Final Destiny
Final Destiny
Final Destiny
  Final Destiny HOME * ARTWORKS * COMMENTI DELL'AUTORE * VISITA GUIDATA AL GARDEN * FAN ZONE  
Menu   Welcome

Elematar
Final Destiny
Final Destiny II
Final Destiny III
Final Dream

Affiliati

Vuoi farne parte?

TopSites


 

Final Destiny III: Angel Within
Capitolo XVI: Il Presidente di Galbadia

“ Benvenuti nella mia fortezza, SeeD. E complimenti a te, giovanotto: ottima l’idea della magia attorno alla bomba.”. Il Presidente di Galbadia è qui di fronte a noi, qualche gradino più su: indossa una tuta aderente nera, con al centro disegnato lo stemma di Galbadia, che lo avvolge anche sulla schiena; alle mani porta due guanti imbottiti senza dita; indossa un paio di pantaloni militari leggermente larghi, costellati di tasche, che si infilano, attorno alla caviglia, in un paio di scarponi da montagna. Marth prende subito la parola dicendo “ Presidente Omar Long, lei è accusato di essersi macchiato di… innumerevoli crimini di guerra… contro gli esseri umani e la natura… sia prima… che dopo… la sua ascesa al potere a Galbadia. In nome dell’autorità conferitaci dal Presidente di Esthar Laguna Loire… la dichiaro in arresto…”. Long ride, una risata grassa e forte, ma compostissima. “ Generale Aurolar, via, non si deve sforzare così a parlare, dicendo tra l’altro cose assolutamente inutili. Io non ho commesso nessun crimine. VOI, miei cari, siete i criminali. Siete mercenari che si prendono il potere politico con la forza, che sfruttano i giovani facendo loro il lavaggio del cervello e costringendoli a diventare macchine da guerra. Se ho fatto qualcosa di immorale è stato solo per combattere la piaga che voi rappresentate.”. Poggio una mano sul fucile del ragazzo alla mia sinistra, che avanzava pronto a sparare. Lo guardo: ha gli occhi ridotti ad una fessura che urlano l’odio del mio compagno per l’uomo che ci sta di fronte. Guardo di nuovo il presidente Long e replico “ Qui non siamo in campagna elettorale, presidente. Parli da uomo e valuti le cose così come stanno: Galbadia, rappresentata in questo momento dalla sua persona, ha sempre cercato scuse per iniziare nuove guerre, così da estendere la propria egemonia in tutto il globo. Noi siamo solo il nuovo, grosso, problema per la sua nazione, ed ecco che si appiglia a pretesti fittizi per attaccarci senza perdere la faccia… La sua immoralità è degna del suo popolo…”. Sento muggiti di approvazione alle mie spalle. Long mi fissa sprezzante… sembra quasi che io gli faccia davvero ribrezzo… “ Non mi dirà, presidente… che lei crede sul serio a ciò che dice al suo popolo?” chiedo… Long porta mano alla tasca destra e afferra una pistola a 9mm e la punta verso di noi. “ Siete feccia, lo siete sempre stati. Galbadia doveva strangolarvi quando ancora eravate in fasce, voi del Garden, invece l’allora presidente Tsimuya ha addirittura finanziato la creazione di un Garden a Galbadia. Ma la vostra corsa finisce qui, oggi!”. Gira la pistola di scatto e la rivolge verso di se e fa fuoco! Il rombo dello sparo riecheggia a lungo nello stretto cunicolo scavato nel soffitto, mentre il corpo del presidente di Galbadia si affloscia come un sacco vuoto…
Faccio un respiro profondo, per recuperare quelli che non mi sono usciti prima… Si è… sparato in testa… Così, senza motivo… Cerco nello sguardo dei miei compagni un conforto al mio sconvolgimento… ma tutti sono scioccati quanto lo sono io… Mi muovo lungo i gradini in direzione del cadavere… Omar Long è morto, si è suicidato… cosa lo ha spinto a farlo? Pazzia? Piuttosto che consegnarsi a noi ha preferito togliersi la vita? O paura..? Ma di chi? Non di noi, è sicuro… forse di qualcuno sopra di lui? Ma chi può esserci di così influente da indurre il presidente di Galbadia ad un gesto tanto sconsiderato?
Il foro sulla fronte dell’uomo emette un lieve fumo grigio… Il proiettile è ancora lì, incastrato nella carne… Scosto la testa di scatto e lo sparo mi rimbomba nelle orecchie! Sento la guancia sinistra andarmi a fuoco… Il corpo del presidente Long si solleva, con un ghigno beffardo sul volto, la pistola in pugno. L’uomo si erge in tutta la sua altezza e mi guarda dall’alto, dicendo “ Sorpreso, SeeD?”. Alza di nuovo il braccio che regge la sua arma e lo punta al mio addome… mi scosto appena in tempo e gli imprigiono il braccio, circondandoglielo con il mio. Faccio pressione verso l’esterno, così che lasci la presa… Andiamo, molla! Infilo la mia gamba sinistra in mezzo alle sue, cercando di proiettarlo in avanti… ma senza successo, dannazione! Accuso un violento colpo al fianco… E poi vengo sollevato in aria: Long, con il braccio che gli ho imprigionato, mi alza sopra la sua testa… come diavolo fa? Lascio la presa delle braccia e gli do un calcio sotto il mento, atterrando quattro gradini sotto di lui… Il suo collo è spezzato a metà, la testa è rivolta completamente all’indietro… Il proiettile era finto… questo no… Mi volto verso i miei compagni, sconvolti e paralizzati… Oh-ho… Mi volto e… sento il bacino esplodermi sul lato sinistro… un bruciore allucinante… Mi ha… sparato… è ancora vivo… Le gambe mi cedono, ma vengo afferrato subito da Luke, che mi fa scivolare dolcemente a terra… Mi guardo il fianco… la maglietta è sporca di sangue e il foro è parecchio largo… maledizione… Porto la mano sulla schiena… c’è anche il foro di uscita… almeno il proiettile non è ancora dentro al mio corpo… Il mio amico mi guarda allarmato… gli batto una pacca sulla spalla e gli dico “ Spacca la faccia a quel bastardo… io me la caverò…”. Un altro sparo… e un rumore metallico… Long aveva mirato all’enorme schiena di Luke, ma John si è intromesso, bloccando il colpo con il braccio sinistro: si strappa la manica, rivelando una sottile armatura color argento, che gli riveste il polso e l’avambraccio… Marth, con voce rauca, ordina “ All’attacco!”. Tutto il nostro gruppo mi corre davanti agli occhi. Poggio la mano alla mia ferita e scaglio una magia Esna… La carne tira verso l’interno, emettendo un rumore terribile… Il bruciore è inteso… molto intenso… basta, basta, BASTA! La sensazione finisce e io mi osservo il fianco… è tutto a posto…
Mi sollevo appoggiandomi al muro… Omar Long si destreggia con grande abilità tra tutti i miei compagni, ridendo e compiacendosi della sua forza… ma questo è davvero Omar Long?
Estraggo il mio Gunblade e aiuto i miei compagni nel loro attacco. Passo sotto l’enorme braccio di Luke e allungo la mia arma in un affondo: la lama tocca l’addome di Long, ma viene respinta senza riuscire a ferirlo… Le nocche del presidente si scontrano con la mia guancia e io incespico all’indietro… Merda… Tutti i miei compagni accusano colpi senza riuscire a restituirne neanche uno… Così non va, così non va! Marth mi passa accanto a velocità impressionante, illuminato da un’aura azzurra: la spada nascosta nel suo bastone punta diretta verso l’addome di Long… si sente un botto, ma la lama penetra nel corpo del nemico. Marth si ritira con uno scatto e poi si appoggia al muro con una mano. Sta ansimando… Long si afferra con una mano la ferita sanguinante e indietreggia… “ Presidente… la sua difesa… non è qualcosa di molto… facile da trovare… ma capire il principio è semplice…”. Osservo il mio amico mentre sputa letteralmente fuori questa frase… Ha i pantaloni macchiati di sangue… le sue ferite non hanno retto lo sforzo… “ Lei accelera… con una magia… o un dispositivo… le molecole d’aria attorno a se… fino a portarle alla velocità del suono… per poter infrangere la sua difesa… si deve superare tale velocità…”. Cosa?! Marth, tu vuoi farmi credere che sei andato ad una velocità maggiore del suono?! In quelle condizioni?! Quindi l’esplosione che ho sentito prima… era l’onda d’urto… Long si volta e inizia a correre. I miei compagni lo inseguono, mentre io afferro il mio amico prima che si accasci a terra… Lo osservo… l’occhio visibile dalla sua benda è opaco… oddio, Marth… “ Relance…”. Marth mi afferra con forza il braccio… “ Ho cercato di finire… tutto questo… in un solo colpo… ma mi sono… illuso… Long è troppo resistente… e io… troppo debole per poter mirare al suo cuore… o ad un altro punto vitale…” “ Marth, se lo avessi detto a me…” “ Non potevo… avrei… ucciso il mio orgoglio…”. Tossisce, e le mie mani a contatto con la sua schiena, sentono come il raspare di tante unghie contro una parete ruvida… “ Ho spezzato le mie rotule nella corsa… forse una volta sarei riuscito… a portare a termine questo colpo… e tanti altri… senza…” “ Se dici senza morire io ti…” “ Non puoi ridurmi peggio di così…”. Marth ride, ma la risata si soffoca in un forte tossire… “ Non vi ho detto delle mie rotule al limite… non ho voluto farlo… perché sarei stato costretto ad una… sedia a… rotelle… Ma ora… non stare qui come un idiota… su di me… vai a picchiare quel bastardo… e riprenditi… la tua donna…”. Valia… “ Io non ti lascio qui, Marth!”. Il mio amico mi da un pugno senza forza… e replica vedendo le mie lacrime “ Se ti azzardi a piangere per me… ti riduco a pezzetti…”. Inspiro per liberare il naso e sfrego gli occhi contro il mio avambraccio destro… ha ragione… Marth non se lo merita… Annuisco e gli dico “ Ti lascio qui, a patto che tu rimanga sveglio per vedermi tornare con il presidente Long da una parte e Valia dall’altra… chiaro?” “ Come no, Relance… Adesso sparisci…”. Lo accosto alla parete e poso delicatamente le mie mani sulle sue rotule… “ Esna!”. La magia scorre attraverso le mie braccia e fluisce nel suo corpo… non è servito la scorsa volta… ma delle sue gambe non ne sapevo niente… forse, almeno quelle, posso curarle… Sento una forte repulsione provenire dallo spazio tra le mie mani e il suo corpo… Tanti aghi mi si infilano nel palmo e cercano di spingermi via… I guanti si disintegrano poco a poco… ma non posso permettermi di… Marth mi allontana una mano e l’altra viene respinta dall’eccessiva pressione… Il suo braccio cade a peso morto… Lo osservo: ha l’occhio visibile chiuso e la testa appoggiata al muro…
No, Relance, Marth non è morto. Ora alzati, insegui Long e torna da lui in fretta, così che possa essere trasportato lontano da qui. Se proprio, gli manderai un SeeD per tenerlo d’occhio.
Mi infilo nel tunnel scavato nella roccia: c’è stata una frana, ma i segni delle grosse mani di Luke sono più che evidenti. Passo attraverso l’apertura fatta dal mio amico e proseguo di corsa: sento tintinnii e urla provenire da poco più avanti. Devo sbrigarmi!

TUM TUM

Mi blocco. Ma questo è…

TUM TUM

Lo spazio attorno a me viene distorto… le pareti diventano come liquide e provo un forte senso di vertigine…

TUM TUM

Non posso fermarmi, devo proseguire!

TUM TUM
Relance…

Questa è la voce di Valia! Sto arrivando!

TUM TUM
Relance… Relance…

Giro l’angolo e mi ritrovo di fronte all’enorme macchinario… il così detto Cuore Del Mondo. Pulsa di luce viola e al suo interno viene riversato il contenuto di Gaia. Siamo arrivati…

TUM TUM
Relance… Relance!

Ai piedi di esso, vedo Valia: è distesa, vestita della sua solita tunica e con la mano allungata verso di me… “ Generale Relance…!”. La distorsione dello spazio attorno a me cessa, e vedo, nella stessa posizione di Valia, Eopa, senza più la gamba destra e il braccio sinistro. “ Ma che cosa…?”. Una figura enorme, viola, passa e porta via con se il ragazzo, urlante: questa figura allarga a dismisura la propria mascella e ingoia il ragazzo. Oh mio Dio…

 

Stampa Versione Stampabile .:*:. Torna su

  Credits   Credits  
Final Destiny