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Final Destiny III: Angel Within Marth Aurolar Jakail si fa avanti, urlando “ Siete degli incapaci! Siete la vergogna del popolo dei demoni!”. L’esercito nemico indietreggia alle urla del loro capo… “ Sparirete assieme a tutta questa feccia!”. Il demone protende in avanti la mano… nel suo palmo comincia a formarsi una bolla magica, con il nucleo bianco e il bordo aranciato… tra centro e perimetro, un’oscurità impenetrabile… dannazione! Comincio a volare verso di lui, ma sbatto contro una barriera invisibile… No! Perdo la concentrazione e cado al suolo… Mi sollevo… ho il collo che mi fa malissimo… Vedo mio fratello passarmi accanto come un fulmine… Lancia in avanti la sua bilama che risplende di luce verde e bianca… L’arma si scontra con la barriera, rimanendovi incastrata e venendo tempestata di fulmini: Gabriel la afferra e, quasi ruotasse la bilama dentro una ferita, riesce ad aprire un piccolo varco… Grandioso! Mio fratello si getta dentro lo scudo… schiva un attacco di Sephiroth, un calcio di Cledic ma viene graffiato al braccio sinistro dalle unghie di Prue… Maledizione! La sua arma viene respinta e si conficca nel terreno, a pochi centimetri da me… Mi alzo e corro verso la barriera, cercando di imitarlo: la pressione è incredibile… non… non ce la faccio… Gabriel si lancia in avanti e afferra il braccio proteso di Jakail, ricevendo in pieno addome la magia… C’è un forte spostamento d’aria e io vengo sollevato in aria… e poi una luce bianca mi acceca… Relance Clat Affondo la testa tra le mani mentre ascolto il racconto di Valia… “ Mi sono sentita in colpa nell’essermi introdotta in questo modo nei ricordi di Marth… ma dovevamo sapere cosa fosse successo… Gabriel ha intuito cosa volesse fare Jakail e ha usato una contro-maledizione… ha sacrificato la propria vita per le nostre… saremmo stati tutti disintegrati in un solo istante… E così anche questa struttura… e chissà quant’altro… Ma Gabriel ha modificato senza esitazione, aiutato da Trigrer e supportato da una conoscenza magica estremamente elevata e che non so dove abbia appreso, la tecnica del nemico… Essa avrebbe distrutto tutto ciò che di immateriale incontrava sulla propria strada… ha letteralmente sradicato tutto ciò che stava sopra i tre metri di altezza…”. Pazzesco… Gabriel… era un ragazzo così pieno di vita… forse un po’ irritante, ma leale… “ Marth è da due giorni in quella posizione… non mangia, non beve, dubito che dorma… continua a incidere sempre la stessa scritta non appena essa non è più leggibile…”. Osservo il mio amico… è distrutto, gli è stato portato via metà della sua anima… “ Immagino che provare a parlargli sia inutile, vero?”. Valia annuisce e mi dice “ Stasera ci sarà una riunione straordinaria del Consiglio SeeD. Se non può esserci la voce di Marth, che almeno ci sia la tua, amore… o qui si rischia di perdere tutto…”. Non mancherò, è l’occasione che mi serviva per raccontare tutto… Valia mi prende per mano e mi dice “ Andiamo a trovare gli altri, ok?”. Le stelle e la luna brillano silenziose e delicate nel blu intenso della notte. La loro luce si attenua solo quando essa scende a terra e incontra i fuochi accesi degli abitanti del Garden… “ Clat, potresti anche prestare più ATTENZIONE!”. L’acuto richiamo di Quistis fa precipitare il mio sguardo dalle stelle al fuoco che mi sta di fronte… “ Scusa…”. La mia ex insegnante incrocia le braccia scocciata e poi dice “ Se Squall non si fa vedere entro cinque minuti……”. Il tono sospeso della frase mi mette i brividi… non è bello ricevere una minaccia da parte di Quistis! Ricordo ancora le leggende che si narravano sul suo conto: le punizioni che lei dava avrebbero saputo educare e ammansire anche un Rum Bum Dragon, i suoi acuti superavano la barriera del suono e l’onda d’urto produceva un rombo sordo tanto agghiacciante e terribile da poter far gelare anche il deserto dei Kyactus… E io, da bravo studente diligente quale ero, ho sperimentato più e più volte le sue punizioni e i suoi acuti pronunciati sulla ‘A’ del mio cognome… e in effetti su qualsiasi ‘A’ della parola conclusiva di una sua frase… Devo ammettere che il mito è alimentato da una realtà che gli si avvicina molto… Lion “ Vi prego di fermarvi, Spirito. Il vostro andirivieni mi infastidisce.”. Ruggisco e il magro serafino da compagnia che mi hanno appioppato trema e indietreggia. Se non mi aprono entro cinque minuti, giuro che le abbatto quelle dannate porte… “ Dimmi, Hja, è proprio necessario che i Saggi debbano erigere barriere appositamente contro di me?”. Con la voce tremante, il serafino risponde “ Il vostro comportamento non è stato dei più consoni… e… e purtroppo non è la prima volta che voi spalancate con la forza le Porte Dorate per conferire con i nostri Signori. Avete fatto perder loro la pazienza.” “ Oh, sì, la pazienza… peccato che nessuno si curi della mia di pazienza… La quale, e te lo dico in assoluta confidenza, ha già superato il proprio limite…”. Mi abbasso verso Hja e gli dico in un sussurro, avanzando contro di lui “ Anche se sono uno Spirito, la mia natura è legata alla forma che vedi…”. Emetto un sommesso e profondo ruggito… “ Sono una bestia dotata di un enorme potere e di una grande intelligenza… ma resto pur sempre un leone… e i leoni non sono bravi a gestire la loro collera!”. Batto la zampa destra a terra e ruggisco con più forza! Il serafino sussulta, urla e poi si smaterializza, lasciandomi solo. Ah, ah, ah, bene… per fortuna non era molto sveglio… Allargo le ali, carico le zampe e salto contro le porte: la barriera innalzata dai Saggi contro di me si infrange come un specchio e le porte si spalancano non appena urtano il mio corpo. E questa sarebbe la barriera? Mi insultano, mi credono davvero al livello di un infimo spiritello? “ Sapevamo che avremmo dovuto incatenarti per tenerti a freno, Lion…”. Osservo alla mia sinistra e vedo Flatery, eletto Capo della Gilda Celeste. Il suo lungo viso affusolato da topo, nascosto in parte sotto il cappello scarlatto, è attraversato da un sorriso divertito. “ Se ti trovo qui devo dedurre che i Saggi non ci sono. E io che avevo interpretato la loro barriera come un cartello di non benvenuto…”. Il guardiano avanza verso di me dicendo “ No, volevano solo evitare che tu scardinassi per l’ennesima volta queste sacre porte ma… evidentemente la loro fretta deve averli condotti in errore…”. Flatery compie rapidi gesti con entrambe le mani per aggiustare le porte. “ Si dice che tu sia in collera con i nostri Signori, Lion. Mi domando perché…” “ Hai saputo di Relance?” “ Sì.” “ Allora dovresti intuire da solo il motivo del mio tormento…”. Le porte Dorate si raddrizzano e poi si chiudono, producendo un rumore sordo e grave. “ Lion, sebbene sia sempre triste dover infliggere una punizione a qualcuno, i nostri Signori lo hanno fatto solo per far tornare sulla retta via il loro figlio che si era perduto. Gli hanno mostrato la verità…” “ Hanno trasgredito alle regole nel farlo! È un miracolo che Relance non sia né impazzito né morto!”. Flatery carezza i disegni sulle porte, dandomi le spalle… “ Sono loro a fare le regole, Lion…”. Rido e replico “ No, Flatery, certe regole non si posso cambiare. Sono regole che esistono da prima di loro, regole inflessibili.” “ Ora comprendo il motivo per cui i Saggi mal tollerino la tua condotta. Lo sai meglio di me che i nostri Signori sono gli esseri preposti al mantenimento dell’equilibrio e della pace nell’Universo e in tutte le dimensioni degli Universi. Se hanno ritenuto opportuno mandare il tuo protetto in un'altra dimensione è stato perché questo non avrebbe creato nessuno squilibrio. Non confondere la nostra imperfezione con la loro perfetta consapevolezza del Tutto.” “ Flatery, non sono loro la Legge che regge l’Equilibrio. Loro sono soltanto agenti della Legge, attraverso loro…” “… la legge che regola l’Universo viene applicata. E fino ad oggi non hanno mai sbagliato.” “ Flatery, non…” “ Comprendo l’umano e fallace sentimento che lega un essere ad un altro. Un tempo lo provavo anche io… Tu vuoi bene a Relance ed è naturale che ti preoccupi per lui. Conosco anche io i rischi dei viaggi extra-dimensionali e anche la mia fede ha vacillato alla notizia che il nostro araldo sia stato messo in una situazione di tale pericolo. Ma ora è tornato a casa, sta bene e ha imparato la lezione. La nostra imperfetta esistenza non può giudicare un operato fuori dalla nostra comprensione.” “ L’imperfezione è equilibrio, Flatery. Essere perfetti significa essere da una sola parte… perfettamente buoni o perfettamente nocivi…”. Il Guardiano porta le mani dietro la schiena e finalmente si volta a guardarmi. “ Lion, la perfezione è una condizione che si proietta al di sopra di tutto. Noi essere imperfetti non la possiamo capire, la riduciamo ad una conclusione piuttosto che ad un'altra, come stai facendo tu ora. La perfezione non è una conclusione, bensì un’essenza ontologicamente metafisica, perno e fine della realtà stessa. Non ti crucciare oltre, bensì pazienta e accetta ciò che non comprendi. Non c’è altro da dire.”. Mi ammutolisco… hai ragione, Flatery, non c’è più niente che si può dire, purtroppo… Relance Clat “ E questo… è quanto…”. Ho sorvolato sull’episodio dell’altra dimensione… qualcosa mi dice che è un segreto che devo custodire assolutamente… anche perché, dubito che avrebbero compreso. Le reazioni sono contrastanti: Luke trivella il terreno con le nocche, visibilmente arrabbiato; Marth scuote da qualche minuto la testa, come rassegnato; Levon ha gli occhi sbarrati e la mascella serrata; Selphie litiga con la solita ciocca di capelli; Zell tamburella le dita della mano destra sul ginocchio e come lui anche Irvine; Quistis tiene le braccia incrociate sul petto e batte il piede destro a terra; Rinoa ha lo sguardo vuoto e viene carezzata sulla mano da un imperscrutabile Squall; John, infine, fa roteare sul proprio palmo tre sfere minuscole, una rossa, una gialla e una azzurra. “ Quel dannato Cledic…”. Tutti sobbalzano nell’udire la voce di Marth… il mio amico si fa avanti e si inginocchia di fronte a me… “ Ci ha portato via ciò che per noi era caro… Per lui la nostra vita non ha valore se viene presa… deve prima essere distrutta… per questo ci ha risparmiati dopo aver distrutto il Garden, dopo averci privato di ogni forza e di ogni speranza… Ho vagato nell’oscurità in questi due giorni e ho compreso che io non voglio precipitarci, come invece è l’intento di quel Demone… Togliendo la luce nei nostri cuori, mira a gettarci nel buio e nell’oblio… Io non glie lo permetterò. Salveremo Lara e salveremo il nostro mondo… E uccideremo il male…”. Marth ha lo sguardo di ghiaccio, ma è lucido in ciò che dice… E io concordo con lui… “ Sì, amico mio, ci riprenderemo la luce e illumineremo nuovamente il nostro mondo.”. Cledic, non ci ferirai più… d’ora in poi, saremo noi a ferire te… <:;> I quattro demoni osservano i cadaveri dei loro compagni divenire polvere. Gabriel aveva salvato gli esseri umani, non i demoni. Marth giace al suolo svenuto, non avendo saputo sopportare la visione del fratello che si disintegrava. Jakail urla di rabbia, mentre Cledic si porta una mano agli occhi. “ Ragazzino bastardo! Hai voluto salvare i tuoi amici, eh? Bene, allora non ti dispiacerà se li elimino di mano mia!”. Il demone afferra per la testa Marth e lo solleva. Estrae dal proprio fianco la katana e la punta verso il collo del ragazzo. Il colpo parte, ma un'altra lama, rossa con il cuore color ametista, difende Marth dalla morte certa. Cledic schiocca le dita e il corpo svenuto del ragazzo si materializza dietro di lui. Jakail allarga le braccia spazientito e dice “ Stavolta cos’è? La giornata mondiale del –Non uccidiamo chi non può difendersi-? Levati di mezzo! Siamo venuti per distruggere questi insignificanti umani, no?”. Jakail si fa avanti, ma Cledic lo blocca con la forza del pensiero e lo scaraventa indietro. “ Idiota!” dice “ Questi esseri umani sono insignificanti perché l’unico che merita la nostra attenzione è Relance! Solo lui ci serve! Noi siamo venuti qui per lui!”. Prue fa scorrere il proprio indice sulla guancia di Marth e dice “ E allora perché non dargli un motivo per cui venirci a cercare? Sarebbe così…”. Pone il dito a poca distanza dalla tempia del ragazzo e allunga lentamente la propria unghia. “ Semplice…”. Cledic si volta lentamente e dice “ Se ci tieni a rimanere in vita, preserva anche la sua… Noi abbiamo bisogno che il cuore di Relance resti puro… non possiamo permettere che venga contaminato dal rancore o dalla collera…”. Prue si solleva e fa un passo indietro, dicendo “ Io concordo semplicemente con Jery.” “ Jakail.”. La voce del fratello di Cledic si intromette subito, tremante di rabbia. “ Io mi chiamo… JAKAIL!”. Prue annuisce fa un ulteriore passo indietro. “ Dobbiamo avere pietà per questi umani. Lottano per superare la loro natura… e per questo hanno perduto la loro casa… sono esseri a cui è stata rubata la speranza nel futuro, e noi siamo i ladri… Se volevi ferire Relance per spingerlo a cercarci penso che questo sia un ottimo risultato… io, invece, penso che abbiano sofferto abbastanza. Ritiriamoci.”. Cledic pronuncia questa frase tutta d’un fiato e asciuga subito la lacrima che gli aveva rigato il viso. Sephiroth, Jakail e Prue scompaiono nel nulla… ma Cledic esita, soffermandosi ad osservare la devastazione che lo circonda. “ Relance… spero che tu stia bene…”. Il demone scompare come se fosse portato via dal vento…
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