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Scritta da: Relance88
Kingdom Hearts 2 è il terzo capitolo della fortunata saga nata poco prima della fusione tra SquareSoft ed Enix. Il gioco è creato da un'originale quanto efficace collaborazione: la casa nipponica Square-Enix e l’americanissima Walt Disney Interactive. L’idea è audace e certamente molto “pericolosa”, sotto certi aspetti, da promuovere come tema di un gioco. Nella saga di Kingdom Hearts, infatti, vediamo convivere personaggi, ambientazioni, storie e piccoli particolari appartenenti ai vari Final Fantasy e film Disney. A onor del vero, la preponderanza di personaggi e ambientazioni disneyane è innegabile, ma sono servi dell’inconfondibile tocco appartenente al filone dei Dramatic RPG. Le ambientazioni sono veri e propri mondi distinti, immersi in questo universo parallelo.
Il protagonista è Sora, ragazzo proveniente dalla piccola Isola del Destino (Destiny Island), sulla quale si pensa sia nato, ma non se ne ha mai la concreta certezza. Egli è il Custode del Keyblade, una singolare arma a forma di chiave, che permette al legittimo possessore di sigillare cuori smarriti e proteggere l’anima dei mondi dall’oscurità. Questa è l’unica arma davvero efficace contro gli Heartless, esseri composti da un cuore immerso in una potente oscurità. Sora è accompagnato da due personaggi alquanto singolari: le guardie Reali di Re Topolino, Paperino il Mago e Pippo il Difensore. Dopo aver sconfitto il cattivo di turno, il malvagio Ansem il Saggio, Sora ha restituito la libertà ai Mondi, permettendo loro di essere ricostruiti com’erano prima di essere inghiottiti dall’oscurità… ma ogni battaglia miete le proprie vittime… e la vittima è stata Riku, il più sincero e affezionato amico di Sora, inghiottito dall’oscurità presente dietro le porte di Kingdom Hearts… inoltre, Sora ha perduto anche l’altra sua amica più cara, Kairi, riportata sull’Isola del Destino una volta conclusosi lo scontro con Ansem. Concluso il proprio compito, Sora inizia la ricerca degli amici, ma scompare misteriosamente per quasi tre anni…
Eppure, l’inizio di Kingdom Hearts 2 non vede Sora come protagonista, bensì Roxas, un ragazzo abitante della Città Del Crepuscolo (Twilight Town) che, godendosi gli ultimi giorni di vacanze estive con gli amici, viene a contatto con creature sinuose e argentate, che lo inseguono ovunque… in aiuto del ragazzo, senza alcun preavviso o motivo apparente, viene il Keyblade.
Non mi dilungo oltre sulla storia, se non per aggiungere che è sviluppata in maniera completa, divertente e toccante… questo gioco colpisce prima di tutto per questo, e già basta e avanza.
Riguardo invece l’aspetto tecnico, la grafica di KH2 è forse una delle migliori che possiamo trovare su PlayStation 2: ricercata ma al tempo stesso semplice, precisa (impressionante la resa grafica senza Cell Shading dei bidimensionali personaggi animati Disney), accattivante, coinvolgente; da notare la quasi totale assenza degli arcifamosi problemi di Frame Rate che affliggono ogni gioco uscito sulla console Sony. Le espressioni sono fluide e molto verosimili e in questo gioco, per la prima volta, viene applicato il cambiamento dei movimenti della bocca per adattarlo ai diversi doppiaggi. Le animazioni, sia in battaglia, sia nella normale esplorazione del mondo, sia durante i video in grafica di gioco sono piacevoli e senza sbavature. Anche volendo mettersi d’impegno, non riesco a trovare nessun difetto grafico in questo gioco.
Il sistema di battaglia è meraviglioso: le meccaniche da Action-RPG sono molto veloci, intuitive e spettacolari. Un lavoro che pareggia la spettacolarità caratterizzante di giochi come Devil May Cry (il terzo, soprattutto) e God Of War. In basso a sinistra dello schermo c’è un menù, il quale, con il semplice tocco della X, permetterà di compiere diverse azioni. Niente di nuovo, insomma, dal primo KH… e invece no! Premendo il tasto Triangolo al momento giusto, il personaggio (o i personaggi!!!) eseguiranno mosse predefinite, che a volte semplificano lo scontro o che altre volte lo risolvono necessariamente. Quasi ogni nemico (ma tutti i boss) faranno compiere mosse predefinite diverse, aggiungendo meraviglia e divertimento a ogni combattimento.
Come non parlare poi della leggendaria Gummiship! Nel passaggio da un mondo all’altro, il gioco diventa uno sparatutto spaziale, nel quale, con la nostra fedele e personalizzabile navicella, dovremo destreggiarci tra nemici e mini-boss. Un intermezzo molto divertente e non facilissimo.
Altre innovazioni rispetto ai predecessori (ma mi riferisco soprattutto al primo KH) è il sistema di Fusioni: durante il gioco, il protagonista sbloccherà vestiti speciali che, utilizzando entrambi i partner o solo uno dei due, conferiranno abilità speciali e con grande potere distruttivo. Tali vestiti aumenteranno di livello, ognuno a modo proprio, e questo approfondimento garantisce un forte aumento di ore di gioco.
A proposito di questo… la storia principale di KH2 non è lunghissima, ma nemmeno troppo corta: si aggira attorno alle 25-30 ore di gioco… ma, fortunatamente, le missioni secondarie, i segreti, le chicche per esperti e/o fan sono davvero tante… finalmente, vorrei aggiungere!
Il difetto del gioco? Uno solo effettivo più un altro che varia a seconda della sensibilità… partiamo da quello effettivo… ovvero la difficoltà del gioco. KH2 è troppo semplice. A parte la totale mancanza di una immediata percezione di avanzamento di livello, non bisogna impazzire per allenarsi e proseguire nel gioco, anzi: combattendo solo ogni scontro previsto dal gioco si giunge alla fine senza troppi affanni. I boss mancano di una vera e propria tattica: quasi sempre, bisogna ridurre la vita del nemico con qualsiasi cosa ci venga in mente, aspettando che compaia il tasto per la mossa speciale. Inoltre, contro i boss più ostici, se si dovesse essere sconfitti, correrà in nostro soccorso Topolino, che oltre ad essere abbastanza abile nel combattere, caricherà la sua mossa finale che consiste nel rigenerare completamente HP ed MP del gruppo, per poi dileguarsi… insomma, una Coda di Fenice gratuita e che può anche picchiare.
L’altro difetto, che ho riscontrato come sensazione personale ma comune a molti… il gioco, per la bellezza, la profondità, l’emozione che regala, anche se ha una buona longevità principale… sembra sempre troppo corto… ci si immerge talmente tanto in fatti, avvenimenti e curiosità da pensare che non finirà mai… e il finale aperto del gioco, che presuppone un terzo capitolo, risulta quasi come una punizione…
Non so cos’altro aggiungere a quanto già detto, posso solo dire che Kingdom Hearts 2 è un gioco, un prodotto Square-Enix e un’altra magia Disney di una bellezza rara… non è possibile perderselo.
Voto: 9/10
Sezione a cura di Claire1987 e Relance88 // Layout e codice a cura di Claire1987//
Immages and characters © Square-Enix
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