “ Non devi chiedere a me direttamente, ma al Preside Marth Aurolar.”. Oddio… è vero! Che scemo! Sebbene la cosa non sia stata ancora ufficializzata per… beh, ovvi motivi… è Marth il nuovo preside del Garden di Balamb! Laguna rimane interdetto, con il collo proteso in avanti verso Squall: non muta la propria posizione ma ruota semplicemente i piedi… Il mio migliore amico si guarda attorno con aria svogliata, quasi non gli interessasse di essere lì e di avere sulle spalle una decisione così importante… la sua mente e la sua volontà sono ancora con Gabriel… Sospira e poi dice “ Conoscete già il mio pensiero. Sono favorevole alla struttura armata e all’unificazione dei tre Garden. Anche abitandolo solo noi, sono ancora più convinto, date le nostre attuali condizioni, che quel luogo sia la nostra unica speranza e salvezza. Ad ogni modo, è una decisione che dobbiamo prendere come Consiglio SeeD.”. Il discorso è pacato, equilibrato, corretto… ma il tono della voce di Marth… è vuoto… Laguna ritira il collo mentre annuisce e dice “ Beh, avete tutto il tempo che vi serve per decidere. Nel frattempo sarete alloggiati negli alberghi disseminati per Esthar. Dovreste starci tutti, magari avrete cinque compagni di stanza, ma sarà solo temporaneamente, spero! Va bene, per quanto mi riguarda potete fare quello che volete! Un servizio di over-bus andrà a prendere gli studenti rimaste sulle navi e li porterà nei vari alberghi. Ecco qui dei bigliettini con l’indirizzo dei vostri, non perdeteli o dovrete dormire per strada! Il Palazzo Presidenziale è tutto vostro, potete andare, venire, tornare, girare, stare fermi, curiosare, usarne le risorse… tutto insomma! Se avrò bisogno di voi saprò dove cercarvi! Adios, gente! E mettete un bel sorriso su quei musi lunghi!”. Il tono di Laguna cambia all’improvviso, passando dal gioioso dal serio. “ Siete vittima dell’ingiustizia più grande. Ma questo non deve farvi perdere la speranza. Siete i SeeD. La speranza e il futuro del nostro mondo. È un enorme fardello da sostenere, quindi siatene all’altezza e ricordatevi che non siete mai soli.”.

Accompagnato da Luke e Marth, ho voluto fare un giro nel cantiere. Ho scoperto che lo spazio interno del Garden è superiore al perimetro esterno e questo sempre grazie alla tecnologia della micro compressione: l’intero edificio è un microcompressore. Inoltre torrette, lanciamissili, lanciasiluri, mitragliatrici e quant’altro hanno sostegni che a comando entrano o fuoriescono dalla superficie del Garden. Il che lo rende molto più piacevole alla vista. I miei amici hanno qualcosa di strano, non hanno fatto che confabulare tra loro e lanciarmi occhiate. Mi sento un po’ a disagio… Sento Luke dire ad alta voce “ Hei, scusami, poi lo ricompriamo! Posso prenderlo?” “ Certo, come no! Tanto è gratis, vero?!” “ Ok, grazie! Hei, Relance!” “ No! Stavo scher…”. La voce dell’uomo si perde nel rumore di un forte spostamento d’aria; quando mi volto per osservare Luke una gigantesca ombra mi piomba addosso. Incrocio le braccia di fronte al viso e puntello il terreno con i piedi. Lo scontro è violento, ma qualsiasi cosa fosse si spezza a metà a contatto con il mio corpo. Abbasso di scatto la guardia e dico “ Ma sei impazzito? Che cosa ti è passato per la testa, tu…”. Marth mi interrompe chiedendomi “ Ti sei reso conto di quanto hai appena fatto, Relance?”. Mi zittisco. Perché questa domanda? Che ho fatto? Il mio amico decifra la mia incertezza e, indicando un punto dietro di me, dice “ Guarda.”. Mi volto: un cubo di cemento, con i lati di almeno tre metri, giace al suolo, diviso un due metà irregolari… l’ho fatto io quello? Mi osservo le mani… che cosa mi è successo? “ Un qualsiasi essere umano, data la forza che Luke ha usato nel lanciarti quel blocco, non sarebbe sopravvissuto all’impatto. Tu, Relance, non solo non presenti ferite di alcun tipo, ma non ti sei neanche mosso di un millimetro a seguito dello scontro.”. Osservo Marth e Luke: nei loro occhi non c’è ostilità, né paura… anzi, sembra quasi vi sia desiderio. “ Io non so se sei un genio del combattimento o se sei un mutante… ma per lo stesso principio, tu sei riuscito a lottare e a sconfiggere i Demoni, mentre noi siamo stati schiacciati dalla loro superiorità. Tu, da solo, sei riuscito a sconfiggere Omar Long. Io, come te, sono protetto da uno spirito, Dragoon, ma non posso neanche sognare di avvicinarmi alla tua abilità.”. Deglutisco… “ Ti sei allenato in segreto?”. Scuoto la testa. “ Ho solo… combattuto insieme a voi…” “ Allora è stato qualcos’altro. Ma quale che sia la causa, ho una richiesta da farti a nome di tutti noi Generali: allenaci. Lotta contro di noi, chiedici di fare ciò che fai tu e noi lo faremo. Così facendo ci rafforzeremo e non saremo più deboli e inerti di fronte a Cledic e la sua gente. Non puoi rifiutare, Relance, anche se tu, magari, non ti sei reso conto del salto qualitativo che hai fatto rispetto a noi. Saremo pochi allievi, solo noi che siamo immersi fino al collo in questo guaio. Tu dovrai essere il nostro maestro e renderci capaci di difendere ciò che amiamo di più al mondo.”.

Nel discorso di Marth percepisco frustrazione, decisione, rabbia verso sé stesso e la sua così detta impotenza. Se ciò che dice è vero… ed effettivamente è un po’ che mi sento strano… non posso rifiutare, ha ragione. Se questa sensazione che avverto dentro di me non è che un dono dei Saggi per fronteggiare la grande minaccia che Cledic rappresenta… beh, lo metterò a frutto in tanti altri modi. “ Accetto, Marth. Abbiamo due mesi per darci dentro. Farà bene a tutti.”.

 

 

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