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Final Destiny III: Angel Within
Capitolo XXII: Speranza galoppante

Relance Clat

La gracchiante voce, rovinata dalle ferite, del mio amico chiede “ Come lo… hai… capito?”. Valia ruota a fatica la testa verso Marth e, sorridendo e tremando, replica “ L’ho sentito… quando ti ho stretto la mano la prima volta che ti ho visto disteso “senza vita”… la tua anima era ancora lì, nel tuo corpo… aggrappata con tutta la forza di cui disponeva…”. Marth mi vede, disteso come sono sul pavimento, e mi chiede “ Squall è salvo? E Seifer?”. Le mie labbra sembrano incollate con il mastice… deglutisco e rispondo “ Li hai… salvati entrambi…” “ E Long? È stato fermato?” “ Sì… sì! Io, John e Luke lo abbiamo fermato…”. Marth strizza l’occhio buono e chiede “ John ha… combattuto ed è… stato utile?”. Ride e io mi accodo volentieri… ma ad ogni risata, la sua voce scompare e i miei occhi si riempiono di lacrime… Sei vivo… Marth tossisce verso il basso e si guarda “ Accidenti… speravo che… almeno questo problema… venisse risolto…”. Mi rialzo, stavolta senza problemi, e replico “ Egoista! Sei tornato da noi, non puoi pretendere anche che…”. Valia afferra con forza la testa di Marth: la mano si ricopre di una luce biancastra e… e le bende si dissolvono…
Un altro macigno mi precipita addosso… La parte sinistra del volto di Marth praticamente non esiste più… i capelli sono stati completamente rasati, tutta la pelle è ingiallita e raggrinzita e ha ricoperto anche le palpebre, accecando l’occhio, e le labbra, dandogli difficoltà nel parlare… Nemmeno la sua cicatrice è più visibile… quella che gli feci io… un grosso taglio, non del tutto ancora cicatrizzato, deforma il collo del mio amico… ecco l’origine della sua voce rauca… il resto delle cicatrici scompare sotto il vestito funebre che indossa… “ Marth… tu…”. La verità mi passa davanti come un treno… rapida e chiara… “ Sì, Relance… ho pochi mesi di vita… vi siete dati pena… per un morto che… cammina…”. Marth fa una risata sarcastica e poi dice “ Non volevo… mi vedeste… così…”. Valia mi sorride e dice, tremando ancora “ Non prendere male ciò che sto per fare… è l’unico modo che conosco…”. La mia ragazza si lancia in avanti, stringe a se Marth e poi lo bacia, sulle labbra, aprendo completamente la bocca… la reazione è istantanea: le parti lese del corpo del mio amico iniziano a brillare di luce propria, emettendo un suono simile a carne che viene tritata… è… inascoltabile… I capelli di Valia si sollevano e circondano il corpo del mio amico, infilandosi sotto i vestiti e oscurando la luce… La mia ragazza si ritira e cade a terra, con gli occhi rivolti all’indietro e la bocca aperta, fumante… La afferro, ignorando il dolore che provoca questo gesto alla mia spalla, e la salvo da una brutta botta al collo… Guardo Marth: è ricoperto nuovamente da bende, nere stavolta, quasi fossero davvero i capelli di Valia… dalle sottili fessure tra un giro di fasciatura e l’altro, ancora una debole luce riesce a filtrare… Che sta succedendo qui..? “ Non toglierle mai… mai… capito..? Verrò io… quando tutto sarà a posto…”. Senza fiato, Valia pronuncia queste parole… solleva una mano e la punta verso Marth “ Non uscire… per nessuna ragione…”… Il mio amico scompare davanti ai nostri occhi… e poi il corpo di Valia diventa molle, svuotato di ogni forza…

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“ Allora, quanto ci vorrà ancora?”. Prue cammina avanti e indietro, lanciando occhiate veloci e taglienti sia al Garden di Balamb, sia a Cledic e Sephiroth… i due Cavalieri dell’Apocalisse sono immobili, sull’orlo del precipizio, da più di due ore. Jakail si intrattiene umiliando i demoni che gli stanno attorno, senza curarsi della situazione… come spesso dice, gli basta avere qualcuno da maltrattare, non importa chi sia… Cledic, finalmente, si muove, voltandosi verso l’esercito che egli aveva organizzato “ Si torna a casa, per oggi non attaccheremo il Garden.”. Urla e imprecazioni sono l’immediata reazione alle parole del ragazzo. Anche Jakail si volta e, con falcate lunghe e veloci, si avvicina minacciosamente al fratello “ Cosa?! Qual è la scusa stavolta?”. Sguainando la Katana, Jakail cerca di colpire Cledic… ma un’altra Katana, la Masamune, si frappone fra i due. Prue, pur ribollendo di rabbia, non osa avvicinarsi… sa che non può opporsi in alcun modo a quei tre… od anche ad uno di loro… Jakail, osservando il fratello gemello, indietreggia di un paio di passi, intimorito… Sephiroth gli punta la Masamune contro e dice “ Oggi non attaccheremo il Garden. Attenderemo ancora una settimana e poi ci scaglieremo contro questo luogo con tutta la nostra potenza. Ma oggi no.”. L’intero esercito demoniaco ammutolisce, placando le proprie proteste… fra i tre fratelli, Sephiroth è sempre stato quello più temuto… Il Cavaliere Dell’Apocalisse della Morte… L’Araldo Mietitore… L’Argenteo Diavolo… quale che fosse il nome con cui era noto nelle varie regioni del Tartaro, nessuno osava sollevare obiezione ai suoi ordini. Jakail ripone la sua Katana e replica “ Va bene, ma non attenderò un giorno di più. Se tra una settimana non avrete ancora le palle di attaccare, andrò da solo!”. Il demone si volta e cammina verso l’esercito schierato, dicendo “ Tanto lo sapete che basto io per uccidere ogni persona all’interno di quel letamaio.”. Agita un braccio e scompare assieme a Prue e ai demoni riuniti. Sephiroth fa scomparire la sua arma e rilassa i muscoli… Neanche lui è convinto della sua decisione… Cledic si volta ad osservare il Garden e dice “ Grazie, fratello, ma potevi lasciare che mi colpisse, sai che non mi avrebbe fatto niente. A volte è bene farlo sfogare, perché a furia di reprimerlo… un giorno esploderà e diverrà un pericolo per se stesso, per noi e per tutto l’Universo…”. Il vento solleva i lunghi capelli argentei di Sephiroth, che si confondono con la neve sotto i suoi piedi quando vengono colpiti dal sole. Lo sguardo del demone è serio e freddo, ma triste… con tono monocorde, dice “ Ha appena riavuto indietro il suo migliore amico. Tra meno di una settimana egli si sarà ripreso, e potranno godersi un po’ di tempo assieme, senza dolore o preoccupazioni. Inoltre, ora come ora, nessuno sarebbe in grado di combattere… sarebbe da vigliacchi attaccarli.” “ Merita un po’ di pace… mi sento sempre un po’ vigliacco ad attaccarlo, sai, Seph?”. Cledic raccoglie un po’ di neve e la osserva sciogliersi nel proprio palmo. “ Relance non capisce il vero significato di questa battaglia… e se noi glie lo dicessimo, accelerando i tempi… sarebbe come ribaltare il tavolo di gioco… e questo è più pericoloso di ogni altra cosa.”. Sephiroth alza gli occhi al cielo, osservando la tempesta di fulmini violacei che avevano creato per avvantaggiarsi nella lotta, sfruttando il potere dell’incantesimo Apocalisse. Infine, dice “ L’ignoranza non è un handicap. Lo sai come la penso: anche se sapesse tutta la verità, non ci seguirebbe lo stesso. La sua…” “… morale glie lo impedirebbe, lo so, lo so…”. Cledic si pulisce della neve rimastagli sulle mani e chiede “ Ci facciamo un giro o torniamo diretti a casa?”. Sephiroth si passa una mano sul viso, scuote leggermente la testa e replica “ Preferirei tornare subito a casa, ho bisogno… di riposare.” “ D’accordo, Seph… anche io…”. I due demoni scompaiono ondeggiando.

 

 

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