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Final Destiny: Ardente Veritate
Capitolo XXII: Scacco matto

Valia apre gli occhi lentamente e dice “ Relance!”. Le sorrido e le dico “ Beh… almeno riconosci le persone… come ti senti?” “ Non è un sogno, vero?” “ No, no, questi sono reali!”. Sposto la spugna bagnata dal mio petto e le mostro i lividi lasciati dai Leramoy… grandi quanto un pallone da calcio… Lei mi passa dolcemente una mano sui lividi e poi da una piccola spinta. Sento un lieve dolore e poi gli ematomi scompaiono, ritirandosi nella pelle. Le sorrido e le dico “ Grazie!” “ Era il minimo… mi hai salvata…” “ E tu hai salvato noi da Adele… siamo più che pari.. anzi, ti devo ancora qualcosa!” “ Cosa?” “ Tutto quello che vuoi sapere di me! Sai, non abbiamo avuto molto tempo per parlare, io e te!”. Valia sorride dolcemente e cerca di alzarsi, ma ricade subito sulla brandina. Le poggio una mano sulla spalla sinistra e le dico “ Non ti conviene… hai preso una bella batosta, immagino, quindi stai giù. Possiamo parlare anche così!” “ Ma io volevo abbracciarti…”. Le sorrido.
Quando sono vicino a lei, avverto un senso di pace e, allo stesso tempo, una forza interiore indescrivibile. Le passo una mano sotto il collo e poggio la mia testa contro la sua. Lei mi passa una mano sulla nuca e mi sussurra all’orecchio “ Grazie… non lo dimenticherò!”. Mi ritiro e le rispondo “ Neanch’io…”.

Marth Aurolar

Scherzano e ridono… se solo Relance sapesse… Mi spiace tenerlo all’oscuro, soprattutto dopo quello che ha fatto per me e per la mia famiglia… Ma Squall ha detto che lo deve accettare vedendolo da solo…

Relance Clat

“ AH, AH, AH, AH, AH! E lui cos’ha risposto?” “ Niente, si è limitato ad alzare le spalle e ha continuato a lavare i piatti!” “ Ah, ah, sapevo che il preside Cid era un grande, ma non credevo che arrivasse a questi livelli!” “ E tu, che mi racconti?” “ Beh… non ho una storia vera e propria…a parte questa che sto vivendo… ma è presto per darle un finale… non lo conosco neanch’io… Sono figlio di un dentista e di una giornalista e vivevo a Fisherman Horizon. Poi, all’età di dieci anni, sono partito. Mio padre non mi ha rivolto più la parola e mia madre non si è mai presa la briga di venire a farmi un saluto, anche se non si è mai dichiarata contraria all’idea che io andassi al Garden. Per il resto…eccoci qui… in un modo o nell’altro… E tu che mi racconti?”.
Valia chiude gli occhi e inspira profondamente. Sorride e poi dice “ Ho sempre amato il rumore delle onde che si infrangono sulla cosa… del rumore del vento di mare che batte contro le pareti della mia casa… della casa di Edea… Che meraviglia…”. Li riapre e li punto su di me.
È incredibile… sembra che io possa perdermi in quelle gocce dolci e nere che sono i suoi occhi con la stessa facilità con cui un ago si perde in un pagliaio…
Valia sorride e riprende “ Per il resto… mi ha trovato Edea quando ero ancora in fasce e mi ha preso come sua figlia. Mi teneva lontana dagli altri bambini dell’orfanotrofio, che erano più grandi di me, ma non abbastanza responsabili da stare accanto ad una bimba piccola. Poi, a poco a poco, i vari bambini se ne sono andati… solo uno è rimasto molto a lungo: Squall. Aspettava Ellione, la bambina più grande dell’orfanotrofio, a cui era particolarmente legato… poi anche lui se ne andò…
Rimanemmo solo io, Edea e Cid, ma questa bella famigliola non durò a lungo… Qualcosa cambiò in Edea e, pur essendo solo una bambina.. avvertivo qualcosa… non so dire cosa… Era poco più di un presentimento… E poi… arrivasti tu. L’unico luogo di pace dalle mie sensazioni negative. All’inizio, credevo fossi mio fratello, un ricordo nascosto e celato da tanto tempo… ma non era così…
Me ne resi conto a 13 anni, 4 anni fa, quando edea se ne andò. Io e Cid rimanemmo soli, e tu fosti il mio unico amico. Così… ascoltando solo le espressioni che il tuo viso mi suggeriva, ho cominciato ad amarti… Non so perché… ma era un sentimento ben oltre quello dell’amicizia… E poi… eccoci qui…”.
Mi colpisce dritto al cuore… ogni respiro, ogni parola, mi toglie il fiato e mi lascia qui, a descrivere con il pensiero quello che mi accade attorno per non dimenticarlo mai… mi verrebbe da baciarla, ma so che è precoce e insensato farlo… Vorrei chiederle tante cose, ma l’unica domanda che mi martella la testa è…
“ Sei una strega?”. Il sorriso di Valia le scompare dal volto, ma il suo aspetto angelico non se ne va con esso, no, rimane ancorato al suo viso. La ragazza respira a fondo e risponde “ Sì… sono una strega… come mia madre Edea… ma non ho ereditato da lei i poteri… non me li ha dato e io non glie li ho rubati… Sono sempre stata una strega e credo sia per questo che Edea mi ha adottata definitivamente e non mi ha lasciato andare via. Voleva proteggermi: proteggermi da un mondo che aveva appena finito di odiare una strega tiranno come Adele, un mondo pronto solo ai pregiudizi e non alle parole di comprensione… Un mondo come il nostro… Bello o brutto che sia, ci siamo dentro…”. Valia sorride di nuovo guardandosi le unghie della mano destra e dice “ E tu stai qui ad ascoltare i vaneggiamenti di una ragazza con un gran mal di testa e un’unghia spezzata…”.
Sorrido a mia volta e replico “ Beh, Valia, se c’è una dote di cui mi posso vantare è per l’appunto quella di essere un buon ascoltatore… Dopo che segui per due ore filate Quistis che fa la sua lezione, poi sopportare qualsiasi cosa…”.
Idiota, sono un idiota…
“ Ah, e così io sarei pesante, eh?” “ No, no… io, io non volevo dire questo… io non…”. Valia si mette a sedere e mi salta al collo, buttandomi a terra. Mi batte deboli pugni sul petto ridendo e dicendo “ E così sono pensate, eh? Adesso te la faccio vedere… oooooh!”. La afferro per i fianchi e la sollevo sopra di me. I suoi capelli mi ca-a-a… “ ETCIUMM!”. Ho starnutito a causa dei capelli di Valia sul naso. La ragazza sopra di me li scosta e poi comincia ad agitarsi ridendo “ Mettimi giù, mollami!” “ Non ti lascio, non ti lascio!” “ Mollami! Mo… AH, AH, AH, AH, AH!”. Tenendola sempre sollevata, comincio a farle il solletico con i polpastrelli e la ragazza si dimena per il fastidio.
Valia afferra i suoi lunghi capelli e ricomincia a farmi il solletico sul naso. Starnutisco voltando a sinistra la… Oh, no…
Lascio andare Valia, che cade un po’ bruscamente di fianco a me… Squall è entrato nella stanza.
Scatto in piedi e faccio il saluto SeeD. Il mio preside, un po’ rosso in faccia, si schiarisce la gola entrando e mi si mette di fronte. Replica il saluto. Mi metto a riposo mentre Valia mi si affianca. Squall la guarda e dice “ Sono contento di constatare che Valia sta meglio.”. Rispondo “ Sì, Squall e… guarda che noi non…” “ Lo so, non ti devi giustificare perché non hai fatto niente. Valia, se vuoi restare qui e riposarti ancora, fai pure. Relance, vieni con me.”.

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“ Mio signore, ogni cosa è al suo posto…” “ Bene… molto bene… speriamo solo che adesso Relance risponda allo stimolo nel modo giusto…” “ è per questo che mi ha richiamato dal mio sonno? Solo per deviare il destino di un semplice ragazzo?” “ Come direbbe uno dei miei servitori… Il destino non esiste: io sono artefice del mio destino… Con questo gesto, Sephiroth, noi non abbiamo cambiato il destino di Relance… lo stiamo facendo avvenire con modalità che ci permetteranno, in futuro, di raggiungere il nostro scopo… Mi ha fermato, non so come, quando ho cercato di fare una piccola deviazione quando era ancora bambino… Non stavolta… Stavolta le pedine sono disposte nel modo migliore. La nostra difesa è inespugnabile, angelo nero, non abbiamo punti deboli… ma bisogna sempre attendere la mossa dell’avversario prima di dire… Scacco Matto…”

 

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