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Final Destiny: Ardente Veritate
Capitolo XIII: Orgoglio e vendetta

Non può essere... sono vivo... Ma è... impossibile... Ho le braccia incatenate al muro da due grossi bracciali luccicanti, sono seduto su una panca metallica e fredda in una stanza bianca e lucente... Mi da quasi fastidio agli occhi... Questa stanza sembra essere una sala riunioni, e invece è una cella, di forma pentagonale... Sì... pentagonale... Ho una fitta alla spalla sinistra, dove Marth mi ha trafitto con la sua lancia... che teoricamente avrebbe dovuto farmi un buco nel polmone sinistro abbastanza grande da uccidermi all'istante, mentre così non è stato... Non ho neanche la maglia sporca di sangue, non ha senso! Sento un sibilo alla mia sinistra e mi volto: un pannello scorrevole si alza verso l'alto, lasciando passare un soldato Galbadiano e Marth. Il soldato si mette sull'attenti e poi se ne va, in seguito ad un cenno del ragazzo. Appena vedo Marth, non so perché, mi verrebbe voglia di tritarlo come carne macinata! E, non so perché, me ne trattengo ogni volta... beh, stavolta è abbastanza palese. Marth mi si mette di fronte, oltre la portata delle mie gambe. Mi osserva dall'alto al basso e poi dice: " Come stai?".
Bastardo! Cerco di alzarmi per pestarlo, ma i bracciali mi fermano subito. Torno a sedermi e gli chiedo:
" Che cosa vuoi?". Marth risponde inespressivo " Sapere come stai..." " Ho una fitta alla spalla sinistra...." " E nient'altro?".
Alzo il sopracciglio destro e replico " Che cosa vuoi?".
Marth sospira e abbassa lo sguardo: non credo che sia possibile, ma noto una certa nostalgia, o tristezza, nei suoi occhi... Comunque qualcosa di tenero che non gli avevo mai visto addosso: ho visto espressioni tristi, amareggiate, arrabbiate, ma sempre con una punta di orgoglio, più o meno nascosta... Stavolta no... è un ragazzo di sedici anni che è preoccupato per qualcosa...
" Effettivamente voglio qualcosa da te, Relance... una cosa che solo tu puoi darmi...".
Marth estrae un telecomando e lo punta verso di me... Oh, no... Sobbalzo sentendo un clack sordo e sonoro mentre le braccia mi cadono sui fianchi a peso morto... Non so perché, ma credevo mi avrebbe fatto esplodere! Invece... mi ha liberato... Ho i polsi indolenziti e le spalle rigide per i muscoli freddi. Guardo Marth dritto negli occhi e gli vedo una scintilla di profonda tristezza. Mi alzo in piedi e Marth si porta subito la mano al fianco destro. Mi guarda negli occhi e mi dice, mentre cominciamo a girare in circolo per la stanza, stando uno di fronte all'altro:
" Senti, ora ti darò il tuo Gunblade, ma tu promettimi che mi ascolterai!" " Solo se mi consegnerai il tuo Javelin.".
Muovo la testa in direzione dell'arma che oscilla nella sua fodera agganciata alla schiena di Marth. Il ragazzo annuisce e poi dice:
" Va bene, ma mi DEVI promettere che mi ascolterai!".
In un'unica mossa, Marth mi lancia il mio Gunblade dalla parte del manico e si sfila il Javelin dalla fodera, porgendomelo dalla parte appuntita. Afferro la mia arma al volo e la infilo subito nel microcompressore (non so perché, ma ero sicuro che sarebbe stato agganciato alla cintura, come sempre) e poi sfilo di mano a Marth il suo Javelin. Il ragazzo di fronte a me si ferma, porta le braccia dietro la schiena, protendendo verso l'esterno il petto, come se mi volesse dire: ‘ Se lo hai fatto per uccidermi, accomodati'. Marth, al contrario, sospira e poi dice:
" Lo so che i nostri rapporti fino ad ora non sono stati dei migliori, anzi... ma on perché l'ho voluto io... Sono incastrato in un pasticcio troppo grande per permettermi sbavature nel piano, quindi ascolta, memorizza e concludi come vuoi... Circa due anni fa, il presidente di Esthar, la mia nazione di origine, mi ha chiamato per parlare di contatti avuti in passato tra mio padre e Adele. Fu molto gentile e comprensivo, quando gli dissi che sinceramente non sapevo niente poiché non ero ancora nato. Il presidente Laguna non era... non è un politico, ma un amico di tutti, per questo credo che sia il miglior presidente Esthariano che mai potremo avere! Comunque, tornai a casa e chiesi a mio padre, che si chiama Alos, perché il presidente di Esthar avrebbe dovuto chiamarmi a casa per chiedermi di contatti da parte della mia famiglia con Adele. Mio padre e mia madre, Meria, mi dissero che furono ricattati dalla strega per servirla: infatti Adele rapì i miei nonni, costringendo mio padre a entrare nel suo esercito privato e mia madre a lavorare nei suoi laboratori, come assistente dell'assistente al dottor Odine... Fu mia madre a progettare la camera per rinchiudere una bambina con un forte potere magico: si chiamava Ellione.".
Ellione... come la ragazza in presidenza...
" Laguna la utilizzò contro Adele e la imprigionò, fino a quando Galbadia la liberò, circa un anno fa. Adele mi ha raccontato che Squall e i suoi compagni la sconfissero, ma venne salvata da morte certa da una luce rossa molto intensa. Tornò in vita, con un grande desiderio di potere e un colossale senso di rancore verso Squall. Aveva bisogno di un assistente privato... e non riuscendo a convincere l'ex cavaliere della strega Edea, Seifer, si ricordò di mio padre. Andò dai miei genitori, che ingenuamente riteneva non invecchiati, e quando si accorse che mio fratello era troppo debole e mio padre troppo vecchio per combattere, lesse nei pensieri dei miei famigliari e scovò me. Mi contattò e mi ricattò, dicendomi che se non l'avessi servita, lei mi avrebbe privato della famiglia... Non ho potuto fare altro che accettare. Sai che mi sono trasferito da solo un anno dal Garden di Galbadia, no? Per questo non ho mai legato con nessuno... Adele, nella sua perversa crudeltà, vide nella mia mente ogni singolo volto dei miei compagni e ti vide. L'estrema somiglianza con Squall la fece andare in bestia e decise che dovevi cominciare a pagare il prezzo di questa somiglianza! Ecco il perché anche della cicatrice! Mi dispiace chiederti quello che sto per chiederti, ma ormai sei dentro a questa faccenda e poi... Voglio liberare i miei genitori, portarli in luogo sicuro e liberarmi della tirannia di Adele! Puoi... vuoi aiutarmi?".
Incredibile... Marth mi porge la mano con sguardo supplichevole... Ha cambiato completamente volto: adesso sembra quasi un vecchio signore che chiede al ragazzo di aiutarlo ad attraversare la strada... " Ma allora perché mi hai ferito in quel modo a Centra?" " Perché non avevo scelta... Adele stava cominciando a vederti più come una minaccia che come un giocattolo su cui sfogare tutta la sua perversione sadica! L'ordine dei simbionti era quello di portarti da me una volta concluso l'interrogatorio, ripreso da Adele sulla Lagunarock. In questo modo, portandoti nel ripostiglio, ti avrei detto quello che ti sto dicendo adesso. Ma tu sei fuggito... Adele mi ha applicato una telecamera alla giacca e mi ha dato l'ordine di eliminarti assolutamente. Ho dovuto farlo. Adele ha chiuso la comunicazione subito e allora ho usato il sangue dei simbionti, che funziona come le lacrime del G.F. Phoenix, per guarirti. Ti ho portato qui di nascosto e ti rinchiuso in questa cella di isolamento. La ragazza e Squall si trovano anche loro qui!". Valia...
" Dove sono?" " Se mi aiuterai con i miei genitori, mi occuperò io stesso della loro scarcerazione... Allora...". Marth mi porge di nuovo la mano e poi continua: "...ci stai?". Gli stringo la mano e faccio un mezzo sorriso. Marth rilassa tutti i muscoli del volto e accenna anche lui un mezzo sorriso. Gli dico, tra lo scherzo e il serio " Se mi stai prendendo in giro, te ne pentirai!".

 

 

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